Perù: Cusco ed il cammino Inka verso Machu Picchu

30 Marzo-04 Aprile 2013

Lasciato alle mie spalle il lago Titikaka, mi dirigo verso Cusco prento per il mio cammino Inka ed il suo premio finale: le rovine di Machu Picchu!

Per raggiungere Cusco da Puno (o viceversa) ci sono due alternative: un treno supercaro della linea Perurail che effettua una sola fermata nel punto più alto delle Ande attraversate, oppure un bus che viaggia parallela alle rotaie (quindi stessi bellissimi paesaggi osservati) ma che è molto più economico ed effettua più fermate lungo il percorso in alcune rovine Inka, con pranzo incluso in un ristorante.
Secondo voi cosa ho scelto? Esatto!
Ci sono più compagnie che effettuano il servizio bus ed io ho scelto la “Inka Express Bus”.

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Tre le principali fermate: Pukara, Raqchi e La Raya, il confine tra la provincia di Puno e di Cusco, a 4335 mt slm, il punto più alto durante il viaggio. Bellissima valle e…molti venditori ambulanti. Qui infatti si fermano i treni e bus carichi di turisti per fare le foto di rito.. Come ho fatto ovviamente anch’io!

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Arrivato a Cusco ci si rende subito conto che è molto più grande ed attrezzata di Puno. L’ 80% della popolazione vive del turismo associato soprattutto alle rovine di Machu Picchu e non solo. Cusco è parte della lista Unesco come patrimonio dell’ Umanità ed in effetti il centro storico è mooolto bello (indovinate come si chiama la piazza principale? “Plaza de Armas” ovviamente), con chiese costruite dagli spagnoli sopra i templi Inka (!!).

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Ancora oggi si possono vedere le mura originali alla base, come è il caso della chiesa di Santo Domingo.

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Cusco infatti era la capitale degli Inka e centro dell’ Impero. Un po’ come Roma per i romani.

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Curiosità: gli inka sono conosciuti in tutto il mondo ma prima di loro esistevano moltissime altre popolazioni ognuna esperta in qualche arte. Il loro pregio è stato quello di inglobare queste culture, assimilando e perfezionando quanto di buono avessero. Hanno inoltre portato come unica lingua comune il quechua, parlato ancora oggi comunemente in molti villaggi del Perù. Non è molto simile a quello che hanno fatto i romani? Incredibile queste similitudini tra i due popoli sebbene non ci siano mai stati contatti tra di loro. Inoltre gli Inka…non erano inka. Ovvero dovrebbero essere chiamati quechuas per la loro lingua. L’ Inka era il sovrano, i sacerdoti o la classe nobile. Ma tutti (erroneamente) identificano il popolo come inka.

Se la settimana Santa l’ ho passata in Puno, beh la domenica di Pasqua è caduta quando ero in Cusco. E qual’è il piatto tipico della cittadina in questa occasione? Il guy al forno, un incrocio tra un topone ed un coniglio. Ok, io ho la personale regola di provare qualsiasi animale che non abbia più di 4 zampe per cui nel mercato rionale di Pasqua l’ ho voluto assaggiare. Hmmm, magari non farò il bis 🙂

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Da non perdere poi il Mercato di San Pedro che apre ogni domenica. Un vero mix di turisti e peruviani intenti a comprare di tutto negoziando su tutto.

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Dopo un paio di giornate passate a Cusco, il giorno di Pasquetta parto finalmente per il mitico cammino Inka. Destinazione: Machu Picchu!

Avevo prenotato con la agenzia “Eric Adventure” (da consigliare!) ben 1 anno fa sapendo già all’ inizio del mio viaggio intorno al mondo che per la prima settimana di Aprile sarei partito per il Giappone e la fioritura dei ciliegi (mia prossima destinazione!!).
In generale però meglio prenotare con almeno 3 mesi di anticipo. Infatti ogni giorno possono entrare al massimo 500 persone nel circuito. E scordatevi di fare trekking per fatti vostri. È obbligatorio andare con una guida e ci sono almeno 3 punti di controllo.
Consiglio: il mese di Febbraio il cammino Inka è chiuso per manutenzione e rischio incidenti. Il periodo della pioggia è infatti da Gennaio a Marzo, durante i quali comunque è spesso nuvoloso o nebbioso e non si vede molto del panorama. Per una ideale cielo azzurro occorre venire da Giugno a Settembre! Se proprio non potete in questi 3 mesi, sappiate che nel tardo pomeriggio (14-15) il tempo in cima del monte Machu Picchu migliora mentre la mattina è quasi totalmente coperto da nebbia.

