Cina: arrivo nel territorio cinese e le montagne e risaie di Yuangshou

26-31 Maggio 2013

Il viaggio su un comodo treno/metropolitana da Hong Kong in Cina, nella citta’ di Guangzhou, è stato breve (2 ore) ed indolore. Linea diretta senza fermate intermedie. Ed e’ stata la prima volta che mi sia capitato di attraversare un confine, perche’ di confine si tratta tra Honk Kong e la Repubblica Popolare Cinese, a bordo di una metropolitana! Con tanto di controllo passaporti alla fermata!

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Ma perché sono a Guangzhou, città “piccola” per gli standard cinesi con “soli” 3,5 milioni di abitanti (quanto Roma per intenderci!!), per niente interessante dal punto di vista turistico ma città di banche, consolati ed uffici governativi?? E di uffici postlali dove la bicicletta e’ il vero sistema di smistamento delle lettere ed i fast food sono con il faccione di Bruce Lee in vetrina??!!

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Beh, devo ottenere il mio visto per la Russia!

Dopo una lunga (e credetemi se vi dico che lo è stata) analisin, un infinito numero di chiamate fatte e svariate ricerche su internet, mi sono reso conto che il consolato russo qui è l’ unico in Cina che lo rilascia in 3 giorni contro i normali 5-7 chiesti dagli altri consolati. E senza molti problemi mentre addirittura a Shanghai o Pechino a volte non lo rilasciano se non sei cittadino russo o residente in Cina! Dopo la Cina vado in Turchia 1 settimana e poi dritto verso la Russia. Non posso correre il rischio ed aspettare troppo.
E così, documenti alla mano, il mattino dopo il mio arrivo nella “splendida” Guangzhou mi presento al consolato russo di Lunedì ore 9, pago ed aspetterò i miei 3 giorni lavorativi.

Attenzione: un documento che tutti i consolati russi vi chiederanno per il visto turistico è la lettera di invito da parte di una agenzia di viaggio ed un “voucher”. Se non lo avete perché andate in Russia per fatti propri (come me)..allora si può comprare su Internet!! Bel business mafioso!! Io l’ ho fatto con “way to Russia“. Pagato online ed in 1 minuto ho ricevuto via email i 2 documenti. E poiché alcuni consolati (come a Guangzhou) li richiedono in originale, io li ho stampati a colori nella migliore definizione e qualità della carta possibile, in una fotocopisteria in Nepal. Perfetta, sembrava l’originale anziche’ una stampa di un allegato. Inoltre, trovandomi in Cina hanno richiesto la fotocopia del mio visto cinese, copia che avevo fatto fare in un negozio ad Hong Kong. Insomma, mi sono presentato con i giusti documenti rimediati su Internet e stampati in Nepal, visto cinese e fotocopia fatto ad Hong Kong. Pezzi diversi da paesi diversi, come i vestiti che indosso che oramai sono un puzzle dei paesi che ho visitato, sigillo perfetto del mio girovagare per il mondo 🙂

Spostarsi con la metropolitana/bus a Guangzhou o in altre città cinesi è estremamente facile ed economico. Servizio efficiente, ambiente pulito. Di nuovo, come mi è successo ad Hong Kong anche qui mi sembra che chi abbia progettato il sistema di metropolitana in Asia sia stato un unico grande ente: stesse infrastrutture, stesse efficienti logiche di cartellonistica, stesse tipologie di banchine.

Guangzhou (4)

Oltre ad avere all’ingresso di ogni fermata un controllo bagagli su macchine x-ray per motivi di sicurezza e personale professionale in divisa disoponibile ovunque. Che sorpresa qui in Cina!

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Ed in attesa del mio visto cinese che faccio?
Beh, me ne vado in giro per la campagna cinese a vedere le bellissime e famosissime montagne e fiume che fanno da sfondo a molti dipinti cinesi e la banconota da 20 Yuan,vicino a Yuangshou e Guilin!

Guilin è molto mal collegata via terra con Guangzhou, sebbene non sia affatto distante. Ci sono solo 2 treni al giorno e sono di quelli lenti che si fermano a TUTTE le stazioni impiegando la bellezza di 12 ore! Ergo, parto la sera, dormo in treno (risparmio i soldi dell’ ostello) ed arrivo alle 7.30 del mattino seguente a Guilin. Da lì, un bus verso Yuangshou (altre 2 ore!!). Perché non prevedono anche treni rapidi! Mah.

