Corea: la capitale Seoul ed il bellissimo parco nazionale Seoraksan

10-14 Maggio 2013

Deluso dalla visita di Gyeonju, capitale del periodo Silla, con la linea veloce KTX arrivo in 2 ore nella capitale coreana: Seoul.

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Wow.. Un treno ad alta velocità pagando solo 30€!
Anche qui come in Giappone, il personale di bordo si inchina ogniqual volta entra od esce da un vagone. Wow di nuovo!

Come al solito arrivato in stazione la prima cosa che faccio è fiondarmi all’ ufficio informazioni per raccogliere informazioni utili su come muovermi e dove si trovano le attrazioni principali della città. Eh già perché qui vivono più di 11 milioni di persone e le cose saranno come a Tokyo: tanti chilometri a piedi all’ interno delle mega stazioni della metro ed un tempo infinito per spostarsi da un punto A al punto B. Quindi meglio programmare bene i viaggi!

Ma solo qui ho visto un vero mercato all’ interno di una stazione della metro…

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Consiglio: torna molto utile l’ applicazione smartphone “Subway”. Fatto molto bene dove indica addirittura in caso di cambio linea in che carrozza e porta di uscita trovarsi (segnati a terra nella fermata. Questa è la seconda carrozza quarta porta! ) per minimizzare il tempo di trasbordo! Una volta scaricato si può usare offline.

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Ed è meglio comprare (in qualsiasi “convenience store”) la tessera ricaricabile della metro. Evitate di dover fare mille volte il biglietto!! Incredibilmente il credito residuo lo si recupera sempre in un convenience store.. mica alle macchinette della metro. Mah.

Arrivo alla mia guesthouse nel quartiere universitario Hongik. Posizione tattica per vita notturna, collegamenti con attrazioni turistiche, con stazione treno/bus ed aeroporto!!

Gia’ perche’ il Venerdi ed il Sabato sera le strade si riempiono di ragazzi, molto giovani, a fare baldoria. A volte a modo loro, con sale per il karaoke che danno sulla strada dove la gente puo’ vedere dei pazzi scatenati cantare e ballare.

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Peccato vedere un contrasto di questa “movida” con la dura realta’ di alcune persone.

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In metro e per le strade non posso fare a meno di notare qualcosa che mi era sfuggito fino ad ora. Ovvero che i coreani sono uno strano mix tra i cinesi ed i giapponesi. Gli odori per strada sono quelli della cucina cinese così come i tratti somatici. Ma il “gusto” nel vestirsi ed un ritmo di lavoro alto che porta in metropolitana a dormire o giocare con un cellulare…sono tutte nipponiche! Anche qui per esempio alle ragazze piace il calzino lungo fino alle ginocchia oppure corto ma con la immancabile calza trasparente.

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Beh, anche gli uomini non scherzano..va di moda il mocassino ma senza calzini!! Due estremi!

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A dir la verità i coreani a detta loro, sono gli italiani dell’ est : più chiacchieroni e casinisti. In effetti le persone sono più “liberali”. Ragazzi che si baciano in pubblico (guai in Giappone!), look a volte trasgressivo, parlano ad un volume della voce più alto.
Ed una cosa che mi fa accapponare la pelle è che spingono e ti urtano senza chiedere ne permesso ne scusa quando e’ il momento di entrare in una carrozza della metro. Ah, come mi manca il Giappone!

La metro è super efficiente, puntuale, pulito e nelle stazioni sono presenti una serie di monitor touch-screen per informazioni sulle linee (tempi, percorsi, orari, etc) e google map della zona per orientarti. Altro mondo.

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E poi in Corea devono avere una paura e di conseguenza una attenzione incredibile per incendi o atti terroristici nella metro. Proiettano di continuo video esplicativi su come indossare le maschere di ossigeno (di cui sono piene le carrozze e le stazioni) e come comportarsi in caso di fumo e fiamme!

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Oggi piove a Seoul e quale cosa migliore buttarsi dentro ad un museo?
Eccomi allora al Memorial della Guerra in Corea.

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Prima piacevole sorpresa: l’ ingresso è gratuito!

Seconda piacevole sorpresa: il museo è fatto terribilmente bene, con una serie incredibile di informazioni utili ed esperienze interattive da poter fare (3D e 4D).

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Hanno focalizzato molto sul fatto che sia stata la Corea del Nord ad iniziare le ostilità attraversando il 38esimo parallelo (confine tra il Nord ed il Sud) con il supporto sovietico e poi cinese, mostrando copie di documenti ufficiali a supporto.