Ecco perché Machu Picchu è la mia ultima tappa sudamericana prima di partire per il Nord Asia..ho cercato fino all’ ultimo di ridurre la probabilità di pioggia.  Arrivare fino a qui e poi non vedere nulla è da piangere!

Curiosità: “Machu Picchu” è una parola quechua che significa “monte vecchio” (Machu=vecchio, Picchu=monte). Attenzione a pronunciare bene la parola “Picchu”, che può significare “pene” in quechua!

Molti vengono da Lima fino a Cusco (3300 Mt slm) e dopo un paio di giorni di assestamento per l’ altitudine partono per Machu Picchu o con una agenzia per il cammino Inka o per fatti propri con un treno che collega la ex capitale dell’ impero Inka con Agua Calientes, un paesino creato a puro scopo turistico ai piedi di Machu Picchu e che funge da base per andare a visitare le rovine. Qui si trova di tutto,  perfino Internet cafè e sala massaggi. Peccato che, essendo il posto di forte attrazione turistica, i prezzi siano ben oltre la media, a partire dal treno: viaggio di 3 ore solo andata minimo 60 usd!! Ma siamo matti?!
Il giro del classico turista prevede poi di proseguire verso Puno (3800 mt slm) per visitare il lago Titikaka.
Io invece, per pura casualità lo ammetto ma alla fine è risultato più logico, da Lima ero andato a Puno per 3 giorni. Lì ho avuto modo di abituarmi alla elevata altitudine. Successivamente sono “sceso” verso Cusco che si trova appunto ad una altitudine minore per cui non ho sofferto nessun effetto collaterale. Considerando poi che a Cusco sono rimasto 2 giorni e poi mi sono avviato ancora più in basso verso Machu Picchu (2400 mt slm), questo ha fatto sì che il cammino inka l’ ho fatto senza alcun problema e senza aiuto di foglie di coca da masticare (che però ho provato in Cusco per lo sfizio di sapere che gusto avesse.. una schifezza).

Dunque, il giorno di Pasquetta vengo prelevato la mattina molto presto dal mio hostal in Cusco e vengo portato insieme ad altri 2 “passeggeri” (così vengono chiamati chi percorre il cammino Inka..mah!) verso un paesino chiamato “Piscacucho”, conosciuto anche come il “km 82” del treno che connette Cusco ad Agua Calientes. È a Piscacucho che inizia il mitico.. Cammino Inka!

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Con noi 3 ci sono 1 guida, 1 cuoco e 2 “porteadores”, ovvero delle persone che trasportano tende, sedie, cibo ed attrezzatura per cucinare. Vederli camminare per giorni in sentieri impennati per le montagne e con circa 25 chili sulle spalle…è da brivido! E pensare che erano più veloci dei turisti che trasportano un peso ben minore!! Infatti devono arrivare per primi in modo che all’ arrivo all’ accampamento dei “passeggeri”, tutto sia già pronto (cibo, tenda montata, etc). Con pioggia o senza pioggia.

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Vedendoli all’ opera, se ci fossero le olimpiadi di corsa in montagna vincerebbero senza alcun dubbio!

Molti turisti di gruppi che camminavano con noi durante questi 4 giorni, hanno pagato per avere un “porteador” personale che gli portasse praticamente tutto il suo borsone. Praticamente avevano da trasportare solo acqua e macchina fotografica! Ma che gusto c’e’?
Inoltre, molte agenzie avevano in gruppo fino a 16 persone, con due guide ed un esercito di “porteadores”, ognuno con una maglietta di colore diverso: rosso, giallo, blu..
Troppo! Troppa gente, poca possibilità di interagire con i peruviani che lavoravano e ti preparavano la cena…io ho bisogno del contatto con le persone!
Per mia fortuna il mio gruppo era molto più piccolo e quindi intimo, e sia io che gli altri due turisti trasportavamo le nostre cose senza un portador personale. Molto più affascinante e vero così, se no è troppo facile!

