Rapa Nui (Isola di Pasqua): l’ ombelico del mondo

20-24 Marzo 2013

Ho un volo che mi aspetta dalla capitale cilena, ed è verso una delle isole più isolate al mondo, non a caso viene chiamata l’ ombelico del mondo…si tratta dell’ isola di Pasqua, o meglio di Rapa Nui.

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Una isola stupenda a forma di triangolo e di origine vulcanica (ne conta in totale 10) con 3 posizionati proprio nelle punte dell’ isola. Qui si respira una energia particolare, anche se si viene per pochi giorni. Già… Quanto tempo rimarreste qui? Beh, io ho pianificato 3,5 giorni pieni, ma sarei rimasto volentieri altri 2. Molto dipende da cosa si vuole fare e vedere, e dal tempo che fa.
Una sera sull’ isola ho conosciuto una giapponese che stava facendo il giro del mondo in 1 mese ed ha visitato l’ isola di Pasqua in scooter in 1 giorno ed è andata via!!! Ok, questo diciamo è un esempio estremo.

Siamo in Polinesia ed il tempo è un fattore relativo. Può piovere tutto il giorno, o fare un sole incredibile…o piovere a zone, costringendovi ad andare alla ricerca della zona dell’ isola dove non cade acqua dal cielo.
Sicuramente però, Marzo è un ottimo mese per venire qui visto che non è periodo di pioggia continua, in Sudamerica le scuole/università sono reiniziate, mentre in Europa ancora sono tutti a lavorare. Ergo… Qui è bassa stagione con pochi turisti. Ideale!

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Sapere di trovarmi in un posto tropicale direi che me ne accorgo subito appena esco dall’ aeroplano. Un caldo incredible, con aria che odora di isola in mezzo al nulla!

Consiglio: se potete portatevi cibo ed acqua dalla terra ferma perché qui tutto è più caro. Ma no verdure o frutta che non passeranno la quarantena (ma una ragazza ha incredibilmente portato con se del pollo congelato!! Mah). All’aeroporto un bellissimo cane annusera’ tutte le valigie infatti.

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Dopo una accoglienza con i fiori, vengo portato al mio ostello della gioventù Kona Tau, un vero gioiello, con una incredible ospitalità da parte del proprietario, originario di Santiago “emigrato” qui 25 anni fa.

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Molti Santiaghini sono infatti venuti a vivere qui, lontano dallo smog ed il caos. Come biasimarli. Eppure incredibilmente moltissimi cileni non hanno mai visitato l’ isola di Pasqua, sebbene disti sole 5 ore di volo. Sono enormemente di più i turisti stranieri in vacanza qui. Ed il volo aereo non è assolutamente economico. Mah.
In effetti però, vivendo e passeggiando per l’ isola, risulta difficile pensare che siamo in Cile, per l’ esattezza nella provincia di Valparaiso. Ma ché, qui siamo in Polinesia! L’ isola infatti è una delle tre punte del triangolo polinesiano (le altre due sono le Hawaii e la Nuova Zelanda) dove il popolo è originario delle tribù che venivano dalla Papa Nuova Guinea e che colonizzarono tutte le isole dell’ oceano Pacifico, nuova Zelanda inclusa. Non a caso molti nomi ed usanze cosi’ come i loro caratteri somatici mi sembrano simili a quelle dei maori (come avevo appreso nel museo di Auckland City ma confermato nel museo locale dell’ isola). Rapa Nui  è più vicina a Tahiti (2000 km) che alla terra ferma cilena (3600 km)!!

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…e “dulcis in fundo”, la terra ferma viene chiamata “il continente” oppure “Cile”, come se appunto Rapa Nui non fosse terra cilena!. Io stesso senza volerlo dopo alcuni giorni ho cominciato a chiamarla così!!

Infine, qui si parla spagnolo, ma sopratutto la lingua locale Rapa Nui!
Ergo, del Cile qui c’è veramente poco.
Curiosità: perché si chiama “Isola di Pasqua”? La gente qui ha vissuto per oltre 1000 anni senza contatti con il mondo esterno, e chiamavano la propria isola “Rapa Nui”  che significa “luminescenza da lontano”. Poi un bel giorno di Pasqua  del 1722 l’olandese Jakob Roggeveen vi sbarcò, motivo per il quale fu chiamata in tal modo. Da quel giorno la vita sull’ isola era destinata a cambiare.

