Australia Northern Territory

Litchfield National Park

10 Settembre 2012

Dopo la piccola escursione in canoa nella Kathrine Gorge, ci dirigiamo verso nord con destinazione il Litchfield National Park, a solo 1 ora di auto da Darwin.

Il parco e’ piccolo (ovviamente per gli standard enormi australiani, ma in realta’ sono 1500 kmq!!) e si puo’ visitare in una giornata.

Essendo arrivati con il buio oramai, ci accampiamo con tanto di fuoco per la sera, in uno dei tanti e superorganizzati “campground” pubblici che esistono qui.

Piazzole dentro al parco, con bagni inclusi, il tutto ad un supereconomico prezzo di 6,6 $!! Ovviamente non c’e’ nessuno del governo che riscuote i soldi con una bancarella e si usa il solito metodo visto oramai altre volte in questo paese: prendi l’apposito modulo, lo compili, inserisci i soldi dentro ed imbusti nella apposita cassetta…il tutto a fiducia!! Hmmm…chissa’ se funzionerebbe in altri posti che dico io…

Per la cronaca siamo stati al camping al lato delle “Florence Falls”, tant’e’ che la mattina seguente siamo andati di buona ora a visitarle…ed a fare un bagno rigenerante!!!


Fantastico.

Altra cascata tipica di questo parco e’ il “Wangi Falls”, piu’ accessibile ed infatti piu’ affollata, ma sempre molto carina.


Interessante notare il cartello affisso all’ingresso dove indicano che la cascata e’ al momento libero da coccodrilli quindi accessibile per fare il bagno…ma che hanno messo delle gabbie “just in case”.

Tra la curiosa vegetazione che si incontra qui, ci sono anche queste strane formiche con il posteriore verde per mimetizzarsi con lo foglia….dove vivono!!! Le ho beccate infatti che stavano costruendo il loro nido, ovvero delle foglie di un cespuglio chiuse tra di loro.

Infine, uscendo dal parco si possono ammirare degli incredibili nidi di termiti in una enorme distesa pianeggiante. A differenza di quelle incontrate nel Western Australia, queste sono grigie e molto pou’ grandi. Questa ad esempio viene addirittura datata di oltre 50 anni.

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Darwin e fine del viaggio in caravan

13-15 Settembre 2012

Dopo 45 giorni di viaggio in caravan, passando per i posti piu’ remoti e strani dell’Australia, dal sud fino al nord passando per tutta la costa dell’ovest, e dormendo piu’ volte sotto le stelle ed il silenzio dell’outback….eccoci a Darwin!!

Siamo arrivati qui oggi non casualmente. Ogni domenica e giovedi, infatti, qui si svolge il “Sunset Market” presso il Mindil beach.

Un misto di bancarelle che vendono oggetti e cibo di tutti i paesi limitrofi all’Australia del nord: dalla Malesia, alla Cina, al vitenam, etc.


Un miscuglio di profumi e persone che da molto bene l’idea di come qui siamo veramente ai confini con l’asia…anzi, siamo in asia!!
Stupendo poi il concerto proprio all’inizio del mercato, con un tizio alla batteria “tuttofare” ed un’altro al “didjerido”, ovvero lo strumento aborigeno, ma suonato con ritmo musicale moderno.

Lasciamo a malincuore il caravan (sara’ dura abituarsi di nuovo al backpacking…) e facciamo un giro in citta’.

Darwin e’ una carina cittadina sul mare, dove vige perennemente il sole e che offre una bellissima camminata sul lungo mare: la Esplanade.
Esistono due vie da ricordare bene: “Mitchell street” e “Smith street”, ovvero le zone dello shopping e dei bar.
Qui la vita assume un ritmo molto piu’ tropicale, direi quasi hippy.
Si vedono infatti molti ragazzi con modi di fare hippy o pseudotali.
Comunque…qui decisamente tutto assume un tono piu’ rilassato ed “easy”…come si usa dire da queste parti 🙂

Sole, birra e..relax.

Nella recente storia, Darwin viene ricordata come la citta’ che e’ stata pesantemente bombardata dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma a guardarla oggi non sembrerebbe proprio.

