Giappone: Tokyo e le stranezze giapponesi

08-13 Aprile 2013

Dopo un altro (ed ultimo) volo spezzafusorario Cusco-Lima-Madrid-Londra, si conclude il mio biglietto con Onetheworld.

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È stato quasi commovente prendere l’ ultimo aereo che da Madrid mi ha portato a Londra, chiudendo una lunga fase del mio viaggio, che comprendeva Africa,  Oceania, Sudasia, Centro-Sudamerica. E strano è stato rimettere piede sul suolo europeo dopo 9 mesi. Di nuovo ero circondato da persone che parlavano spagnolo (Madrid) o inglese (Londra), lingue che mi hanno accompagnato in tutti questi mesi di viaggio. Ma con la differenza che ora dove mi giro non vedo più persone dai connotati africani, arabi, indiani, aborigeni, maori, asiatici, polinesiani, messicani, maya,  caraibici, sudamericani, inka. Bensì sono completamente circondato da persone bianche caucase, prese nel loro quotidiano e stressante tram-tram lavorativo, correndo da una parte all’ altra dell’ aeroporto con un telefono in una mano e la valigia 24-ore nell’ altra. Ed io che mi presento con il mio zainone da 60 litri in spalla ed un sacco a pelo. Che shock!
Bene, arrivato in Inghilterra prendo un altro volo Londra-Francoforte-Tokyo. Inizia ora la ultima fase del mio viaggio intorno al mondo: il Nord-Asia! In Sud-America è ormai  autunno mentre nell’ emisfero boreale è già primavera.. Ed io inseguo il caldo intorno al globo 🙂

E’ tempo del Giappone!
E poi ora nel Paese del Solevante è periodo del Sakura, ovvero la splendida fioritura di ciliegi di cui è ricco e pieno il paese.

Kyoto

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Arrivato finalmente a Tokyo mi accorgo subito che sono in un altro mondo. Sarà stato il fuso orario (dal Perù al Giappone passando per l’ Europa in un viaggio di 2,5 giorni con 14 ore di differenza!!), ma vivo un vero e proprio shock culturale. A partire dalla lingua, completamente incomprensibile (purtroppo) sia nella forma scritta che parlata. Come invece mi piacerebbe poter capire tutto quello che leggo ed ascolto!

Curiosita’: in Giappone scrivono in 3 maniere diverse, tanto per confondere le idee. Kanji ( di origine cinese), hiragana (sistema usato per la lingua giapponese) e katakana (sistema usato per tradurre le parole straniere in giaponese).

Spinto dalla voglia di parlare la loro lingua ed affascinato dalle origini etimologiche di molte parole, ho cominciato ad imparare alcune parole ed a far uso di alcune applicazioni di dizionari o frasari, scaricati sul mio smartpone!
E non pensate di trovare un luogo (tempio, ostello, ristorante, etc) semplicemente leggendo i nomi delle strade ed i numeri civici. Non esistono! Hanno un sistema tutto loro (come in realtà anche a Singapore) di identificazione delle abitazioni o dei luoghi. E comunque sarebbe tutto in giapponese. Qui molto raramente troverete qualcosa scritto in inglese,  soprattutto fuori dalle grandi città (Tokyo, Nagoya, Kyoto, etc).
Per fortuna i giapponesi sono di indole supergentile (a volte disarmante) e spesso chiedendo indicazioni stradali vi accompagneranno quasi alla vostra destinazione se non è troppo lontano. E poi in ogni angolo della città ci sono mappe della zona con indicazioni chiare.

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Ah le mappe!  Sembra che qui le amino. Ogni negozio o attività commerciali ha una mappa della zona che prontamente vi consegnerà. Sono giorni che sto collezionando carta (che poi me la porto appresso visto che non ci sono bidoni della spazzatura..).
Grande vantaggio è avere in ogni stazione importante della metro/treno o centrocommerciale (di cui è pieno Tokyo alla faccia del consumismo!) un punto informazioni. Alcune volte con le tipe in uniforme anni ’60 🙂

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Sono impeccabili nella precisione e puntualità. Tutte le indicazioni che vi daranno saranno esatte e precise. Il cliente è visto come una persona da trattare con i guanti. Verrete continuamente ringraziati per questa cosa o quell’ altra.
Forse anche troppo.