Di fatto, e’ stata la mia prima esperienza di viaggio su un treno cinese, con letti a castello su 3 livelli. Inutile dire che il posto migliore sia quello piu’ in alto e che pero’ per raggiungerlo occorre fare un po’ di ginnastica!

Si’, questi sono i miei piedi davanti al mio borsone…

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Yuangshou (1)

E qui ho fatto un errore. Ero convinto non ci fossero bus diretti tra Guangzhou e Yangshou costringendomi a passare per Guilin. Sbagliato! Esistono addirittura dei bus express notturni con comodi letti per dormire. “Lesson learned”.

Una cosa che mi ha subito colpito in Cina è il costo della vita. Riesco a mangiare decentemente con 3 euro e dormire tra i 6 ed i 15 euro a seconda se voglia un letto in un dormitorio o in una camera privata. Incredibile!
Sarà poi che oramai ho visitato quasi tutta l’Asia del Nord e del Sud ed ho parecchi paesi e chilometri di viaggio alle mie spalle, ma mi sono abituato a vedere sciacalli che cercano di fregarti, a negoziare per ogni cosa in una lingua che non e’ la tua cercando di farsi capire con le gesta. E poi la Cina ha fortemente influenzato nella cultura, lingua e nella religione, molti paesi vicini tra cui il Giappone e la Corea. Per cui molte cose che mi circondano mi sembrano….normali!! Strana sensazione. Sarò da troppo tempo in Asia 🙂 ?

Da qualche ricerca fatta su Internet prima di partire da Hong Kong, ho scoperto che la tanto famosa Guilin con le sue risaie ed il fiume Li che attraversa montagne calcaree, in realtà negli ultimi 10-15 anni è molto peggiorata. Costi fuori mercato, sciacalli in cerca del turista da fregare ovunque e soprattutto una città dalle considerevoli dimensioni con tutti gli aspetti negativi del caso (smog, caos, etc). Mentre invece Yangshou ed ancora meglio Xing Ping, lungo il corso del fiume Li, sono molto più carine, piccoline, con abitanti più gentili e soprattutto immerse tra le montagne. Guardate che vista che si ha passeggiando per le strade di Yuangshou, magari per la via principale e pedonale “West street”, piena di negozi turistici….con personale un po’ assonnato!

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Avendo solo 3 giorni in attesa di avere il mio visto russo, decido di rimanere a dormire unicamente a Yangshou. Scelta strategica ed ottima. Da qui si possono raggiungere tutte le località di interesse rimanendo in un luogo affascinante. Da consigliare!
Così come consiglierei senza dubbio il posto dove ho dormito: il “Green Forest Hostel”. Incredibilmente economico con standard da hotel!

Il periodo ahimè non è dei migliori. È la stagione della pioggia fino a metà Giugno. Ed infatti piove ogni giorno 🙂
Ma fortuna vuole che appena arrivo a Yangshou esca un pochino di sole. Colgo al balzo l’ occasione e mi fiondo su un “bus navetta” (diciamo cosi’) al porto di Yangdi del fiume Lì. Contratto con un locale e salgo a bordo di una zattera fatta di 8 tubolari messi insieme ed un motore rimediato chissà dove, percorro per circa 1 ora uno dei più belli scenari in Cina: le montagne calcaree lungo il fiume Lì dal paesino di Yangdi fino al villaggio di Xingping. Assolutamente stupendo! Non a caso questo panorama è stampato sulla banconota da 20 Yuan.

 

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E sempre approfittando del tempo sereno, la sera stessa me ne vado allo spettacolo di “Impression Sanjie Liu Light“. Si svolge ogni sera 2 volte al giorno su una piccola baia del fiume.

Come sfondo il tramonto delle montagne,

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e per circa 70 minuti è uno spettacolo di luci, suoni e canti…in lingua cinese. Ma poco conta capire le parole.

Quello che avevo letto su Internet è tutto confermato. A Yangshou respiro una aria piacevole, distesa, lontano dal caos e vicino alla natura cinese. E poi, sarà per il periodo dell’ anno ma la cittadina è piena di turisti cinesi e pochi stranieri. Ottimo.

