Nepal: la valle di Kathmandu, il safari a Chitwan ed il lago di Pokhara

14-22 Maggio 2013

Da Seoul atterro a Kathmandu, capitale del misterioso e poco conosciuto Nepal.

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Il piano è dedicare 2 giorni qui e poi spostarmi verso zone meno popolate. In realtà avevo anche la idea di ottenere il mio visto per la Cina. Ma non rilasciano il visto con doppia entrata fuori della propria nazione ed io voglio andare a visitare anche Hong Kong quindi niente da fare. Sarò costretto a volare prima lì e quindi richiedere il visto ad entrata singola per entrare via terra su territorio cinese.

La mia guesthouse, l’ “Avalon House“, è per fortuna in ottima posizione, ottimo prezzo ed ottimo servizio. Da consigliare. Giusto davanti ma non dentro Thamel, la zona turistica dove si può trovare di tutto e di più.
Dai negozi turistici ai negozi di articoli sportivi e di trekking (di discutibile qualità essendo spesso falsi). Ovviamente ahimè qui è dove si concentrano anche tutti i turisti, con una miriade di locali e ristoranti “western” e “asian”. Ecco comparire infatti di colpo ristoranti di cucina italiana, messicana…e coreana?!

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Per fortuna, soprattutto addentrandosi e perdendosi tra le stradine del centro, si riescono a trovare negozi a prezzi bassi e cucina locale..a prezzi dei locali. Inutile dire che negoziare è un obbligo prima di acquistare qualcosa.

Il mio primo giorno in Kathmandu lo dedico proprio allo shopping ed al girovagare per le strade perdendomi ed inseguendo visi o profumi che incontro. E ci riesco benissimo visto che ho dovuto chiedere più volte l’ aiuto di qualcuno per tornare in albergo.

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Peccato che, soprattutto verso sera, è un continuo di ragazzi che mi si avvicinano ed in maniera più o meno discreta mi chiedono se cerco fumo o donne. Possibile che il turismo, occidentale ed asiatico (è pieno di cinesi ed indiani!) abbia portato questo anche qui, in un fazzoletto di terra hindu/buddhista?!

Eccomi quindi nella piazza Durbar oppure davanti a tanti piccoli templi hindu di cui è piena la città!

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Sulle statue delle loro divinità’ ogni giorno versano una tinta naturale rossa ed i fedeli, quando passano difronte, si tingono le mani e si toccano la fronte. Il marchio della protezione hindu dagli spiriti maligni.

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Oppure alla stupa di Swoyambhunath, da dove si può’ ammirare dall’alto l’intera città’…accompagnati dalle scimmie locali!!

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Mercati improvvisati lungo la strada ed una miriade di gente che va e viene, edifici più o meno moderni ma per motivi di spazio sviluppati in una curiosa forma verticale, oppure bellissime facciate in legno, ma ormai consumate dal tempo.

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E sapete una cosa? Kathmandu è, rispetto a molte altre città indiane (New Delhi inclusa), molto più pulita!

Ma naturalmente anche qui non manca di incontrare cose strane, come improbabili dentisti oppure cartelli che segnalano una scuola “libera dalla gomma da masticare”!

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Ma il secondo giorno è tutto per la valle di Kathmandu. Con un’ auto (ed autista..) inizio con la visita della stupa più grande del mondo, il Boudhanath (“signore della saggezza”), a pochi chilometri dal centro. Ed effettivamente è enorme!
È considerata una tappa d’ obbligo di pellegrinaggio per i buddisti, quasi come la Mecca per gli islamici. Un tempo, quando la via commerciale tra Kathmandu ed il centro-ovest del Tibet era aperta, commercianti, pellegrini e viaggiatori venivano qui a ringraziare Buddha per aver compiuto il viaggio tra le montagne senza pericoli.

Non e’ un caso che si trovino laboratori dell’arte sacra del Thangka, dipinti su seta secondo la tradizione tibetana.

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È stata la prima volta che ho visto dei fedeli prostrarsi inchinandosi fino a toccare terra con tutto il corpo in preghiera profonda.
Paese che vai, usanze che trovi: in Giappone si inchinano davanti a Buddha, in Corea si mettono in ginocchio 3 volte…qui si stendono completamente.

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Peccato solo che tutto intorno sia pieno di bar con terrazza con vista dall’ alto per i turisti!

