Giappone: la capitale imperiale Kyoto, Nara ed i ninja di Iga

23 Aprile – 01 Maggio 2013

Dopo un lungo pellegrinaggio per paesini e luoghi un po’ poco battuti dal turismo di massa straniero, arrivo finalmente in una delle classiche tappe d’obbligo di un viaggio in Giappone: la antica capitale imperiale Kyoto.
Qui infatti incontro tantissimi stranieri…ed italiani im vacanza.

Sapevo che ci sono tante cose da vedere e fare qui e nei suoi d’intorni per cui mi ero messo in testa di passare ben 7 giorni qui!! Non potevo fare una scelta piu’ azzeccata. Mi accorgero’ come 7 giorni siano volati!

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Kyoto, capitale del Giappone per ben 1000 anni (!!), fino a quando l’imperatore Meiji nel 1868 non decise di spostarsi a Tokyo, e’ una citta’ magica. Un mix incredibile di storia, cultura, architettura, arte, natura…e modernita’. Puoi passare 8 giorni e rischiare di rimanerci ancora di piu’. E “dulcis in fundo”, a Kyoto si possono ancora trovare le vere geishe. Vederle all’opera e’ costosissimo ma esistono, per i turisti stranieri ed i giapponesi meno facoltosi, altri modi di partecipare ad una loro performance.

Nella zona storica delle geishe, chiamata “Gion“, esistono infatti due teatri dove si possono vederle: il “Gion corner“, una forma un po’ commerciale e turistica dove delle geishe mostrano la cerimonia del te piu’ altre piccole dimostrazioni , oppure il “Gion Kobu Kaburerio“, meno conosciuto dai turisti stranieri e piu’ da quelli giapponesi. Nel mese di Aprile ogni giorno si svolgono degli spettacoli tradizionali delle geishe. E’ li’ che andro’ io 🙂

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Grazie alla sua posizione geografica Kyoto ha una meravigliosa rete di collegamento su rotaia o su gomma con moltissime destinazioni. Non a caso si trova sull’asse della linea dei treni veloci shinkansen Tokyo-Hiroshima.

Da Kanazawa arrivo con un bus diretto ed in meno di 3 ore sono nel terminal dei bus/treni della antica capitale. Edificio enorme e moderno con una quantita’ enorme di negozi, servizi, bar. E l’immancabile ufficio informazioni con l’accesso gratuito ad internet 🙂

Scusate, ma guardate che ordine e disciplina in fila per prendere un bus! Altri livelli di educazione civica…

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Raccolgo le solite mappe della citta’ e delle attrazioni vicine e mi faccio una idea del programma settimanale. Kyoto offre la possibilita’ di spostarsi con qualsiasi mezzo di trasporto dentro e fuori la citta’: bus, metropolitana, treno JR, treno shinkansen, taxi. Citta’ moderna come detto, in un contesto storico!

Ma mi devo sbrigare perché è proprio oggi lo spettacolo delle geishe al Gion Kobu Kaburerio. Anche qui mi ero fatto aiutare dalla reception dove alloggiavo per effettuare la prenotazione al telefono…in lingua giapponese.

Mi dirigo verso il mio ostello, il “Piece Hostel Kyoto“, a pochi passi dal terminal dei bus/treni (posizione strategica). Beh, di solito non pubblicizzo gli ostelli a meno che non valgano secondo me la pena. E questo e’ il miglior ostello dove io sia mai stato in tutto il viaggio intorno al mondo. E’ piu’ un albergo che un ostello nella qualita’ degli arredi, pulizia, servizi, personale. Fantastico!

Sbrigata la parte logistica, letteralmente mi fiondo verso il teatro.  E una volta nei pressi della zona Gion chiedo informazione ad una ragazza giapponese che passava di li’. Coincidenza vuole che anche lei si dirigesse verso  Gion Kobu Kaburerio!!! Beh…tra gli spettatori ero uno dei pochissimi occidentali, forse ancora meno tra i turisti. Meglio cosi’ 🙂

Dopo la solita dimostrazione della cerimonia del te, con la geisha e la sua apprendista maiko, si passa dentro al vero teatro…dove ahime’ sono vietate le fotografie.