Sono estremamente attenti alla soddisfazione del cliente.
Quando entrate od uscite da un negozio/ristorante tutti i camerieri/dipendenti vi saluteranno e ringrazieranno per la visita… Spesso lo fanno in automatico senza neanche guardarvi in faccia.
Addirittura l’ autista dell’ autobus ringrazia OGNI passeggero quando scende dal mezzo, il tizio della biglietteria che controlla i tornelli  all’ uscita della metro idem. Il controllore dei biglietti sui treni (anche quelli locali! ) si inchina ogni volta che entra ed esce dal vagone per salutare la clientela, che spesso neanche lo nota e continua a fare le sue cose. E’ l’unico Paese al mondo che ho visitato dove questo accade…e forse puo’ accadere solo qui.

Ehhh, i mezzi pubblici. Sono talmente puntuali (e pulitissimi!) che potevo fare affidamento all’orario di arrivo per sapere in che stazione della metro/treno mi trovvo, senza leggere il cartellone (che comunque non avrei capito non sapendo leggere il giapponese…).

Curiosità: in quasi tutti i bus pubblici si paga il viaggio quando si scende in funzione della distanza percorsa. Si entra infatti dal retro del bus, si ritira un biglietto con un numero e si consegna all’ autista quando si scende, pagando quanto risulta nel tabellone in corrispondenza del proprio numero!

E se c’è un popolo di cui ci si può fidare.. è questo. Difficilmente troverete un giapponese che vuole “fregarvi” i soldi. Se pagate e dimenticate il cambio, state sicuri che ve lo faranno notare. Purtroppo però non esistono le negoziazioni sul prezzo alle bancarelle per strada.

Ma sono molto diverse anche le abitudini, le tradizioni, le credenze, le “buone maniere”, le mode, il modo di vestirsi!! Come sempre non esiste il giusto o sbagliato e bisogna accettare e comprendere ciò che è diverso da quello cui si è abituati. Posso però dire che di ogni cultura incontrata fino ad oggi, alcune cose me le porterei con me, altre sono troppo diverse! Anche qui in Giappone.
Non potrò mai mangiare i noodle succhiandoli facendo un rumore terribile come fanno tutti, uomini/donne/bambini.
Le ragazze giapponesi hanno un gusto del vestirsi molto particolare, concentrato su scarpe basse con tacco e calzini corti o calze fino a mezzagamba spesso con dei disegni. A volte sexy, a volte un po’ naif. In entrambi i casi, se venissero in Euopa vestite cosi’ sicuramente richiamerebbero l’attenzione di molte persone (nel bene e nel male…), mentre qui e’ assolutamente la norma.

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Il 99% degli uomini nelle medio-grandi città si veste per andare a lavorare in abito scuro da matrimonio tipo Matrix. Devono avere un grande stock perché tutti i giorni hanno lo stesso vestito e tutti si vestono alla stessa maniera, come dei cloni.
Ecco.. Sembra di vedere tanti cloni.
Ma dove sono i colori del mondo latinoamericano?!
Da quando sono piccoli sembra che li formino e plasmino in maniera uniforme, come le divise che tutti i bambini devono indossare fino al liceo.

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Parliamo di standard? Questo e’ il paese degli standard! Come le persone sembrano tanti piccoli cloni, anche i cibi devono essere perfetti. Fuori dai ristoranti vedrete in vetrina i plastici dei piatti (anche i gelati!!) che potete ordinare. State sicuri che verranno serviti esattamente cosi’, con la fogliolina a destra e non a sinistra…! Il vantaggio per noi mortali che non parliamo il giapponese e’ sapere cosa arrivera’ quando ordinate indicando un scritta strana sul menu.

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Curiosita’: un giorno sono entrato in un piccolo ristorante aspettando di essere accomodato su un tavolino. Che errore! Potevo aspettare all’infinito. Spesso infatti fuori dal negozio ci sono delle macchinette tipo dispenser delle bevande/dolci, dove inserisci  soldi e selezioni quello che vuoi mangiare. Esce un biglietto e quello viene consegnato al camerire. In questa maniera il personale non tocca ne gestisce i soldi!