Da consigliare vivamente e’ infine lo splendido museo “Art & Gallery”, che si trova lungo la costa non lontano da Mindil beach.
A parte l’ingresso gratuito (cosa sempre rara qui in Australia), offre la possibilita’ di ammirare opere artistiche aborigene, oltre ad una esposizione comleta della fauna marina e terrestre presente sul territorio di Darwin.

Curiosita’:
Ho scoperto per esempio che il famoso strumento aborigeno, il didjeridu, in realta’ deve il suo nome ad un antropologo negli anni ’20 del secolo scorso, rifancendosi al suono emesso da questo strumento.
Le tribu’ aborigene lo chiamano invece in altri modi, ognuno a modo suo.
Infine, il didjeridu era usato unicamente dagli aborigeni del Top End fino alla regione del Kimberley, nel Western Australia.
Solamente negli anni ’80 e ’90 e’ stato diffuso anche tra gli aborigeni del resto dell’Australia, diventando il simbolo della comunita’.

Hanno anche creato uno spazio dedicato al ciclone Tracy, che nel Natale del 1974 ha spazzato via la citta’. In una camera buia si puo’ ascoltare l’audio registrato di quello che e’ stato il ciclone…l’ho provato ed e’ da brividi!!

Incredibile ma vero, incontriamo di nuovo qui Walter ed Elena.
Questa volta pero’, ci salutiamo davvero essendo per tutti la ultima tappa in Australia.


Magari pero’ ci rivedremo in Indocina!!

Ciao Australia..ci troveremo tra un 1 anno…intanto vedo il mondo e poi torno, promesso :-)))

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Cose strane in Australia: cartelli, targhe auto e nomi abitanti

Dopo 45 giorni passati a guidare per le autostrade, strade, stradine australiane, ed essendo passati per le citta’, le campagne, le spiaggie, fino al deserto piu’ profondo e polveroso, ed avendo macinato quasi 13000 chilometri…di cose strane ne abbiamo viste.

Quello che piu’ colpisce quando si guida, sono i cartelli stradali australiani.
A parte i classici e superfotografati cartelli, tanto da spingere il business del turismo a creare souvenir di ogni genere (sottobicchieri, carte da gioco, poster, portachiavi e chissa’ cosa altro si inventeranno) ma che anche noi non potevamo non fare 🙂 , ne esistono una infinita’ che sono proprio strani, almeno per l’occhio di un europeo.

Vero e’ che si sono dovuti adeguare alle esigenze locali e/o alla necessita’ di segnalare un pericolo peculiare della zona.
Ecco che si vedono cartelli di avviso di attraversamento di koala, di wombat, di canguri, di emu, di cavalli selvatici, rapaci, coccodrilli, pinguini, echidna, cammelli, trattori, oche, mucche (anche tutti questi animali contemporaneamente).

 

Ti avvisano di imminente zona di quarantena e di relativo contenitore piazzato in mezzo al nulla sul ciglio della autostrada, dove buttare materiale che non puo’ entrare.

Ti esortano a chiamare lo 000 per segnalare rumori o comportamenti sospetti nel vicinato. Molto utile sopratutto in cittadine dove vivono poche anime (e di questo l’Australia ne e’ pieno).

Hanno una tale preoccupazione degli incidenti e dei colpi di sonno durante la guida, visti gli interminabili chilometri che separano un posto umano dall’altro, che non mancano di ricordarlo con cartelli anche un po’ esileranti, ma efficaci.

Ci sono cartelli stradali che credo non facciano neanche parte del codice della strada ma di qualche funzionario pazzoide che si e’ divertito a fare un disegno per poi pensare che uno mentre guida riesca ad interpretarne il significato….

In Australia poi, ogni stato ha pensato bene di customizzare le proprie targhe e di piazzare una bella scritta con cui ogni stato si identifica.
Ecco che lo stato del Queensland ricorda a tutti che da loro l’inverno e’ una parola sconosciuta (cosi’ come la neve!!)…sono infatti quelli che vivono dove “il sole splende”.


Lo stato di Victoria (dove si trova Melbourne per intenderci) invece semplicemente dice…qui e’ dove dovete stare che gli altri stati sono niente a confronto.

Il North Territory e’ consapevole di dover sobbarcarsi la maggiore percentuale di deserto e di polvere di tutti gli altri stati…sono infatti lo stato dell’ “outback”.