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Dal 1949 al ’53 il popolo, appena uscita dall’ invasione giapponese, si è trovata ancora in guerra, ma questa volta con la propria gente! Fino alla fine della seconda guerra mondiale infatti è sempre esistito una sola nazione e popolo. Ma come per il Vietnam la fine della Guerra Mondiale ha rappresentato l’ inizio della guerra fredda tra USA ed URSS portando a dividere prima la Corea e poi il Vietnam con le conseguenti sanguinose guerre. Che tristezza! Come se fossero loro a decidere le sorti dei popoli per far prevalere una ideologia comunista o capitalista. Incredibile i danni che può fare la politica, pura invezione dell’ uomo. Senza contare che il sistema comunista e l’ URSS e’ morto negli anni Novanta, ma paesi come Vietnam, Cina, Corea del Nord, Cuba sono stati irrimediabilmente influenzati…

Ed ahimè viaggiando mi sono reso conto che nell’ ultimo secolo qualsiasi stato del centro-sud America e molti stati del Nord-Sud Asia (e che dire dell’ Europa o Medio Oriente?!) hanno avuto nel bene e nel male influenza politica ed economica americana. Un enorme Grande Fratello! E spiegatemi come mai gli USA hanno basi militari in molti punti del mondo e nessuno ha una sua base militare sul suolo americano!!!

Il messaggio che lasciano alla fine del percorso nel museo è della serie “avete iniziato voi, abbiamo vinto noi, ma vogliamo la pace! “. Non a caso lo scrivono anche sulle porte di ingresso del Museo.

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Curioso però che sul finire mostrino con orgoglio i mezzi bellici che dispongono e….disporranno nel futuro. Hmmm, pace si’ ma rimanendo in guardia!

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Il giorno dopo, approfittando di una giornata solare mi dedico al classico giro per la città cercando le gemme all’ aria aperta. Ragazzi, deve essere il mio giorno fortunato perché capito nei posti giusti al momento giusto!
Come in molte città anche qui esiste un’ area dove si concentrano le principali attrazioni. A Seoul si tratta del quartiere Jongno-Dongdaemun, dove in una giornata si riesce a vedere tutto. È qui che mi dirigo infatti oggi.

Prima tappa il palazzo Deoksugung. Arrivato all’ ingresso mi ritrovo in pieno cambio della guardia..ovviamente falso ma interessante e tradizionale. Non resisto alla tentazione di immortalarmi con uno di loro!

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Proprio davanti al palazzo Deoksugung hanno costruito l’ avveneristico comune, un mix tra architettura classica e moderna. Per intenderci e’ quello fatto di specchi.

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Entro dentro ed ho la sorpresa di vedere una piccola fiera artigianale e di libri.

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E come se non bastasse noto che hanno creato uno spazio espositivo per mostrare le rovine della antica città.

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Ovvero, costruendo l’ edificio e trovando resti storici…non hanno fermato i lavori ma hanno inglobato le rovine dentro il nuovo edificio rendendolo visibile a tutti. Sono anni che spero ciò avvenga anche a Roma/Italia, anziché non costruire e modernizzare in nome della archeologia che poi però nessuno riesce a godere rimanendo i resti storici sotto terra coperti!

Possibile che addirittura la Corea, così piccola e non particolarmente più affascinante della Bella Italia, abbia servizi di trasporto, di informazione turistica, di cartellonistica, di edifici, più belli, puliti ed efficienti dei nostri?! Che tristezza!!!

Davanti al comune si trova un piccolo parco. Mi pare di capire che qui la gente si stia preparando per una mini maratona.. Ma con una banda tradizionale ad accompagnarli!

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Vado per dirigermi a piedi verso il palazzo reale di Gyeongbokgung passeggiando per il lungo viale, quando in piazza Gwanghwamun chi ti incontro? Il sindaco di Seoul!! Nella foto e’ il primo da sinistra non da destra!! Ma che caaaacchio ci fa qui?!

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Beh, apparentemente oggi hanno organizzato la fiera del commercio solidale e mi sono rimediato un caffè gratis 🙂

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Il palazzo di Gyeongbokgung è un enorme complesso del 14-esimo secolo, residenza della famiglia imperiale, oggi purtroppo una ricostituzione di quello che deve essere stato un’ area enorme e verdissima. I giapponesi infatti la bruciarono o smantellato durante le due invasioni storiche, a fine 1500 ed all’ inizio del ‘900. Ci credo che ai coreani i giapponesi non stiano particolarmente simpatici.
Peccato dunque che in Corea come in Giappone, le guerre ed i relativi incendi hanno distrutto quello che è stato il loro patrimonio nazionale. Oggi purtroppo molto è in realtà una ricostruzione.

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Di nuovo la fortuna mi assiste. Solo oggi e domani qui si svolge uno spettacolo di musica tradizionale coreana. E chi se lo perde!

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Al lato del palazzo reale si trova il villaggio storico di Bukchon con i suoi tetti Hanok tipici della Corea. Un bel esempio di architettura tradizionale che merita di essere visto.

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Il villaggio conta un totale di 1233 “hanoks” che si sviluppano per una serie di stradine labirinto. Bellissimo.