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Esiste qui un forte attaccamento alla comunità ed al gruppo. Pensate che se vanno in ferie si sentono in colpa perché durante la loro assenza qualcuno dovrà fare anche il loro lavoro. E quindi prendono pochi giorni di vacanza. Mah!
Le coppie giapponesi non mostreranno mai segni di affetto in pubblico. Già è tanto vedere una coppia anzi!  Per strada, fin dalla giovane età si vedono SOPRATTUTTO uomini e donne che passeggiano separati, a meno che non sono colleghi di lavoro. Ma dove si conosceranno?! Nella metro/bus/treno non vola una mosca! Tutti presi con un cellulare in mano a giocare ad un videogame o a chattare.

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Oppure si siedono e si mettono subito a dormire (ci credo..guardate che poltrone comode che hanno)! Se sentite qualcuno parlare ad alta voce, molto probabilmente è un turista.
Manca la vivacità! Manca la musica! Che monotonia! Solo una volta ho visto a Tokyo un ragazzo che suonava una chitarra per la strada.  Sembrava un pesce fuori dall’ acqua.

Un giorno mi sono messo a fischiettare nella metro da solo per sentire un po’ di musica e rumore!!

Il lato positivo e’ che se si vuole dormire o rilassarre, non hai qualcuno che parla al telefono dei fatti suoi senza che a te possa importare qualcosa!

Questo è legato alla loro cultura di non molestare il prossimo. Ad esempio non vedrete mai un giapponese soffiarsi il naso davanti a tutti ma si girerà sempre da un lato. Ed il fazzoletto usato non lo si riusa o non si mette in tasca!
Così come raramente vedrete gente fumare camminando (le donne poi non le vedrete quasi mai fumare in pubblico! ). Esistono apposite aree. Il mozzicone se non hanno dove buttarlo lo inseriscono in un contenitore apposito che si portano appresso.

Eh gia’. Non c’ è una carta o mozzicone di sigaretta per terra eppure non c’è neanche un bidone della spazzatura per strada!! Per buttare qualcosa che non sia una bottiglia di plastica occorre aspettare di incontrare uno di quei chioschi aperti 24ore (“Seveneleven”, etc) .

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Mentre invece se dovete buttare della plastica in ogni angolo di strada avrete le immancabili macchinette del caffè/sigarette/bevande/cibo.

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Perché?! Dicono che è a seguito di un atto terroristico accaduto una decina di anni fa, dove un giapponese estremista ha inserito una bomba in un bidone della spazzatura.
Hanno una fobia per le malattie aeree ed una fissazione per l’ igiene. Moltissime persone indossano una mascherina (anche quando guidano!)

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ed all’ ingresso di molti edifici (uffici, centri commerciali, musei) ci si può “disinfettare” le mani con del sapone ed alcol. Secondo me più si proteggono e meno anticorpi si fanno!  Ecco l’esempio delle poste…

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Senz’altro pero’ il popolo giapponese è il più pulito ed attento all’ igiene personale che io abbia mai visto.

Gli autisti degli autobus, dei taxi, i poliziotti in strada, la guardia di un museo…tutti hanno dei guanti addosso..bianchi!

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In ogni ostello in cui sono stato, lo shampoo ed il doccia schiuma erano gratis e presenti nelle doccie. Della serie “e’ gratis..USALO!”.

La pulizia, ed il fatto che le strade siano degli specchi e’ solo un piccolo esempio, e’ intrinseco nella cultura giapponese insegnata fin da bambini. A scuola vengono divisi in gruppetti ed a turno i bambini devono pulire a mano (non con mocio ma in ginocchio sul suolo per toccare con mano lo sporco!!) la propria classe e banco. In giapponese si chiama “seiso“. Ve lo immaginate da noi?! Guai! I genitori protesterebbero!!!

Passeggiare per la città è come vivere in un fumetto.
Nel paese Natale dei manga, venduti a tonnellate in qualsiasi libreria/edicola e letti dai giovani ma soprattutto dai grandi, qualsiasi pubblicità, cartellonistica e pannello informativo, ha il design di un fumetto.