Il South Australia invece ha voluto essere originale e si e’ inventato ben 2 targhe: il passaggio verso l’outback (nello stato del western australia e nel north territory) e lo stato dei festival.

Il Western Australia e’ un paese ricco di minerali e di oro..e lo mostra ben in vista.

Ma anche in Australia si sono sbizzariti ad inventare modi diversi con cui chiamarsi.
Sembra quasi che nel mondo si senta la necessita’ di andare oltre ai nomi ufficiali e di “creare” dei nomignoli (piu’ o meno dispreggiativi a seconda dei casi).
Lo facciamo con i nomi propri, dove Francesco diventa chicco o checco, oppure ad una persona gli viene appioppato un nome pittoresco (sopratutto a Roma ma non solo) tipo “patata”, “catena”, “birra”…
Lo facciamo tra il nord ed il sud dove i terroni si contrappongono ai polentoni, dove i veronesi sono “tutti matti”, mentre i vicentini “mangiano i gatti”.
Anche in Germania esprimono un certo piacere nel chiamare “ossi” (con un certo tono di razzismo) i loro amici della ex-Germania dell’est.

Beh…in Australia hanno trovato dei modi di chiamarsi che vanno oltre l’immaginazione e che spesso trovano le origini durante i primi insediamenti dell’800.
Gli abitanti del South Australia (capitale in Adelaide) sono affettuosamente definiti “croweaters” (mangiacorvi), quelli del New South Wales (Sydney) sono “cornstalks” (gambo di grano), nel Western Australia (Perth) hanno deciso per un nome piu’ marino come “sandgropers” (cernia di sabbia), in Victoria (Melbourne) “cabbage gardeners” (giardiniere di cavoli), nello stato solare del Quensland invece hanno optato per “kanakas”, nome dato alle persone che vivevano nelle isole della indocina e che come schiavi lavoravano nelle piantagioni dello stato.

La cosa bella e’ che si chiamano cosi’ in maniera scherzosa, senza malizia…un po’ come dovrebbe essere ovunque..take it easy!!

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Kakadu National park: i coccodrilli e gli aborigeni del Northern Territory

11-13 Settembre 2012

Il pomeriggio, a “sole” 3 ore di auto dal Litchfield Park, ci attende uno dei piu’ grandi e conosciuti parchi nazionali in Australia: il Kakadu National Park.
Grande 20.000 kmq, offre una enorme varieta’ di flora e fauna tropicale, oltre a bellissime cascate e….a coccodrilli!

Qui infatti e’ possibile avere un incontro molto ravvicinato con questi rettili primordiali.

Curiosita’:

Lo sapevate che esistono 2 tipi di coccodrilli? Quelli di acqua dolce (“freshwater”), si trovano solo in Australia e sono piu’ piccoli e meno propensi ad attaccare l’ uomo a meno di essere in situazione di pericolo, e quelli di acqua salata (“saltwater”), piu’ grandi (fino anche a 7mt) e mortali. Questi ultimi vivono pero’ anche in acqua dolce…tanto per fregarti un po’!!!

Una escursione tipica per vedere i coccodrilli e’ il “Yellow water cruise“, che parte da Cooinda situata nella parte sud del parco.
Ovviamente non potevo farmi scappare l’occasione di vedere da vicino questi bellissimi animali.


Qui ho anche scoperto che i primi bianchi arrivati nel parco hanno confuso i coccodrilli per degli alligatori, ed hanno dato il nome di conseguenza.
Nel Kakadu Park infatti esistono 7 regioni: South alligator region,  Jabiru region, East alligator region, Nourlangie region, Yellow water region, Jim Jim and Twin Falls Gorge region, Mary river region, oltre ad un fiume enorme chiamato l’ “Alligator river”.
Peccato che quando si sono accorti che erano coccodrilli e non alligatori…era troppo tardi per cambiare il nome :-))))

Attenzione al costo di ingresso al parco del Kakadu: da Aprile 2010 l’ingresso costa la bellezza di 25$ a testa!! Ma siamo pazzi!
Sinceramente per il prezzo pagato non tornerei a visitare questo parco. Va bene la flora, va bene la fauna, va bene i clan degli aborigeni…ma in Australia ci sono altrettanti posti stupendi e meno inflazionati (e costosi) di questo.

