Kakadu National park: i coccodrilli e gli aborigeni del Northern Territory

11-13 Settembre 2012

Il pomeriggio, a “sole” 3 ore di auto dal Litchfield Park, ci attende uno dei piu’ grandi e conosciuti parchi nazionali in Australia: il Kakadu National Park.
Grande 20.000 kmq, offre una enorme varieta’ di flora e fauna tropicale, oltre a bellissime cascate e….a coccodrilli!

Qui infatti e’ possibile avere un incontro molto ravvicinato con questi rettili primordiali.

Curiosita’:

Lo sapevate che esistono 2 tipi di coccodrilli? Quelli di acqua dolce (“freshwater”), si trovano solo in Australia e sono piu’ piccoli e meno propensi ad attaccare l’ uomo a meno di essere in situazione di pericolo, e quelli di acqua salata (“saltwater”), piu’ grandi (fino anche a 7mt) e mortali. Questi ultimi vivono pero’ anche in acqua dolce…tanto per fregarti un po’!!!

Una escursione tipica per vedere i coccodrilli e’ il “Yellow water cruise“, che parte da Cooinda situata nella parte sud del parco.
Ovviamente non potevo farmi scappare l’occasione di vedere da vicino questi bellissimi animali.


Qui ho anche scoperto che i primi bianchi arrivati nel parco hanno confuso i coccodrilli per degli alligatori, ed hanno dato il nome di conseguenza.
Nel Kakadu Park infatti esistono 7 regioni: South alligator region,  Jabiru region, East alligator region, Nourlangie region, Yellow water region, Jim Jim and Twin Falls Gorge region, Mary river region, oltre ad un fiume enorme chiamato l’ “Alligator river”.
Peccato che quando si sono accorti che erano coccodrilli e non alligatori…era troppo tardi per cambiare il nome :-))))

Attenzione al costo di ingresso al parco del Kakadu: da Aprile 2010 l’ingresso costa la bellezza di 25$ a testa!! Ma siamo pazzi!
Sinceramente per il prezzo pagato non tornerei a visitare questo parco. Va bene la flora, va bene la fauna, va bene i clan degli aborigeni…ma in Australia ci sono altrettanti posti stupendi e meno inflazionati (e costosi) di questo.

Il lato positivo e’ che ogni giorno vengono svolti gratuitamente (ma a ben pensarci il costo e’ stato pagato con la tassa di ingresso) dei “talk” o delle camminate guidate da dei ranger, nei diversi punti.
Da non dimenticare infatti di prendere presso il centro visitatori la utile guida “What’s on”, con il calendario e gli orari delle diverse attivita’ organizzate dai rangers.

Noi per esempio siamo stati un intero pomeriggio al Nourlangie e con la stessa guida abbiamo seguito diversi incontri, ognuno di 15-20 minuti, su diversi temi: le leggi e tradizioni aborigene, la natura del posto, l’interpretazione dei disegni sulla roccia.

Peccato che ho scoperto che il ranger fosse una geologa che svolge il ruolo di ranger a livello stagionale. Lei e’ qui da Aprile e se ne torna tra 1 mese in Tasmania, per poi tornare qui il prossimo anno. Mi diceva infatti che gli aborigeni non vogliono avere contatti con i turisti, a meno di alcune eccezioni di guide “locali”. Esiste un centro culturale pensato per spiegare ai turisti le tradizioni, leggi, costumi, etc., ma scordatevi di vedere aborigeni, e’ tutto presentato tramite video e pannelli esplicativi. Al termine della visita vendono oggettistica e dipinti.
Ho preso a caso un dipinto su legno e girando ho letto che era fatta da una bianca con “ascendenti” aborigene. L’ho rimesso al suo posto e me ne sono andato.