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A Tokyo poi esiste una intera zona dedicata agli amanti del tema: Akihabara ovvero “Electric City” (un nome un programma!).

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Qui si trovano una serie incredibile di negozi che vendono videogames, fumetti ma anche gadget, pupazzi, dipinti e tutto quello che la mente malata di un uomo può inventarsi (notare il tappetino per il mouse con il seno dove appocggiare il polso…).

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E qui si rivela il lato pervertito giapponese, fatto di “vedere non vedere”.

I personaggi dei manga/cartonianimati sono rappresentati in abbigliamento o posizione erotiche spinte.

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Una volta sono entrato in uno di questi negozi e salendo ai piani superiori mi sono ritrovato subito dentro una videoteca di porno e mano a mano che salivo per i suoi 7 (!!!!) piani, il tema diventava sempre più trasgressivo fino al sadomaso!

Esistono poi moltissimi bar (uno famoso e’ il “Maidreamin“) dove le cameriere si vestono da studentessa sedicenne in uniforme e ti fanno compagnia. Prezzi alti. Ai giapponesi piace l’ idea che ci vuoi fare! Ma se non parli giapponese, risparmia i soldi ed evita questi posti, perche’ il “bello” qui e’ l’intrattenimento con le ragazze…che non parlano inglese ovviamente.

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I giapponesi poi amano fare le file! Sono pronti ad aspettare mooolto tempo ordinati fuori da un ristorante se il cibo è buono. E non pensate di entrare e sedervi dove vi pare!! Nei caffè o ristoranti dovete aspettare in fila (spesso seduti su una sedia/panchina) fino a quando non è il vostro turno e qualcuno dello staff vi accolga e indichi dove sedervi.

E come si nota l’ influenza inglese ed americana post seconda guerra mondiale: qui lo sport nazionale è il baseball e la guida dell’ auto è a destra.

In un paese conservatore come il Giappone, vedere addirittura un quartiere intero dove questo strano lato perverso giapponese poteva avere la sua soddisfazione, e’ stato per me una sorpresa. Ed ancor di piu’ lo e’ stato vedere che le citta’ giapponesi sono piene di sale dove la gente si siede e passa le ore  a perdere soldi in delle macchinette, rumorosissime e tristissime!

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Ma “entrare” nella cultura giapponese non è facile. Sarete sempre aiutati ma sarete sempre visti come i “diversi”, gli “stranieri” (o “gaijin“). Più sono gentili e formali con voi, più stanno cercando di prendere le distanze. Cercano di mantenere le distanze considerando la lingua, tradizioni, cultura giapponese in qualche forma superiore.

Addirittura se un giapponese ha passato troppi anni nel mondo occidentale, tendono a chiamarlo “banana”: dentro bianco giallo fuori!!
Se siete seduti in un ristorante, qualcuno si siederà accanto a voi solo se non ci sono proprio altri posti liberi.
Frutto questo ancora della mentalità di isola chiusa in se stessa. D’ altronde solamente nel 1863 il Giappone ha “aperto” i confini commerciali con il mondo occidentale dopo il periodo Edo, quando iniziò l’ era Meijin.

Una volta ho sentito rappresentare la bandiera nipponica come: loro sono il cerchio rosso, noi siamo il bianco intorno. Credo renda l’ idea.

Tutti pensano che in Giappone, terra dell’ high-tech, internet sia ad una velocita’ incredibile. Che delusione! Certo, rispetto agli altri Paesi vicini del Sud-Asia si’, ma e’ spesso di gran lunga inferiore a quella dei paesi occidentali.

Pero’ spesso si riesce a trovarla gratis. La catena “Starbucks” e’ un utile aiuto in questo ed e’ onnipresente in Giappone! Inoltre, molte citta’ offorno la connessione gratuita in determinati punti importanti turistici (ufficio informazioni, principlai atrrazioni, etc.). Controllate la rete e verificate che ce ne sia una libera!

Consiglio: negli uffici informazioni, che DEVONO essere la vostra prima tappa visto che vi daranno una enorme quantita’ di informazioni (e mappe!) precise e puntuali in lingua inglese, spesso danno una tessera per connettersi gratuitamente ad internet in alcuni hotspot del comune.