I cinesi

I cinesi…così diversi dagli altri popoli asiatici. Grandi commercianti. Usanze strane. Urlano invece di parlare. Metodi a volte diretti e bruti rispetto al Giappone, alla Corea ed altri paesi del Sudasia. In qualche misura molto simili ai vietnamiti. Ma se sei gentile con loro, nella maggior parte dei casi saranno gentili con te.
L’ inglese è parlato (più o meno) soprattutto dalla nuova generazione.
Molti mi hanno detto che la Cina o la adori oppure no. Come l’ India. Beh, se per l’ India appartengo al secondo gruppo, mi rifaccio con la Cina. Meravigliosa! D’ altronde mi era piaciuto il Vietnam ed i vietnamiti, ed essendo per certi versi simili, non poteva essere altrimenti.

Come detto, sarà che sono ormai abituato a molti modi di fare asiatici per cui spesso non ci faccio caso. Ma se venite in Cina aspettatevi di vedere donne/uomini che sputano per terra, che fanno colazione con i “noodle” o altri piatti salati (il concetto di dolce alla mattina non esiste), che per mangiare i noodle ne infilano in bocca con le bacchette una quantità incredibile per poi risucchiare il tutto con relativo rumore a seguire. Stessa cosa con il riso, avvicinando la ciotola alla bocca ne infilano una quantità incredibile. Ruttano oppure sputano sul tavolo ossicini di carne come se fosse la cosa più naturale al mondo. Masticano allegramente a bocca aperta emanando un soave rumore di cibo. Diciamo che hanno un concetto di educazione a tavola lontana dalla mia cultura. Il concetto di rispetto della coda è ancora poco compreso qui. Iniziano sempre bene posizionandosi in fila ma appena si aprono gli sportelli (di un bus, metro, treno) è un inizio di spingi-spingi fantozziano e con gente che viene da ogni lato. Se ci si è abituati e ci si comporta alla stessa maniera, la si prende a ridere. Non ti superano o spingono per cattiveria o furbizia, è più credo un istinto.
I giovani si vogliono vestire e divertire come nel mondo occidentale, anzi mi sembrano gli occidentali d’ Asia.
Eppure non moriranno mai le vecchie abitudini. Ecco quindi che le donne “sfoggiano” calzini corti della nonna trasparenti con scarpe sexy o pseudosexy. Uomini che quando hanno caldo tirano a mezza altezza su la maglietta mostrando gli “addominali”.

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Ma anche per strada si incontrano cose interessanti. Come scooter improbabili senza omologazione con tanto di ombrellino per coprirsi dal sole.

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Chiedete informazioni e se vi risponderanno senza neanche guardarvi in faccia o con gesti della mano bruti, non prendetevela. Lo fanno con tutti. Se siete l’ unico occidentale che visita un luogo turistico e tutti gli altri sono cinesi, molti vi squadreranno con la faccia di chi si chiede se vi siete persi o da quale mondo alieno venite. Non lo facciamo anche noi in Occidente?! Sarà poi molto probabile che qualcuno vi chieda di fare una foto con voi (cosa che personalmente gentilmente declino).

Rispetto ad altri paesi a regime comunista che ho visitato, come il Vietnam o Cuba, la Cina è completamente diversa. Di fatto di comunismo vedo poco. Diciamo che e’ un “comunismo capitalista”. I soldi ed il successo della impresa o dell’ individuo sono importanti per i cinesi. Le infrastrutture sono moderne ed efficienti, più di molti altri paesi occidentali che conosco.
Se chiedete aiuto ai poliziotti vi troverete nella maggior parte dei casi ragazzi/e giovani e disponibili ad aiutarti, come se ci fosse stato un netto cambio generazionale.
Come in Giappone, anche qui non ho MAI visto emigrati stranieri lavorare come operai o nei campi. Sono sempre e solo lavoratori cinesi! Non esistono prezzi per cinesi e prezzi per stranieri, ma un unico prezzo comune, segno che la economia del Paese è buona.
Strade nella media pulite con un numero incredibile di spazzini sempre all’ opera. Se non fosse per la censura di alcuni mezzi di comunicazione (Facebook) e di molti siti di informazione, difficilmente mi verrebbe da pensare ad un regime dittatoriale.
Quindi, nonostante tutto, adoro la Cina 🙂

Curiosità:
Soprattutto i giovani cercano di avere un contatto con il mondo esterno ed usano trucchetti per evitare le censure. Per esempio usano il browser chiamato “webfreer” gratuito. Io l’ ho installato sul pc e funziona perfettamente 😉