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Ma posso assicurare che il costo (elevato!!) del biglietto ne valeva assoulutamente la pena, con una dozzina di geishe che si susseguono sul palco a ritmo di musica con giochi di ventagli e passi rapidi.

Amate il te’ verde? In Giappone lo adorano cosi’ tanto che ci fanno i dolci ed i gelati!

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Ed alla fine dello spettacolo, quando sto per uscire ed andarmene via sotto una incessante pioggia, la ragazza giapponese, di nome Yuko, ed un suo amico, Risuke, mi fermano e mi invitano per un te’ e poi a cena fuori. Posso io rifiutare??!! Ogni giorno mi alzo dal letto e non so mai come finira’ la giornata ma so che accadra’ qualcosa di diverso e particolare..e questo ne e’ un esempio 😉

Mi portano in una sala da te’ ed in ristorante sushi che solo se sei giapponese del posto puoi conoscere. Curioso il sistema di sedersi a tavola: sotto il bassissimo tavolino un buco per mettere le gambe…

E per finire la serata, un salto nel bar dove lei lavora come cameriera e lui dove va come cliente. Un bar “alla giapponese”, con ambiente privato e persone che parlano a bassa voce attorno ad un balcone. Scalzi e seduti a gambe incrociate  ovviamente. Vengo a sapere (qualche giorno dopo…) che l’ ingresso e’ VIETATO a chi non e’ giapponese!! Ma poiche’ ero con Yuko e Risuke, mi hanno permesso di entrare.

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Ah..ed ovviamente non parlava nessuno inglese. Ho dovuto fare uso delle mie migliori conoscenze del giapponese…e tanto uso di “google translator”!

Incredbile esperienza!

Ma il giorno dopo inizia la vera parte da turista. Mi devo sbrigare a visitare i luoghi “turistici”, perche’ (sfiga!) il 25 Aprile inizia quello che in Giappone viene chiamata la “Golden Week”, ovvero una settimana di vacanza per tutti, studenti e lavoratori. E siccome le ferie in Giappone sono poche, viene chiamata cosi’! E come dargli torto. Il risultato e’ che le strade e la citta’ si riempiranno di turisti locali!

Mi dirigo quindi prima al bellissimo Fushimi Inari Shrine. Un insieme incredibile di “torii”, ovvero di porte rosse, allineate tra di loro lungo un percorso a cerchio che si sviluppa per almeno 2-3 ore di camminata, salendo in cima ad una collina, attraversando un bosco, e tornando al punto di partenza.

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E scopro che ogni ‘toro” e’ stato acquistato o da un privato o da una azienda per augurarsi fortuna per il futuro. Se siete interessati..ecco i prezzi in funzione della dimensione dell’ arco! Da matti!

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Il posto e’ comunque affascinante, sopratutto se non c’e’ molta gente (meglio evitare i weekend!).

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Curioso che i fedeli buddhisti mettano questo “tori” in forma mini anche sugli altari…

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Con l’aiuto dei potenti e veloci treni giapponesi mi sposto poi verso est in direzione di Arashiyama. E’ una zona un po’ fuori mano dal centro della citta’ ed e’ una buona destinazione per passare una solare giornata con famiglia o con ragazza/o. Ma non lo sapevo e le mie aspettative erano altre 😦

Mi faccio comunque la passeggiata lungo il fiume e per le stradine del villaggio, pieno di tizi che offrono di trasportarti in giro a bordo di un rickshaw trainato a mano….con scarpe in neoprene per perfetta comodita’ ed aderenza al suolo!

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E vicino alla stazione del treno si può visitare il bosco di bambù. Niente di che.

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Proseguendo per una luuunga passeggiata fino in cima alla collina del parco Iwatayama, si può avere una vista dall’ alto di Arashiyama con intorno di nuovo i macachi giapponesi. Ben diversi da quelli del parco di Jigokudani. Qui hanno creato una gabbia (con dentro le persone e fuori le scimmie!) dove i macachi attendono che qualcuno li dia qualcosa da mangiare. Eh no!