Eccomi a Tokyo dunque!
Città enorme dove vivono più di 10 milioni di persone. Troppo per me. Dopo 5 giorni qui ero felicissimo di lasciarla per buttarmi in mezzo alla natura, ai templi ed ai castelli. Al vero Giappone insomma.
Tokyo è un enorme parco divertimento pieno di luci per i turisti e centro nevralgico del business nipponico h24, dove ho visto a qualsiasi ora del giorno e della notte persone in giacca e cravatta in giro per la città.  Ci credo che appena possono dormono nella metro!  Piace o non piace.

In una settimana penso di aver visto tutto quello che (almeno per me) era interessante da visitare. Ho però perso moltissimo tempo negli spostamenti in metro o treno visto che la città occupa una superficie enorme. Ed ho camminato per chilometri. Incredibilmente, in un Paese dove gli spazi sono una risorsa preziosa sembra che a Tokyo piaccia avere edifici larghi e distanze enormi da coprire a piedi per spostarsi da una parte all’ altra… dello stesso edificio o fermata della metro!

Curiosita’: guardate come hanno “creato” qui degli spazi nelle stazioni di benzina. Le pompe del gasolio sono sul tetto e non a terra!
Rete dei trasporti che tra l’ altro non è di primo acchito facile da comprendere, ma è di una puntualità disarmante, come anche i bus o treni tra le Regioni (che in Giappone chiamano “Prefetture”).

Consiglio: per sapere le connessioni migliori dei trasporti dentro e tra le citta’ giapponesi, utilissimi siti internet sono hyperdia (in inglese), jorudan (in inglese). Mentre invece a Tokyo usate ekitan (solo in giapponese) per muoversi in metro.

Ma un sito internet assolutamente da non perdere per sapere cosa vedere in Giappone e come raggiungerlo, e’ la japan guide, ALTAMENTE CONSIGLIATO.

Lascio la mia roba in ostello (in stile casa antica giapponese..),

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mangio qualcosa al volo in un Seveneleven (comodissimi per cibo confezionato in giornata ed ecnomico…anche il vino e’ preconfezionato!!), ed esco per la citta’.

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Alloggio nel quartiere vicino a Ueno e lo consiglierei, visto che e’ una zona tranquilla e vicina a molte attrazioni della citta’.

Prima tappa il bellissimo parco Ueno.

Quest’anno a Tokyo il Sakura, la fioritura dei ciliegi, e’ iniziato con un anticipo record, ovvero meta’ Marzo anziche’ i primi di Aprile per l’ eccezionale caldo. Ma sono riuscito a vedermi almeno la parte finale.

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Parco bellissimo ed ottimo per passeggiare e godersi delle belle giornate. Qui si trova anche l’ interessante Museo Nazionale di Tokyo.

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Mi perdo per le stradine ed incontro il primo mercato all’aperto, sono ad Ameyayokocho, dove si trova di tutto e di piu’.

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Incluso due bastoncini di legno che si muovono con mani invisibili…

Non lontano da qui, raggiungo in metro il quartiere Ryogoku dove si trova il Tokyo Skytree.

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Proprio vicino alla torre c’e’ un centro commerciale (Tokyo ne e’ piena a dir la verita’!) dove a prezzi umani si riesce a mangiare ottimo sushi…come si puo’ ben vedere.

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Il mio primo tentativo di ordinare del cibo. E la cosa strana e’ che quando ho comunicato alla cameriera quello che volevo mangiare, la tipa se lo e’ segnato su un foglio e quando questo e’ arrivato al cuoco, lui si e’ messo a urlare quello che avevo chiesto in modo da informare i suoi “colleghi”. Ognuno infatti ha un compito/piatto preciso da preparare. Peccato che cosi’ tutti i clienti sanno quello che tutti ordinano. 🙂

Posso dire che in Giappone ho provato qualsiasi tipologia di sistemazione notturna. Dal classico ostello, all’hotel cubo fino ad un internet cafe’ in Tokyo. Beh, diciamo che quest’ultima e’ la opzione poco prima di decidere di andare a dormire sotto i ponti! Anche perche’ in Giappone se non hai la residenza locale…niente internet!! Bella fregatura!