Il lato positivo e’ che ogni giorno vengono svolti gratuitamente (ma a ben pensarci il costo e’ stato pagato con la tassa di ingresso) dei “talk” o delle camminate guidate da dei ranger, nei diversi punti.
Da non dimenticare infatti di prendere presso il centro visitatori la utile guida “What’s on”, con il calendario e gli orari delle diverse attivita’ organizzate dai rangers.

Noi per esempio siamo stati un intero pomeriggio al Nourlangie e con la stessa guida abbiamo seguito diversi incontri, ognuno di 15-20 minuti, su diversi temi: le leggi e tradizioni aborigene, la natura del posto, l’interpretazione dei disegni sulla roccia.

Peccato che ho scoperto che il ranger fosse una geologa che svolge il ruolo di ranger a livello stagionale. Lei e’ qui da Aprile e se ne torna tra 1 mese in Tasmania, per poi tornare qui il prossimo anno. Mi diceva infatti che gli aborigeni non vogliono avere contatti con i turisti, a meno di alcune eccezioni di guide “locali”. Esiste un centro culturale pensato per spiegare ai turisti le tradizioni, leggi, costumi, etc., ma scordatevi di vedere aborigeni, e’ tutto presentato tramite video e pannelli esplicativi. Al termine della visita vendono oggettistica e dipinti.
Ho preso a caso un dipinto su legno e girando ho letto che era fatta da una bianca con “ascendenti” aborigene. L’ho rimesso al suo posto e me ne sono andato.

Gli aborigeni

Nel Kakadu National Park esistono diversi clan aborigeni.
L’ 80% dei parchi nazionali sono ora di proprieta’ degli aborigeni, ma gestiti anche dal governo australiano che per questo paga una royalty alle comunita’ aborigene.
E’ interessante sentire parlare le persone e notare come ci si riferisca alle persone bianche come “gli europei” mentre gli aborigeni siano “i locali”.
E’ ancora forte il peso della colonizzazione.
E poi scusate…ma piu’ che “gli europei”, io specificherei “gli inglesi”, essendo stati loro a venire qui a colonizzare ed a creare problemi con gli aborigeni…come ovunque hanno fatto durante il periodo di colonizzazione.

Da quanto ho appreso gli aborigeni si dividono in chi preferisce vivere non in citta’, lontano dai turisti e dai bianchi, cacciando per mangiare e spostandosi come nomadi cosi’ come facevano i loro avi, e chi invece lavora ed ha iniziato a vivere secondo i canoni occidentali.
Tutti pero’ ricevono le royalty delle miniere, essendo questa una terra ricca di minerali estratti…e di uranio!!!
Il turista di passaggio potrebbe essere tratto in inganno vedendo a Kathrine, Darwin o ad Alice Springs, ad ogni ora del giorno tantissimi aborigeni adulti camminare scalzi per la citta’, trasandati e spettinati come se si fossero appena alzati dal letto. Spesso anche che bevono alcol.

Se ho ben capito i piu’ disagiati ricevono sussidi economici da parte del governo.
Peccato che questo comporta che spesso alcuni aborigeni spendano i soldi in alcol o sniffando la benzina. Tanto che qui nel Northern Territory hanno introdotto quello che si chiama “opal petrol” proprio per ovviare a tale problema.
Si tratta di una piccola percentuale ma molti turisti portano a casa il ricordo di aborigeni vagabondi.

Quello che infine mi ha colpito e’ il notare che in quasi 2000 anni almeno di presenza aborigena nel territorio, non abbiano sviluppato l’arte della coltivazione o dell’allevamento.
Sono puri nomadi e cacciano e raccolgono quello che trovano.
Non hanno nemmeno sviluppato l’uso del ferro o di altri metalli per realizzare arnesi, strumenti, etc., sebbene qui siano ricchi di minerali. Usano la pietra o il legno.
Infine, gli spostamenti avvengono camminando ed il caldo e le distanze vi assicuro che sono notevoli, senza aver sentito la necessita’ o volonta’ di usare alcun animale da montare.

Nel parco esistono quelle che vengono chiamate “rock art gallery“, presso la formazione rocciosa dell’ Ubirr (a nord del parco) e del Nourlangie (a sud del parco).