E mi ha sorpreso forse ancora di piu’ vedere che in molti punti di riposo, ci fossero delle signore a vendere bibite e cibo. Quelle non vivonoi li’ ma in villaggi a valle quindi ogni giorno salgono e scendono per cercare di guadagnare qualcosa!

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In totale erano previsti 4 giorni di camminata percorrendo circa 44 km terminando appunto nella cittadella di Machu Picchu. In realtà ho terminato il percorso in 3 giorni polverizzando 49 km, con una media quindi di 16 km/giorno in 8 ore..su percorsi montuosi!

Che dire, non è stato il trekking più bello dal punto di vista naturalistico. Quello è stato nel parco di Torres del Paine in Cile, dove tra l’ altro avevo dovuto portare da me tenda, cibo e kit per cucinare!!
Ma è stato molto stimolante sapere di camminare su pietre poste secoli fa e percorsi da migliaia di pellegrini e messaggeri quechua.

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Lungo il percorso si passa attraverso a quelle che un tempo erano o delle basi di controllo del passaggio o dei punti di riposo per i pellegrini.
Ecco infatti Llaqtapata, Runkuraqay, Sayacmarca e Winaymayna. Quest’ultima vicinissima a Machu Picchu e con una incredibile vista delle valli e del fiume, dove tra l’ altro ho incontrato dei bellissimi e curiosi lama (sperando che non mi sputassero)!

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Il primo giorno di trekking è stato piuttosto tranquillo, con una (calorosa) giornata di sole e percorso senza particolari difficoltà.

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Da Piscacucho (o “km 82”), che si trova a 2750 mt slm, arriviamo a quasi 3000 mt.
Ma…i due turisti argentini che erano con me nel gruppo non erano proprio in forma ed hanno dovuto abbandonarci e tornare indietro con un mulo ed uno dei 2 porteador che avevamo! Risultato? Sono rimasto solo con praticamente una guida personale, il cuoco ed il portador. Fantastico!

Ecco quindi l’ idea: arrivare a Machu Picchu il terzo giorno nel pomeriggio anziché il quarto giorno la mattina presto (con sveglia alle 3!!), dormire in Agua Calientes e la mattina seguente visitare nuovamente le rovine con tranquillità.
Detto e fatto. Occorre camminare un po’ più veloci ma mi sono reso conto che girare intorno al mondo con 2 zaini (uno avanti ed uno sulle spalle), aver scalato vulcani di mezza terra ed una infinità di trekking nei parchi nazionali, mi ha reso molto allenato alle scarpinate!
Il secondo giorno del cammino è il più faticoso in assoluto. Svegliataccia alle 5 con una pioggia che ci accompagnerà per tutto il giorno rendendo “divertente” la scarpinata che ci aspetta. Occorre infatti salire dai 3000 mt slm dove eravamo accampati fino al punto più in alto di tutto il percorso, a Warmiwanuscca (4200 mt slm!!) con gradini spezzagambe.

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E ridiscendere poi a 3580 mt slm a Sayacmarca accampando per la notte,  con una splendida vista delle montagne al tramonto con cielo limpidissimo.

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Rimasto io come unico turista del gruppo, si è creato un certo rapporto di amicizia con gli altri 3 componenti dello “staff” dovendo stare quasi 24h assieme, soffrendo la fatica della camminata assieme e cucinando e mangiando assieme. Cosa che negli altri gruppi numerosi non ho assolutamente visto: ognuno per fatti propri e chiusi nel proprio ruolo.
La ultima cena è stata a base di pasta al pomodoro fresco. Mi sono messo a cucinare con il cuoco, un tipo che ci teneva ad essere professionale con il suo cappello da chef e che parlava uno strano mix tra spagnolo e quechua. Se no Dio solo sa cosa sarebbe venuto fuori! Il vino rosato locale per festeggiare lo ha tirata fuori la guida!

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Il terzo giorno si prosegue solo in discesa, sebbene a volte scendere è più faticoso che salire se i quechua posizionano le pietre con una altezza pazzesca! Ma dopo mezza giornata di marcia, eccomi entrare dalla “Porta del Sole” ed una bellissima vista dall’ alto di Machu Picchu, protetta da una splendida Valle. E la fortuna vuole che sia una giornata di sole con una visibilità perfetta!! La strategia di venire qui al terzo anziché al quarto giorno ha pagato 😉

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Meritato premio di una lunga camminata!