Se si viene fino a Yuangshou non si può non andare a vedere le risaie di Longji, su un’area di 70 kilometri quadrati.
La unica maniera per arrivarci è, ahimè, con un tour privato. Eh si’, quelle classifiche escursioni con una marea di gente a bordo per una intera giornata ed una guida che parla inglese come io parlo mandarino. E la strada è lunga! Le risaie si trovano infatti a nord-ovest da Guilin e da Yangshou ci vogliono buone 3 ore per arrivare, incusa una fermata intermedia nel villaggio Huangluo Yao, tra le montagne, famoso per le sue donne dai “lunghi capelli neri”. Tanto lunghi da aver vinto il premio dei Guinness dei primati, arrivando a toccare fino a terra con una lunghezza massima di 1.8 metri.

In realtà appena scesi dal bus veniamo circondati dalla versione anziana delle donne che ora vendono oggetti artigianali ai turisti.

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Ma schivandoli con gentilezza si riescono a vedere dei bei scenari della zona, ed una simpatica vecchietta tutta presa a lavorare con un macchinario.

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La visita al villaggio naturalmente ha il puro scopo di vendere, vendere e vendere i prodotti locali,

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e si conclude con uno spettacolo delle donne dai “lunghi capelli neri”, coinvolgendo anche alcuni turisti sul palco. Essendo stato lo spettacolo un extra rispetto al costo della escursione già pagata..la prossima volta la evito e risparmio 10usd! Non merita.

 

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Ma finalmente proseguiamo il viaggio ed arriviamo ai piedi della montagna. Qui cambio di mezzo su dei minibus per muoversi più facilmente (ed a volte spericolosamente visto il modo in cui guidano ‘sti cinesi!) tra le curve in salita verso la cima delle colline.

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Arrivato al mega parcheggio, scendo e devo proseguire a piedi l’ ultimo tratto, passando anche qui per bancarelle lungo la stradina in salita dove vendono di tutto, incluso delle stranissime roccie che di primo acchito sembravano salumi appesi :-))

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Ed una fermata per assaporare il piatto tipico del pesino: carne di gallina cotta dentro canne di bambu’ su fuoco.

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Bene, dopo oramai più di 4 ore dalla mia partenza da Yangshou finalmente sono a destinazione. Distrutto, ma felicissimo. Il mio premio è una vista INCREDIBILE di risaie a terrazza di Longji.

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Non a caso hanno il nome di “9 dragoni e 5 tigri”. Ok, in Cina hanno la fissazione per i draghi e chiamano tutto così, però in effetti le 9 montagne che si distendono fino al fiume Jinjiang hanno la forma di drago cosi’ come le 5 colline dall’ altro lato, sembrano delle tigri.
Nel sud della Cina, e quindi anche qui, Maggio e Giugno è il periodo della pioggia..ma è anche il periodo in cui gli agricoltori riempiono d’ acqua le risaie per poi successivamente seminare.

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Quindi? Quindi capito nel momento ideale per vedere queste terrazze con riflessi incredibili!! Mi godo fino in fondo e da ogni angolazione questo magnifico posto.

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Consiglio:
Alcune persone sono venute qui per poi dormire in uno delle tante piccole pensioncine gestite dai locali. Non lo sapevo ma sembra una ottima idea per vedere le risaie all’ alba e tramonto…condizioni meteo permettendo!

Dopo 3 giorni nella splendida campagna cinese mi ributto ora nella grande città. Anzi, la Grande città: Pechino.
Ma prima, con un bus notturno mi dirigo diretto verso Guangzhou per ritirare il mio passaporto con il visto della Russia.

E prima ancora mi tolgo uno sfizio, o meglio dire vinco una fobia, che covavo da tempo. Farmi fare un massaggio ai piedi dai pesci con i piedi a mollo dentro la vasca….brrrr. Mangiucchiano la pelle morta ed i germi, lasciando un piede morbido come quello di un bambino!

 

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Buon viaggio a tutti!

Categorie: Cina | Tag: , , , , , , , , , , , | 3 commenti

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3 pensieri su “Cina: arrivo nel territorio cinese e le montagne e risaie di Yuangshou

  1. maddalena

    bellissimo! ci sto per andare! che ne dici del clima a dicembre?

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