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Il giro per la Valle di Kathmandu prosegue per la citta’ di Bhaktapur. Antica capitale del Nepal fino al 15-esimo secolo e’ oggi nella lista dei World Heritage Sites. La città’ ha una curiosa forma di piccione che vola, ricca di piazze ed artigiani, sopratutto di ceramica. Un mix incredibile di hindu e buddhisti, come si nota nella lunga serie di festival celebrati qui, o per una religione o per l’altra, o dalle mucche lasciate libere di pascolare per le strade.

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Chissà’ perche’, ma sono arrivato nel momento in cui parte dei suoi abitanti andava a sacrificare le pecore alle divinità’. Le accoppano, tolgono le interiora e le teste, le insaccano di paglia e le bruciano per pulire rapidamente la pelle. Il tutto fatto dai bambini. Easy!

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Beh, io sono capitato in piazza Durbar (eh lo so, stesso nome che a Kathmandu…che ci volete fare!), durante le riprese di un film prodotto dalla televisione brasiliana. Che effetto sentire il regista urlare in brasiliano ad attori e comparse locali vestiti da monaci tibetani!

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Ma per fortuna si incontra anche gente locale vera, dai colori ed occhi stupendi.

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Ma mi spiegate che caaaavolo ci fa il bar Illy qui?!!

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Meglio questo…più’ a tono con, ehm, l’ambiente diciamo.

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Terza ed ultima tappa del mio girovagare per la Valle e’ Patan.

Non posso non notare una enorme similitudine del Nepal e dei nepalesi con l’ India. I vestiti delle donne, il modo di pettinarsi, lo sputare per terra, la religione (hindu è la principale seguita dal buddhismo e cristianesimo), la cucina (piccante!), il fatto che gli uomini si tengano per mano in segno di amicizia o si tingano i capelli di arancione per apparire più giovani ( 🙂 ).

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Curiosità: l’ alfabeto nepalese è uguale a quello indiano sebbene le lettere si pronuncino in maniera differente. Il risultato è che i nepalesi riescono a capire gli indiani (si vedono in TV i loro film…) ma non il contrario.

A proposito di cucina. Da non perdere il “momo” (polpette di carne o vegetali) ed il “Daal Bhaat Tarkaari”, lenticchie con riso e tarkaari.
E sapete cosa? La birra nepalese è buonissima!!! Da menzionare “Nepali ice” ed “Everest”.

Elegante però il modo di vestirsi degli uomini..ed il loro particolare cappello chiamato “topi”.

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Il Nepal, assieme alla Thailandia, è stato l’ unico paese ad aver mantenuto l’ indipendenza dai colonizzatori europei (ma chissà perché la guida delle auto è a destra..influenza indiana?). Ed ha anche un ruolo strategico che richiede ottima diplomazia, trovandosi in mezzo come un cuscino tra due enormi e potenti paesi: l’ India e la Cina e con la sensibile regione del Tibet a confine.

Ma con mia grande e piacevole sorpresa il Nepal è molto più pulita e le persone estremamente più oneste ed amichevoli degli indiani. E subito mi piace questo paese.
Parlando con molti nepalesi ho scoperto che neanche a loro piace l’ India ed il suo popolo: paese sporco e con gente che spesso vuole fregarti. Beh, è quello che penso anche io e se poi lo dicono anche i nepalesi allora è tutto dire!!

Il Nepal offre però anche molte alternative ed attrazioni naturalistiche. Ovviamente i trekking di Annapurna e del monte Everest sono i più famosi e ricercati ma ahimè richiedono 15 giorni..che io non ho!
Ho quindi puntato verso le altre due destinazioni considerate “must” se si viene qui nel Nepal: il parco naturale di Chitwan con i safari nella giungla, e la città di Pokhara con il suo lago Phewa e la vista delle montagne. Il classico giro che offrono tutti è di 2 notti e 3 giorni.

Per evitare rogne e visto il breve tempo a disposizione, mi sono fatto organizzare trasporto, tour e hotel dal proprietario del mio guesthouse a Kathmandu. Avevo ovviamente fatto le mie ricerche e confrontato i prezzi ed ancora una volta questo posto non mi ha deluso. Efficace e con i prezzi più bassi!

Ed eccomi dunque partire di mattina presto per Chitwan per un paio di notti e poi Pokhara per altre 2.