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Perché è famosa Machu Picchu? In fondo non era una sede reale (quella era in Cusco), se non forse una cittadina dove il re andava a riposarsi. Vivevano contadini per coltivare le terrazze create a tal scopo ed una serie di sacerdoti che omeggiavano gli dei, predicevano le stagioni di secca e pioggia con li studio del sole e formavano i giovani quechua a diventare un giorno degli inka.
A mio parere il suo fascino risiede nella storia che porta questo luogo.
È innanzitutto costruito in cima di una montagna nel vero senso della parola. I quechua hanno dovuto scavare ed appianare una intera punta di una montagna, costruendo sopra la stessa roccia le case, i tempi e delle terrazze per la coltivazione. Vi immaginate che lavoro!?  Impiegarono 40 anni ed ancora non avevano concluso quando la hanno abbandonata. Era perfettamente difesa da una bellissima conca montagnosa tra cui appunto il Machu Picchu e per raggiungerla occorreva passare per dei sentieri attraverso boschi e montagne. Quando arrivarono gli spagnoli con Pizarro nel 1532 gli abitanti abbandonarono la cittadina distruggendo i ponti dei vari sentieri che ne permettevano l’ accesso. Gli spagnoli non la trovarono infatti mai. Solo nel 1911 un certo Bingham con l’ aiuto della gente locale la scopri’, nascosta dalla foresta e dalla vegetazione. E pensare che trovò 3 famiglie che vi abitavano coltivando le terrazze inka!

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Da allora, venne fatta conoscere a tutto il mondo. Peccato che non si saprà mai il vero nome di questa curiosa ed incredible cittadina. Machu Picchu è un nome quechua dato posteriormente…

Fatte le foto di rito, scendo con la guida a piedi fino ad Agua Calientes (altri 5 km!!) dove mi trovavo posto ed un tetto in un sotterraneo di un ristorante con delle specie di camere per il personale. D’ altronde questa notte era previsto dormire ancora in tenda quindi mi sono dovuto arrangiare. Ma valeva la pena!
Anche perché il mattino seguente, il quarto giorno,  inizia a piovere pesante e la visita guidata alle rovine l’ abbiamo fatto sotto l’ acqua! Meno male che ieri sono riuscito a godere delle rovine con il sole 😉

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Interessante e’ stato poi andare a visitare il vicino ponte Inka, distrutto appunto per evitare l’ accesso degli spagnoli in citta’. E’ incredibile pensare come lo abbiano costruito..e quante persone saranno morte viste le altezze e le difficolta’ oggettive per scavare a mano (!!) a ridosso della parete rocciosa.

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Bene.. Incredibile ma vero sono sopravvissuto al cammino Inka con un fortuoso cambio di programma.

Ah…e per tornare adesso a Cusco ovviamente prendo il treno, incluso nel costo della escursione. Vale 60 usd solo l’ andata. Non male come sfruttino il turismo quelli delle ferrovie dello stato!

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Sono ora pronto a lasciare il Sud America e partire per il Sol Levante, con un mostruoso volo Cusco-Lima-Madrid-Londra-Francoforte-Tokyo. Sarà strano toccare di nuovo, anche se per poche ore, il suolo europeo 🙂

Buon viaggio a tutti!

Categorie: Peru' | Tag: , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Perù: Cusco ed il cammino Inka verso Machu Picchu

  1. LICIA BARBINI

    Ciao!
    Ho scoperto di recente il tuo sito, ma ho recuperato il tempo perduto leggendolo attentamente le tue motivazioni, le tappe , i commenti. Volevo complimentarmi con te, la tua scelta e’ stupenda , ma a metterla in essere , non e’ cosa attuabile da tutti. Soprattutto occorre una predisposizione mentale ,un’attitudine a rimettersi in gioco , la curiosita’ di iniziare una nuova vita. Seguiro’ attentamente le tue prossime tappe e soprattutto l’epilogo di questo periodo ramingo!
    Bravo ,buon proseguimento
    Licia /Genova

    • Grazie Licia, fa sempre piacere ricevere commenti positivi come il tuo . Sono sempre piu’ convinto che in molti potrebbero partire e viaggiare per un po’ senza che questo impatti negativamente sulla loro vita, anzi!!! Ma chissa’ perche’ gli italiani preferiscono di no…

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