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Di nuovo, coincidenza vuole che uscissi dalla fermata della metro “Anguk” all’ uscita 3 e mi ritrovassi giusto davanti al Centro Tradizionale Culturale di Bukchon. Ottimo punto di partenza per girare il quartiere, ricco di informazioni e mappe.blog seoul seoraksan (40)

Qui nel villaggio, ma in realtà’ in generale in Corea, spesso ho incrociato volontari in tenuta rossa che forniscono informazioni ai turisti per strada…altra stretta al cuore confrontandolo con il mio Paese.

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Passeggio per un paio di ore tra le mille stradine del villaggio e scovo un piccolo laboratorio artigianale della bevanda nazionale coreana: il liquore Makkolim, già’ provata ed “apprezzata” sulla’ isola di Jeju. Forse un po’ troppo lattosio per i miei gusti.

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Il giorno seguente mi aspetta una bella sorpresa. Già perché la prossima settimana è il compleanno di Buddha. Ah non lo sapevate?! Eh già, lo festeggiano il 17 Maggio. Ed in tale occasione in città proprio questo fine settimana hanno organizzato il festival delle lanterne, a pochi passi dal canale Cheonggyecheon.

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E chi se lo perde. Curioso insieme di stand concentrati sul tema del buddhismo espresso nei diversi paesi del mondo. Un sorriso sul mio viso al pensiero che praticamente la totalità di questi li ho visitati nell’ ultimo anno o sono la mia prossima tappa 🙂

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Spettacoli, giochi, persone in costume tradizionale. Di tutto di più.

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Inclusi pupazzi dei poliziotti…davanti alla stazione di controllo della polizia. U-G-U-A-L-I ai poliziotti veri.

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Volendo si può anche provare a costruire le lanterne di carta o candele o un’ altra miriade di oggetti. Molto bello.

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Oppure provare il trattamento cinese della moxa sulle mani.

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Si incontra un sacco di gente, di tutte le nazioni…e religioni.

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Come questi curiosi 3 monaci tibetani alle prese con il mandala, l’ arte sacra dei buddhisti (“manda”+ essenza, “la”=colgliere, quindi “cogliere le qualita’ essenziali”). Incredibile vederli all’opera.

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O come una signora che offre un abbraccio gratuito in segno di pace tra la Corea del Sud e del Nord.

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Sebbene poi ci siano dei cartelli satirici sul tema…

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La domenica vola ed io mi devo dirigere entro sera fuori dal caos cittadino per immergermi nella natura e tranquillità del parco nazionale di Seoraksan.

Dal terminal dei bus express prendo il primo bus utile per Sokcho (ogni mezz’ora ne parte uno..incredibile!). In 2,5 ore sono a destinazione. Volendo con il bus 70 si arriva in un’ altra mezz’ora al Parco Nzionale ma è molto tardi, meglio un taxi. Costo? Solo 10€ !!

Consiglio: nel parco esiste solo un hotel, il “Seoraksan tourist hotel”. Un po’ caro per la qualità degli arredi ma ottimo servizio e si è fisicamente nel bosco, ottimo punto di partenza dunque.

La mattina presto ho tutta la intenzione di buttarmi nel verde. Punto il percorso di 4 ore andata/ritorno di “Ulsanbawi rock”.blog seoul seoraksan (99)

Neanche metto piede fuori dall’ hotel che mi ritrovo davanti ad un mega Buddha con monaco in preghiera…anche con la pioggia!

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E due suore cattoliche in vacanza con la immancabile visiera a padella coreana. In nero naturalmente…

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Scopro con piacevole sorpresa che ai coreani piace camminare!! Oggi è lunedì, un giorno feriale qualsiasi, eppure molte persone giovani (e non!!) sono qui a scalare la montagna in perfetta tenuta da hiking! Fico.

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Il parco è assolutamente bello, mantenuto bene, con indicazioni chiare e con piacevoli percorsi e panorami. Ho fatto molto bene a venire qui 😉

Per di più’ in questo periodo di festa delle lanterne in occasione del compleanno del Grande Buddha, anche qui sentitissimo e coloratissimo!

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Dopo circa 2-3 ore di camminata passando arrivo in cima. Poche persone, montagne splendide ed il mio sandwich con una vista mozzafiato delle rocce!

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E scrocco un caffè ed un dolce da una coppia di signori coreani anche loro a fare pic-nic qui in cima (quello mozzicato è il mio… ). Lo avevo detto che sono cordiali ‘sti coreani 😉

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Ok, dopo una bella giornata nel riposo assoluto del parco, il giorno dopo di nuovo bus express da Sokcho a Seoul e poi dritto all’ aeroporto. Destinazione Nepal!
Ma prima faccio in tempo a tagliare i capelli in aeroporto.. come mi manca il mio barbiere a Roma!

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Buon viaggio a tutti!

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