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Consiglio:
Per raggiungere Chitwan da Kathmandu occorrono 5-6 ore di viaggio e ci sono solo due maniere: o bus locali (supereconomici ma lenti e non il massimo di pulizia e comfort) oppure quelli che qui chiamano “Tourist bus”, più comodi ed il cui costo è comunque ridicolo (5€). Uguale se si vuole andare a Pokhara dove invece sono 7 ore di viaggio (!!) e con la differenza che esiste un aeroporto e con 45$ e mezz’ ora di viaggio te la cavi! Direi di evitare i bus locali ed optare per quelli “turistici” o volendo/potendo l’ aereo.

Chitwan è il più grande parco naturale in Nepal e qui le escursioni classiche sono le passeggiate a piedi ed in cima di un elefante nella giugla alla ricerca della fauna selvatica, in particolare la tigre del Bengala.

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Il tutto in un classico pacchetto di 2 notti e 3 giorni in uno dei tanti alberghi della zona.
È Maggio e tra qualche settimana qui verrà il diluvio dei monsoni. Anzi..ogni tanto ci sono le prove tecniche con qualche nuvola passeggera che in pochi minuti scarica litri di pioggia e poi se ne va. Sono infatti le ultime settimane della stagione. E si nota! Assieme a me nell’ hotel “Parkland” (molto carino!) c’è solo una famiglia americana e poche altre anime. Il che mi va benissimo 🙂

Oltre al fatto che proprio dietro il resort si trova un piccolo villaggio con gente stupenda!

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Meno gente significa meno caos e sia il resort che la zona sembrano posti ideali per riposare. Lontanissimi dalla rumorosa Kathmandu.
Però….mi aspettavo un parco più generoso in termini di animali.
E mi rendo ormai conto che viaggiando le mie aspettative di qualcosa di nuovo da provare e da vedere si sono alzate. Così come sono inevitabili i confronti con altri luoghi visitati nel mondo.

Ecco quindi che la navigazione in canoa su un fiume ed a seguire il safari a piedi nella giungla per 2 ore in un clima umido ed attanagliato dalle zanzare, mi porta a vedere solo coccodrilli piccolini, daini e tantissimi uccelli.

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Non molto meglio va nel pomeriggio quando ci portano di nuovo nella giungla ma montando sopra un elefante. Di nuovo tanti uccelli, daini, qualche scimmia e qualche rinoceronte. Va bene, diciamo che la novità è stato vedere il piccolo rinoceronte accanto alla propria madre.

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Ovviamente della tigre del Bengala manco l’ ombra. Giusto una impronta lasciata chissà quanti giorni fa!!

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Dopo l’ esperienza in India ed ora qui, per me è un dato di fatto. Lasciate ogni speranza di incontrarne uno, indipendentemente da quello che le guide dei parchi nazionali possano dire!!!

Almeno peo’ mi godo un bagno e due chiacchiere con questi stupendi mammiferi!

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E tutto sommato aver dedicato 2 giorni e mezzo per vedere qualche daino e rinoceronte..me lo sarei potuto risparmiare. Evidentemente in Asia i parchi nazionali dove “vendono” i safari non sono proprio all’ altezza. Ben lontani dai bellissimi safari dell’ Africa.
Ricordo in Zimbabwe in un pomeriggio su una barchetta ho visto molti più coccodrilli, rinoceronti ed elefanti (selvatici non domestici come qui) che in 2 giorni qui o in India.
Anche lo stesso EBC (Elephant Breeding Center) è poco interessante. Anzi!!! Qui gli elefanti li addomesticano tenendoli legati con le catene le zampe anteriori impedendogli di camminare! Guardate che pena questi esemplari…con delle bellissime zanne!
Contatto con questi splendidi mammiferi praticamente nullo, se non con questo socievole “piccolo” di elefante…tentando di parlargli attraverso la proboscide 🙂
Il centro elefanti migliore che abbia visto? Il Knysna Elephant National Park in Sud Africa. Lì sì che questi bellissimi animali sono lasciati liberi ed anzi danno la possibilità di avvicinarsi e stare con loro.

Curiosità: sapete come vengono chiamati gli elefanti maschi e femmine? “bull elephant” e “cow elephant”. Originali!

Unica attività diversa è stata nel pomeriggio. Non lontano dal resort lungo il fiume è possibile fare il bagno con gli elefanti…fico 🙂
Ma nulla a che vedere con il bagno in acque limpide in una cascata naturale, così come alle cascate Tat Sae in Laos.

Il programma di 2 notti e 3 giorni si conclude sempre con un “bird watching”. Ma lontano da quello che si può fare e vedere nel parco di Bharatpur in India.