A parte il nome che richiama chissa’ quale opera d’arte, si tratta di dipinti fatti dagli aborigeni migliaia di anni fa sulla roccia con materiale naturale che rappresentano la vita quotidiana del tempo.
Sono estremamente gelosi di cio’ e multano pesantemente chiunque provi ad avvicinarsi troppo ai dipinti.

Presso Ubirr si trova anche il Nardab lookout, dove e’ un must andare quando cala il sole: una vista dall’alto del tramonto tropicale.

Per visitare infine un vero e bel billabong, ovvero un lago di acqua dolce residuo del periodo delle pioggie ed unica ancora di salvezza per gli animali locali durante il periodo secco, andate a visitare il billabong  Nourlangie.

Sono 45 minuti di passeggiata intorno al lago stupenda…ma attenti alle mosche, quelle ti seguono per tutta la durata e non mollano la presa..odiose!

Un altro simpatico modo per ammirare i coccodrilli, ma che a dir la verita’ mi e’ sembrato tipo spettacolo da circo, e’ il salto del coccodrillo presso l’Adelaide River, sulla Arnhem Hwy che porta dal Kakadu Park alla citta’ di Darwin.


Con un bastone cui e’ legato un pezzo di carne di maiale (non quindi il loro tipico cibo direi…ma vedo che lo apprezzano comunque), attirano il coccodrillo che salta come farebbe per cacciare un uccello che vola a pelo dell’acqua.

E’ comunque molto suggestivo!!

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Arrivo al Northern Territory: Kathrine ed il giro in canoa

10 Settembre 2012

Eccoci nel Northern Territory, con 200,000 abitanti il cui 30% e’ aborigena. Questa terra, a partire da Alice Springs fino a Darwin, viene chiamata anche la Top End dell’Australia essendo il territorio (badare bene che non e’ uno Stato) piu’ a nord dell’isola.

Avevamo lasciato Kununurra ed intrapreso la mitica Stuart Hwy, che collega Adelaide con Darwin, per arrivare finalmente a Kathrine, la prima vera citta’ del Northern Territory che si incontra venendo dal Western Australia. Prima c’e’ solo deserto, polvere e chilometri di strada da fare.

Praticamente abbiamo percorso fino ad ora tutte le autostrade piu’ importanti australiane!!

Qui e’ ancora piu’ evidente la presenza aborigena sul territorio. Quello che piu’ colpisce e’ la completa non integrazione di questo popolo con la societa’ dei bianchi (o viceversa, dipende dai punti di vista..). Sono 2 mondi completamente diversi.

La cultura e le tradizioni aborigene vengono oggi spiegate da delle persone/guide spesso non aborigene, o attraverso dei centri costrutiti ad hoc.
Il costo di tali “introduzioni e’ pero’ elevato…tutto fa business, anche questo!!
Stessa cosa dicasi per la vendita di oggetti e dipinti aborigeni. Non c’e’ una cittadina qui che non venda “arte” locale, come usano chiamarla loro.
Mi sembra tutto molto incentrato sul turismo di passaggio.

Kathrine offre due grandi attrattive:
-Le “Hot Springs”
-La “Kathrine Gorge”

Le Hot Springs sono delle terme naturali a temperatura costante di 32 gradi, usate sopratutto dagli aborigeni locali. Al nostro arrivo abbiamo incontrato un gruppo di bambini che come tarzan si buttavano in acqua da un albero..va beh..lo lascio a loro queste cose, sono di gomma.

Sono pero’ ottime per fare un bagno arrivati in citta’ dopo tanta strada fatta, e togliersi un po’ di polvere addosso 🙂

La Kathrine Gorge, invece, e’ una gola di roccia in cui scorre un fiume. Un must e’ fare un giro in canoa, in modo da godersi il silenzio assoluto della natura.Esce infatti lo spirito Tomb Rider o Indiana Johnes navigando tra roccie e vegetazione sperduti in mezzo al nulla.

Ci avevano detto che qui di coccodrilli non se ne vedono, ma hanno messo una trappola come ci hanno commentato, “just in case”!!!
Comunque da consigliare!

Da notare:
Siamo nel pieno della zona tropicale australiana ed al limite della stagione secca. Si sente infatti una certa umidita’ che andra’ ad aumentare nei prossimi mesi. Se si pianifica un viaggio al nord dell’Australia, evitate il periodo Ottobre-Aprile.

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