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Niente, proprio Arashiyama non è stato uno di quei luoghi dove tornerei se viaggio da solo.

Faccio però in tempo a tornare a Kyoto. Ho infatti appuntamento con Yuko per visitare il bellissimo castello di Nijo.

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Curiosità:
sebbene venga chiamato castello, in realtà è un palazzo!! È qui dove viveva l’ imperatore e la sua famiglia.

Fortuna vuole che siamo proprio gli ultimi ad entrare quindi pochissimi turisti! Ottimo! Il palazzo (o castello :-)) è bello fuori e dentro, con dei splendidi dipinti originali della scuola di Kano.

Come detto Kyoto è anche una città moderna che con una fitta rete della metropolitana, dei treni JR o dei bus, ti permette di raggiungere qualsiasi destinazione dentro e fuori la città.
Tra cui la zona notturna di “Kiyamachi” e “Pontocho“, lungo il fiume “Kamo”. Qui, come in molte città giapponesi, si mischiano locali per soli giapponesi e locali dove anche gli stranieri sono ammessi, sopratutto nei bar e pub “western style” dove pubblicizzano la locale squadra di calcio. Come potevano chiamarla secondo voi??.

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Cosi’ come esistono in Giappone i bagni “japan style” e “western style”.

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Locali per bere o mangiare qualcosa e locali dove si può avere intrattenimento femminile. Il tutto in un contesto di stradine, ponti e canali in stile antico. Che mix.

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E nella parte ovest del fiume si trova invece Gion e la sua intima ma trafficatissima strada “Hanami-koji“, dove un tempo vivevano le geishe mentre ora si trovano ristoranti giapponesi. Bella comunque la sera!!

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Qui a Gion le geishe le vedi ovunque…anche nei dolci!

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Vi ricordate quando a Tokyo avevo notato la fissazione per gli standard in Giappone, incluso per quel che riguarda il cibo? Bene..anche i piatti italiani hanno subito lo stesso trattamento con esposizione in vetrina degli spaghetti cosi’ come poi te li presenteranno…se non siete troppo stanchi come questo tizio che ho “pizzicato” a dormire la notte in stazione. Ma sara’ comoda la sua posizione per 6 ore??!!

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Per una incredibile coincidenza, come spesso mi è capitato in questo viaggio, Matteo e sua moglie Gabriella si trovano in vacanza a Kyoto proprio in questi giorni!
D’ obbligo andare a cena fuori in un ristorante locale, cercando di farsi capire visto che il menu è solo in giapponese. Piacievole e bello stare con loro, un po’ di italianità con me 🙂

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La mia amica Shuko conosciuta a Rapa Nui mi aveva messo in contatto con una sua amica che vive qui, Yoko. Una locale!

Ci diamo appuntamento per il fine settimana e con lei vado a visitare le ultime due principali attrazioni della città.
Iniziamo infatti con il bellissimo tempio Kinkakuji, chiamato anche “Golden Temple”, un po’ distante dalla città, verso nord. Un bellissimo tempio d’oro (ahimè non visitabile all’ interno) in un parco con laghetto. Splendido!

Foto da cartolina.

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Non distante da qui invece il tempio Ryoanji ed il suo giardino con le sue 15 pietre in un giardino Zen. Mi ispirava…

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Tornando verso il centro, andiamo a visitare lo scenico tempio Kiyomizu-dera (“mizu” in giapponese significa “acqua”). Dopo una passeggiata per la solita stradina piena di negozi turistici, si arriva a questo tempio costruito in cima al monte Kiyomizu. Vista panoramica!

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Proprio qui al lato si trova una curiosa area dedicata a chi cerca fortuna in amore. Tradizione vuole che se si riesce a camminare da una roccia all’ altra con gli occhi chiusi, ci si sposi entro l’ anno. Mah.

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E se avete un dolore o qualcosa che vi molesta, lo scrivete su un foglio e lo fate dissolvere in acqua..ed il problema si dissolve con essa. Facile no?!

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Una visita al tempio di Kiyomizu non era completa se non passeggiavo anche fino al vicino parco di Maruyama. Molto piacievole.