Per fortuna gli eventi che seguirono non hanno cambiato la cordialità degli isolani. Gente stupenda e pronta ad aiutarti. Qui vivono una vita sana, fatta di contatto umano, con un solo villaggio (Hanga Roa) e tanto mare e natura intorno.

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Venite qui per rilassarvi e vivere dei giorni divisi tra storia, cavalcate a cavallo, surf e pesca al mare, circondati da scorci di costiera rocciosa o praterie dove pascolano liberi mucche e cavalli!

E con veramente pochissimi alberi..scoprirò dopo il perché. Pensate che fino al 1963, quando per la prima volta un aereo della linea “Australia” sorvolo’ il cielo (senza atterrare perché non esisteva una pista), sull’ isola non esisteva un rumore all’ infuori di quelli naturali: animali, uomini, vento/pioggia, mare. Non c’ erano auto/moto, elettricità, etc. Fantastico!

Una ottima maniera per visitare i vari siti archeologici è con uno scooter o con un’ auto presa a nolo. Alcuni ho visto giravano in bici.. Se proprio ve la sentite e siete in forma. Con altre 3 persone conosciute nell’ ostello, André, Shoko e Nathali, noleggiamo un 4×4 ed iniziamo la esplorazione.

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Le strade sono superfacili ed i luoghi da visitare molto ben segnalati. Lasciate perdere i tour privati, pieni di persone anziane e con una scaletta temporale da rispettare. Meglio un mezzo proprio con il quale decidere e gestire cosa vedere e quando!

Consiglio: oramai colleziono sul mio (ormai quasi pieno!) passaporto anche le stampe dei posti particolari che visito. A Rapa Nui conviene farsi mettere il timbro all’ ufficio postale oppure ad una delle due entrate al parco nazionale (presso il vulcano Rana Kao o Rana Raraku)

Si può iniziare con la visita delle statue moais più famose di Rapa Nui: le 15 di Tongariki, vicino al vulcano Rano Raraku nella punta est dell’ isola.
Curiosità: un “ahu” è un luogo sacro per i Rapa Nui, formata da una piattaforma, tipicamente fronte mare, con le statue moais in cima. Ogni moai è diverso dall’ altro e rappresentano componenti della famiglia importante delle tribù. Ai piedi dell’ ahu infatti si trovano le loro tombe.

Non tutti sanno che quando arrivarono gli europei, tutti i moais erano stati buttati a terra, dispersi sull’ isola, come questi sulla costa sud. Perché? Lo scopro quando visitero’ Orongo.
Ad oggi esistono pochissimi ahu con i moais nella loro posizione originale e quelli più belli (e famosi) sono proprio dell’ ahu Tongariki, grazie al lavoro di restauro ad opera di giapponesi.

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Un posto fantastico, da godere di giorno… E con il bellissimo tramonto giusto alle spalle dei moais!!

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Di fronte, nel vicino vulcano Rano Raraku sono posizionate più di 300 moais ancora sotterranei.

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Daquesto vulcano si ricavavano infatti le statue, scolpendole direttamente dalla pietra! Molte sono in stato di abbandono o di non completezza, segno che qualcosa accadde.

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Ed i cappelli rossi da dove vengono? Beh, occorre andare sul vulcano Maunga Roiho. Li’ infatti si trova roccia vulcanica di colore rosso!!
E gli occhi? Tutti i moai avevano degli occhi, sebbene oggi solo 1 ne è provvisto, e si trova vicinissimo al villaggio di Hanga Roa, presso l’ ahu Tahai.

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Se per vedere l’ alba dovete andare a Tongariki, venite qui per godere del fantastico tramonto polinesiano.

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L’ occhio è fatto di due parti: il bianco è corallo morto mentre la pupilla è la pietra ossidiana, di origine vulcanica (ovviamente).