Come venire a Tokyo e non andare a visitare il quartiere di Asakusa.

Qui si trova infatti il piu’ antico tempio buddhista della citta, il Tempio di Sensoji costruito nel 628.

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Qui inconrtro le prime donne vestite con il Kimono. Bello vedere che le tradizioni non muoiono! E trovo il Kimono poi terribilmente sexy!

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Per entrare in un tempio a pregare, scopro che esiste una procedura precisa. Sara’ la prima delle tante volte che lo vedro’ in Giappone visto l’ enorme numero di templi che ho visitato.

Occorre prima purificarsi le mani e la bocca bagnandosele

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Se si vuole ci si “bagna” anche di incenso per purificarsi.

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Si lascia una offerta nell’apposito box e si suona la campana per richiamare l’attenzione degli spiriti sacri, i kami.

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Si battono le mani 2 volte, ci si inchina due volte, si prega e ci si inchina una ultima volta. In realta’, sebbene questa sia la sequenza “ufficiale” ho notato che non tutti la seguono…mi sa che non hanno le idee chiare.

All’ingresso si trovano sempre dei luoghi dove le persone possono appendere tavolette di legno o fogli di carta con dei loro desideri scritti. Bella sia l’ idea ma anche la qualita’ dei disgeni delle tavolette! Stupendo!

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Per raggiungere il Tempio si entra dalla porta di Kaminarimon (dove incontro un simpatico gruppeto di donne)

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e si passeggia lungo la strada commerciale di Nakamise, con negozi che risalgono al periodo Edo.

Beh..a dir la verita’ i negozi non mi sembravano molto storici, pero’ sono 250 metri di strada da passeggiare con piacere sopratutto in questo periodo del Sakura.

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Ed ancora si vedono mezzi in carrozza trainati da delle persone!

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In Giappone esiste una fortissima tradizione teatrale chiamata Kabuki.

Gli attori sono solo uomini e si truccano volontariamente in maniera esagerata. A Tokyo fatalita’ vuole che il teatro piu’ famoso, il Kabuki-za, avesse riaperto da pochi giorni dopo anni di restaurazione. Potevo io perdermi la occasione?! I biglietti sono cari e dello spettacolo non ci ho capito nulla, sebbene neanche i giapponesi capiscono in quanto gli attori parlano nella lingua antica.

Ma chi se ne frega, e’ stato comunque una esperienza interessante! Peccato che non sia permesso fare foto all’interno, ma sono rimasto mooolto colpito nel vedere che durante l’intervallo TUTTI gli spettatori abbiano all’improvviso tirato fuori del cibo e si siano messi a mangiare seduti sulle loro poltrone!! Incredibile. Ma come, tutti belli ed eleganti, magari con il kimono, e poi si mangia cosi’?!

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Ben diverso lo spettacolo che ho trovato in uno dei quartieri piu’ luminosi della citta’: Shibuya.

Di notte e’ ricca di colori…e di gente strana..

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Ma di giorno e’ stracolma di gente che va in ufficio!

E’ qui dove si trova il famoso incrocio dove nelle ore di punta una fiume umano attraversa la strada  invadendo letteralmente la strada.

Per apprezzare meglio, basta andare allo Starbucks e salire al secondo piano.

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E per una serata alternativa, Tokyo offre di tutto. Incluso uno spettacolo con i robot nel famoso “robot restaurant“. Va beh, diciamo che erano le ragazze l’attrazione principale 🙂

Prezzo di ingresso caro ma vale la pena provarlo almeno una volta.

Sono andato con Daniele e Mauro, portato da una coppia simpaticissima italiana che vive da anni a Tokyo. Supergentile e paziente nell’aiutarmi in questa prima fase in Giappone!

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Con loro mi e’ capitato anche di andare a passare una classica serata giapponese: al Karaoke. (incredibile sentirli cantare in giapponese!!!!)

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Ma Tokyo offre naturalmente anche la parte storica e culturale.

Il Palazzo imperiale ad esempio. Originariamente un Castello, divenne palazzo imperiale quando l’ imperatore si trasferi’ da Kyoto a Tokyo dopo la restaurazione Meiji. Strano effetto vederlo circondato da moderni ed alti grattacieli…E che delusione venire fino a qui e scoprire che in realta’ si possono visitare solo i giardini esterni…e nemmeno tutti! Da evitare!