In 11 mesi in giro per il mondo ho avuto la fortuna di vedere molti animali nel loro habitat naturale e di interagire a volte con loro. Dandomi la possibilità di sapere dove è meglio vedere /fare cosa.

Ma la tigre del Bengala rimarrà uno sconosciuto.. Ma esiste realmente vero?!

Chitwan quindi è una ottima località per riposarsi con amici, famiglia, compagna/o e con qualche esperienza di giungla. Bello e con persone super gentili, come la maggior parte del popolo nepalese, Ma se non avete proprio mai visto daini o rinoceronti o degli uccelli! Altrimenti “just skip it”.

Il terzo giorno monto di nuovo su un bus. Mi aspettano 7 ore di viaggio fino a Pokhara ed il suo lago circondato da montagne!

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Curiosità: il tratto Chitwan-Pokhara è gestito da una sola compagnia in regime di monopolio! Ergo, il servizio non è dei migliori!

Pokhara è la seconda città più grande dopo Kathmandu in Nepal ed è divisa in due zone principali: il “Lake side” ed il centro città. Il lungo lago è ovviamente la zona turistica. Decisamente però è meno caotica e più rilassante che la capitale. E come molti anche io resto un pochino di più rispetto a quanto avessi pianificato. Che ci volete fare.. a me piace la natura mica la città e qui ci sono ottime montagne da scalare! Attenzione che qui tutto chiude dopo le 22..strade praticamente deserte, quindi meglio uscire a mangiare e bere presto.

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Dopo questo infinito viaggio in bus, finalmente sono in hotel e pronto nel pomeriggio per scoprire il lago di Phewa. Qui ancora la gente locale va a lavare i panni, anche quelli che ha addosso per poi asciugagli ed indossarli di nuovo.

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I bambini si bagnano nudi per il caldo davanti ad un numero non precisato di baretti e chioschi con musica e bevande a prezzi esagerati creati ad uso e consumo dei turisti, lungo il lago.

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Di cui la maggior parte sono americani o indiani!

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Il lungo lago è così: una concentrazione di turisti e strutture a loro uso e consumo. E pensare che parlando con un tizio mi raccontava che 40 anni fa qui non c’era niente a parte alberi e..molti hippy americani/europei!!

Facendo un giro per la città’, si incontrano ovviamente gli immancabili templi visti a Kathmandu, con delle bellissime ragazze nepali.

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Il giorno dopo è tutto per la scoperta della zona attorno a Pokhara.
Il classico giro, che faccio in auto accoompagnato da un tizio che lavora per l’ albergo dove alloggio, prevede la visita alla vicina “Devil’s fall” ed a seguire alle cave Mahadev ad essa collegata. Un bel esempio di come l’ acqua scava la roccia calcarea creando enormi tunnel scenografici.

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Ma assolutamente da non perdere è il “Museo Internazionale della Montagna“. Inaugurato solo nel 2004 offre la possibilità di comprendere e capire tutto quello che riguarda e circonda il paese Nepal e le sue montagne: dai popoli e tribù alle spedizioni sull’ Himalaya, alla geologia e storia della catena montuosa più famosa e alta nel mondo. Scopro per esempio che nel Nepal ci sono 8 delle 14 cime più alte nel mondo sopra gli 8000 mt di altezza! Non male. L’ Himalaya si è formata circa 40-50 milioni di anni fa quando il subcontinente indiano andò a collidere con l’Asia. L’Himalaya quindi iniziò ad innalzarsi dal fondo marino dove prima si trovava. Ecco perché oggi si trovano fossili marini tra le sue roccie!

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Il periodo migliore per visitare il Nepal è Ottobre-Novembre e tra poco inizia il periodo dei monsoni. Sono arrivato giusto sul finale della “bella” stagione anche se già incominciano le giornate piovose. Riesco comunque a godere di un po’ di sole e fare qualche foto curiosa. Senz’altro quando non ci sono nuvole, dal lago si riesce a vedere la catena montuosa di Annapurna..ma ora nulla.

Caro Nepal, mi sei piaciuto. Magari la prossima volta vengo solo per fare 2 settimane di treking. Ora ti lascio e volo verso la mia prossima destinazione: Hong Kong!

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Buon viaggio a tutti!

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Un pensiero su “Nepal: la valle di Kathmandu, il safari a Chitwan ed il lago di Pokhara

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