Merita anche la visita all’ ahu Akivi. Anzi, questo è stato uno dei primi che abbiamo visitato ed ancora non sapevo che non si poteva salire sull’ ahu. Ops. Va beh.. Speriamo che nessuno si offenda se sono stato per alcuni secondi un moai anche io!

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A Rapa Nui esiste una sola vera spiaggia con sabbia, Anakena, e si trova a nord-est.

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A parte fare un bellissimo bagno nell’ acqua calda, a pochi metri si trovano dei bellissimi moai proprio con i lori cappelli rossi.

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Sembra essere anche una zona molto richiesta dalla gente locale dove sposarsi. In due giorni diversi sono stato testimone di altrettanti matrimoni. E come biasimarli!

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Per arrivare sulla spiaggia si passa vicino a Te Pito Kura, dove la leggenda vuole sia sbarcato il primo popolo che ha vissuto sull’ isola assieme al suo re (nome??). É questo quello che viene chiamato l’ ombelico del mondo…ed io mi ci sono seduto sopra 🙂

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Dunque, come detto tutti i moai un bel giorno sono stati buttati giù dall’ ahu.

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Perché? La popolazione era divisa in clan e tribù ma tutte dovevano rispondere al re, eletto per discendenza (come in Europa). Un po’ per l’ incremento demografico (arrivarono a vivere 9000 persone… e pensate che dopo l’ arrivo degli europei erano solo in 100, quasi estinti!!), un po’ per mancanza di risorse per tutti (alberi per la legna, cibo, etc) accadde anche qui la “rivoluzione francese”, nel 17esimo secolo. Molti clan si ribellarono ed iniziò un lungo periodo di guerre (ed atti di cannibalismo!) abbattendo tutti i moai, che rappresentavano le persone della famiglia “reale”.

La guerra terminò quando i rappresentanti dei clan decisero che il loro capo sarebbe stato deciso tra colui che avrebbe superato una prova. Introdussero dunque la figura dell’ uccello/uomo e della gara “tangata-manu”. Ad Orongo, davanti al bellissimo cratere del vulcano Rano Kau, si trovano 3 isole.

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A Settembre i primi esemplari dell’ uccello migratore “manutara” vengono qui e depositano le uova sull’ isola più estrema, Motu Nui. I contendenti dovevano attraversare a nuoto il mare (ci sono gli squali!) e rimanere ad aspettare giorni o settimane fino a quando gli uccelli non fossero arrivati. Colui che prendeva il primo uovo deposto e tornava indietro, veniva eletto capo (o colui che rappresentava nel clan) di tutte le tribù per 1 anno!!
Molto affascinante.

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Ed un sub come me non poteva non togliersi la curiosità di immergersi in queste limpide acque. Al porto ci sono due grandi centri sub. Una classica immersione è giusto di fronte al porto stesso, con un moai sommerso. Poco corallo e poco pesce. Per chi ha già visto altri posti, non condiglierei di fare sub qui (a caro prezzo tra l’ altro), se non per vedere il moai ed apprezzare una incredibile visibilità fino a 60 metri. Siamo infatti lontanissimi da ogni forma di inquinamento!

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Da vedere anche lo show di musica locale. Con finale in mezzo alle bellissime ballerine 🙂

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Le giornate sono volate ed é già arrivato il momento di tornare…al “continente”, per poi proseguire verso il mio prossimo (ed ultimo) paese che visito in Sudamerica, ovvero il Perù.
Ma prima una incredible sorpresa: faccio il viaggio di ritorno con Shoku e mi fanno gratuitamente un upgrade in business class con lei.

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Gran finale direi!!

Buon viaggio a tutti!

Categorie: Cile | Tag: , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Rapa Nui (Isola di Pasqua): l’ ombelico del mondo

  1. un luogo magico…

  2. Patrizio neri

    L’ho visitata alla fine di Marzo ed è stata veramente una bellissima esperienza ma cosa ne dite della prova che ci ha fatto fare la guida dove una auto in discesa in folle sale….contro ogni legge fisica a meno che sia stata un’illusione….

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