Consiglio: se siete interessati a dipinti d’arte antica giapponese (come i “Ukiyore”), allora andate qui vicino al parco, sulla via Shinmonzen, considerata la “strada d’arte”.  Piena di negozi e gallerie di quadri!

Come detto però, vicino Kyoto ci sono altre perle.
La prima è la vicina Nara, facilmente raggiungibile con treno JR. Nara e’ stata capitale dell’ impero nipponico prima di essere spostata proprio a Kyoto.
Una delle peculiarità in questa cittadina è vedere una quantità enorme di daini che passeggiano tranquillamente e liberi per i parchi e templi. Sono infatti considerati messaggeri divini e per questo lasciati in pace. Attenzione che sono sempre alla ricerca di cibo. A me un daino ha strappato e mangiato un pezzo della mappa di Nara! 🙂

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In una giornata con passo molto lento, mi godo questa piccola realta’. Alla stazione centrale passo per l’ immancabile ufficio informazioni per le mappe turistiche di rito e raggiungo facilmente a piedi la Pagoda “three-story”, simbolo di Nara.

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Proseguo camminando verso il parco ed ecco una quantita’ incredibile di daini che pascolano tranquilli e beati.

Foto di rito per celebrare l’ amicizia!

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Poco distante il bellissimo tempio “Todaiji“.

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Anche qui si trovano dei daini..animali e non (ma come si fa ad indossare dei cerchietti per i capelli a forma di orecchie di daino!?).

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Dentro il tempio e’ collocato il più grande Buddha non all’ aperto esistente in Giappone.

Fortuna e coincidenza vuole che capito da queste parti quando sta per cominciare una cerimonia buddhista. Spettacolo!

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Ma anche i monaci fanno le foto al Buddha.. è un vizio questo dei giapponesi!

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La mia giornata a Nara termina con il “Kasuga Taisha Shrine” dove hanno posizionato una enorme quantità di lanterne ed uno spazio Zen. E curiosamente, sempre secondo le logiche giapponesi del “visual management”, ti posizionano una bella mappa con chiare istruzioni su come raggiungere i bagni piu’ vicini e gli orari di apertura…facendo distinzione tra stile occidentale e stile giapponese!

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Ed i soliti animali curiosi a zonzo. Si e’ capito o no che a Nara i daini sono intoccabili no?

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Qualche settimana fa avevo scoperto che uno dei luoghi famosi della scuola dei ninja in Giappone si trova ad Ina Uego. Non molto lontano da Kyoto in fondo 🙂
E così con Yuko, la ragazza incontrata il primo giorno al teatro, decido di dedicare una intera giornata qui. A parte il castello, nulla di interessante rispetto ad altri visitati anche perché di originale purtroppo non c’è rimasto nulla, qui si può visitare una casa di un vero ninja, oggi trasformato in museo. Pieno di trappole e vie di fuga in caso era necessario scappare, ma senza fare rumore. Una bella collezione poi di armi e travestimenti usati.

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Scopro che i ninja si confondevano con la gente normale vestendosi da commercianti o da agricoltori, ma le zappe o altri strumenti di “lavoro” erano in realtà micidiali armi.

Ok, questo travestimento pero’ e’ esagerato!

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I ninja erano dei “soldati” usati dai signori feudali per carpire informazioni dal nemico o anche per assassinare persone scomode, senza lasciare traccia. Erano vegetariani per mantenere il corpo leggero e si lavavano spessissimo per non lasciare odori.
Alla fine della visita al museo, una piccola dimostrazione di uso dei famosi shuriken. Impressionante vederli usare dal vivo.

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Foto con un ninja e prova del tiro al bersaglio non potevano mancare 🙂

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E posso assicurare che tirare i shiruken non è assolutamente facile!

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Curiosità:
tutti (incluso me prima di venire qui) credono che i ninja li lanciassero con il palmo della mano tipo “pizzette”. Niente di più falso 😉

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Purtroppo il mio tempo qui nella splendida Kyoto è terminato. Parto per Hiroshima, la mia ultima destinazione sul territorio giapponese prima di salpare con un traghetto per la Corea del Sud.

Buon viaggio a tutti!

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