Gli aborigeni

Nel Kakadu National Park esistono diversi clan aborigeni.
L’ 80% dei parchi nazionali sono ora di proprieta’ degli aborigeni, ma gestiti anche dal governo australiano che per questo paga una royalty alle comunita’ aborigene.
E’ interessante sentire parlare le persone e notare come ci si riferisca alle persone bianche come “gli europei” mentre gli aborigeni siano “i locali”.
E’ ancora forte il peso della colonizzazione.
E poi scusate…ma piu’ che “gli europei”, io specificherei “gli inglesi”, essendo stati loro a venire qui a colonizzare ed a creare problemi con gli aborigeni…come ovunque hanno fatto durante il periodo di colonizzazione.

Da quanto ho appreso gli aborigeni si dividono in chi preferisce vivere non in citta’, lontano dai turisti e dai bianchi, cacciando per mangiare e spostandosi come nomadi cosi’ come facevano i loro avi, e chi invece lavora ed ha iniziato a vivere secondo i canoni occidentali.
Tutti pero’ ricevono le royalty delle miniere, essendo questa una terra ricca di minerali estratti…e di uranio!!!
Il turista di passaggio potrebbe essere tratto in inganno vedendo a Kathrine, Darwin o ad Alice Springs, ad ogni ora del giorno tantissimi aborigeni adulti camminare scalzi per la citta’, trasandati e spettinati come se si fossero appena alzati dal letto. Spesso anche che bevono alcol.

Se ho ben capito i piu’ disagiati ricevono sussidi economici da parte del governo.
Peccato che questo comporta che spesso alcuni aborigeni spendano i soldi in alcol o sniffando la benzina. Tanto che qui nel Northern Territory hanno introdotto quello che si chiama “opal petrol” proprio per ovviare a tale problema.
Si tratta di una piccola percentuale ma molti turisti portano a casa il ricordo di aborigeni vagabondi.

Quello che infine mi ha colpito e’ il notare che in quasi 2000 anni almeno di presenza aborigena nel territorio, non abbiano sviluppato l’arte della coltivazione o dell’allevamento.
Sono puri nomadi e cacciano e raccolgono quello che trovano.
Non hanno nemmeno sviluppato l’uso del ferro o di altri metalli per realizzare arnesi, strumenti, etc., sebbene qui siano ricchi di minerali. Usano la pietra o il legno.
Infine, gli spostamenti avvengono camminando ed il caldo e le distanze vi assicuro che sono notevoli, senza aver sentito la necessita’ o volonta’ di usare alcun animale da montare.

Nel parco esistono quelle che vengono chiamate “rock art gallery“, presso la formazione rocciosa dell’ Ubirr (a nord del parco) e del Nourlangie (a sud del parco).


A parte il nome che richiama chissa’ quale opera d’arte, si tratta di dipinti fatti dagli aborigeni migliaia di anni fa sulla roccia con materiale naturale che rappresentano la vita quotidiana del tempo.
Sono estremamente gelosi di cio’ e multano pesantemente chiunque provi ad avvicinarsi troppo ai dipinti.

Presso Ubirr si trova anche il Nardab lookout, dove e’ un must andare quando cala il sole: una vista dall’alto del tramonto tropicale.

Per visitare infine un vero e bel billabong, ovvero un lago di acqua dolce residuo del periodo delle pioggie ed unica ancora di salvezza per gli animali locali durante il periodo secco, andate a visitare il billabong  Nourlangie.

Sono 45 minuti di passeggiata intorno al lago stupenda…ma attenti alle mosche, quelle ti seguono per tutta la durata e non mollano la presa..odiose!

Un altro simpatico modo per ammirare i coccodrilli, ma che a dir la verita’ mi e’ sembrato tipo spettacolo da circo, e’ il salto del coccodrillo presso l’Adelaide River, sulla Arnhem Hwy che porta dal Kakadu Park alla citta’ di Darwin.


Con un bastone cui e’ legato un pezzo di carne di maiale (non quindi il loro tipico cibo direi…ma vedo che lo apprezzano comunque), attirano il coccodrillo che salta come farebbe per cacciare un uccello che vola a pelo dell’acqua.

E’ comunque molto suggestivo!!

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