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Moltissimi i musei da poter visitare. Io, per interesse e tempo mi sono concentrato sul Museo Edo-Tokyo, dove viene spiegata la storia della citta’ dal periodo Edo (antico nome della citta’..) fino a giorni nostri. Bello, molto ben fatto come struttura, ma sono uscito senza che avessi ottenuto informazioni interessanti ed importanti, cosi’ come invece ho avuto modo di apprezzare in Sud America. Strano, ho avuto la sensazione che fosse “tutto fumo e niente arrosto”.

Vicinissimo al teatro, nel quartiere Ryogoku, si trova lo stadio piu’ importante di Sumo in Giappone. Peccato che il campionato nazionale inizi solo il mese prossimo, ma sono riuscito comunque ad incontrare due “piccoli” esemplari che andavo ad allenarsi..

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Analoga sensazione di assenza di informazioni interessanti, di quelle che ti colpiscono e rimangono impresse nella mente, al Museo Nazionale delle Scienze Emergenti. Sara’ uno “standard” in Giappone?

In compenso il museo si trova nella zona di Odaiba a sud della citta’ . Una isola con uno splendida passeggiata vista mare. Qui i giapponesi hanno piazzato anche una statua della liberta’ in scala ridotta…ed un robot dei cartoni animati in scala orginale!!

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E nel museo…un bellissimo mondo!!

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Una delle ultime giornate nella stressante ed affollata Tokyo, la lascio alla visita del famoso mercato del pesce di Tsukiji. Volendo si puo’ venire qui alle 5 del mattino, farsi mettere in lista e vedere l’asta del pesce ppena pescato. Nella pratica ho sentito che e’ difficile trovare posto (max 45 persone al giorno) e non avevo proprio tanta voglia di svegliarmi presto e prendere un taxi (carissimo in Giappone!), per cui mi sono presentato alle 8.30 per girarlo un po’, vedere i mega tonni essere tagliati a fettine e spediti ai ristoranti.

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A proposito..qui si puo’ fare colazione mangiando pesce freschissimo. E non potevo non provarlo. Tra l’altro sfidando una fila incredibile ed un menu scritto solo in giapponese!

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E “last but not least”: una idea che ho trovato molto intelligente e’ quella di poszionare le pompe della benzina…in alto! Cosi’ si risparmia spazio in supereficie.

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Bene, 5 giorni  Tokyo direi che sono stati sufficienti per capire che qui non vivrei. Troppa grande, troppa gente, troppo caos…troppi turisti! Non ho mai camminato tanto in una citta’ cosi’ come ho fatto qui.

Meglio ora partire per luogi meno battuti..come Matsumoto, dove i ciliegi sono ora nel loro massimo slendore!

Buon viaggio a tutti!

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Un pensiero su “Giappone: Tokyo e le stranezze giapponesi

  1. LICIA BARBINI

    Ciao Luca,
    grazie per la tua descrizione sul Giappone, cosi’ completa ed introspettiva. Anch’io non potrei vivere in un posto cosi’ ordinato ma anche maniacale e comunque poco umano. Pochi giorni fa il Corriere della Sera parlava di un ragazzo di Tokyo che e’ morto per arresto cardiaco in quanto massacrato dal ritmo del lavoro che si era autoimposto per raggiungere determinati obiettivi….si contano oltre 15 decessi al giorno (inclusi i suicidi)per motivazioni legate alla carriera. Inoltre credo sia quasi impossibile,per la nostra natura latina, interagire e trovare sintonie con un popolo programmato ed
    inibito di fronte ai sentimenti e le pulsioni.E poi le repressioni sono
    sempre pericolose perché portano alla violenza o all’autolesionismo.
    L’unica cosa che mi ha trasmesso un’emozione sono i ciliegi fioriti !!
    Comunque questa nuova esperienza rendera’ ancora piu’ prezioso
    il contenuto del tuo zaino!
    Buon viaggio, in attesa di nuovi racconti.
    A presto, ciao ciao

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