Chile: La capitale Santiago, Valparaiso ed i vini cileni

14 – 20 Marzo 2013

Parto con un bus da Mendoza la mattina molto presto per la mia prossima destinazione: Santiago del Chile!

Ragazzi..ormai si sa che adoro attraversare i confini via barca o lancia su un fiume, o camminando. Ma questo viaggio di 7 ore è stato uno dei più belli. Seduto comodamente su una poltrona-letto tipo business class aereo, dalla finestra ho visto i bellissimi paesaggi montagnosi delle Ande ed i suoi bellissimi fiumi, confini naturali tra l’Argentina ed il Cile. Meglio di qualsiasi quadro impressionista! Da godere per ore durante le ore solari.

Santiago del Cile (1)

Santiago del Cile (5) Santiago del Cile (2)

Curiosità: Ma cosa significa la parola “Cile” (che in realtà dovrebbe essere scritto  “Chile”)? È una parola Quechua che significa “terra fredda”.

Lo ammetto. Prima di arrivare in Cile avevo l’ idea di un paese non particolarmente ricco e chissà perché simile al Perù. In realtà è molto più simile al mondo europeo di quanto possa essere per esempio l’Argentina: dalle infrastrutture alla finanza allo sviluppo urbano. In Europa in effetti non è molto “considerata”, forse perché è estremamente lontana, eppure è un paese in forte crescita economica con i migliori servizi che il mondo occidentale possa offrire. E poi i suoi abitanti sono estremamente cortesi ed ospitali. Veramente merita di essere visitata. Peccato che anche qui si veda lo stesso strano fenomeno di attrazione magnetica vista in Buenos Aires: dei 16 milioni di abitanti cileni, 6 vivono nella capitale! Mah. Sono proprio in Santiago del Cile come prima tappa, una enorme città dove si mescolano edifici storici del periodo coloniale con la esigenza e necessità del moderno e di spazio. E come a Roma, anche qui per spostarsi da un punto all’altro con l’auto le persone impiegano anche 1 ora! Esempio perfetto lo vedo in “Plaza de Armas” con un grattacielo a vetri  al lato della cattedrale storica.

Santiago del Cile (8)

Comunque, nuovo paese latino, nuove parole spagnole che un povero italiano come me deve imparare. Ecco infatti sentire chiamare il frutto la pesca “durazno” invece che “melocoton”, per dire molto dicono “arto” invece che “mucho”, e così via. È un lavoro viaggiare!

La prima visita della città la dedico al Museo Storico Nazionale, giusto in “Plaza de Armas“.

Santiago del Cile (13)

Molto interessante e come sempre mi permette di avere una infarinatura di quello che è stato il Paese che adesso sto visitando. Un percorso dagli indigeni pre-ispanici ai giorni nostri.

Quando sono stato in Ushuaia, nell’ estremo sud del mondo abitato dall’ uomo nella Patagonia argentina, avevo notato uno strano confine tra lo stato del Cile e quello dell’ Argentina. Una netta  linea longitudinale che taglia a metà l’Argentina dalle Ande all’ oceano Atlantico (evidente opera dell’ uomo e non confine naturale), definendo territorio cileno una parte della Patagonia “dentro” l’ Argentina. Finalmente nel museo storico nazionale qui a Santiago scopro l’enigma!  Nel fine ‘800 il nuovo stato indipendente del Cile inizia la sua espansione verso sud sconfiggendo i Mapuche ed altre tribù native e verso Nord vincendo la guerra del Pacifico con la Bolivia ed il suo alleato Perù, consegnandoli accesso a proficue miniere per il nitrato. Ma…nel 1881 il Cile ha dovuto cedere gran parte della Patagonia all’Argentina per evitare che anche questa si alleasse con la Bolivia. Ergo.. La “Tierra del Fuego” era cilena ma la parte estrema est, dove si trova appunto Ushuaia, è stata donata agli argentini per evitare un suo intervento militare.
Curioso che questa informazione in nessun museo storico della Patagonia argentina che ho visitato fosse uscita fuori 🙂
Il trattato del 1881 sarà poi quello che farà iniziare una disputa di interpretazione del tracciato del confine negli anni a seguire, che terminerà con la vittoria argentina nel 1903 grazie al supporto degli studi di Francisco Perito Moreno, permettendo anzi all’ Argentina di alzare questa linea di confine longitudinale inglobando i ghiacciai di El Calafate ed i laghi di Bariloche. Come avevo appreso nel museo della Patagonia in Bariloche!

È incredible vedere come si completano e compongono dei tasselli di storia visitando i vicini paesi ed i loro musei.

Pero’…il museo termina con la storia del Cile fino all’ inizio della dittatura di Pinochet. E dopo? Dopo bisogna andare nel Museo della Memoria nel quartiere Brazil, interamente dedicato al periodo dittatoriale. Il Cile e’ diviso tra chi lo ricorda positivamente e chi no. Come in tutte le cose, ci sono aspetti positivi e negativi. Senz’altro e’ un tema ancora fresco qui..

Da non perdere la salita sul “Cerro Santa Lucia” dove nel 1541 Pedro de Valdivia fondo’ la città per conto della corona spagnola. Da qui si puo’ ammirare la citta’ e le montagne delle Ande…smog a parte. In effetti la citta’ e’ stretta dalla morsa di due catene montuose ad est ed ovest, creando una specie di conca.

Santiago del Cile (21) Santiago del Cile (22)

E scopro una curiosa targa commemorativa di Charles Darwin: è venuto a visitare proprio questa collina durante uno dei suoi viaggi in Sud America!

Santiago del Cile (24)

Passeggiare per il centro e’ molto piacevole, ricco di viuzze per soli pedoni come “Paseo Ahumada” sorvegliate dalla polizia che in Cile si chiama “carabinieri” (incredibile!!)

Santiago del Cile (27) Santiago del Cile (9)

dove ragazzi del primo anno dell’ universita’ sono costretti dai piu’ grandi di lemosinare soldi vestiti male, puzzolenti e sporchi (siamo a Marzo e le scuole sono appena reiniziate)

Santiago del Cile (19)

oppure chi un lavoro gia’ ce l’ ha e si prende un caffe’ in uno dei tanti “Caffe’ con piernas” (caffe’ con gambe) con cameriere…un po’ particolari, come al Caffe’ Haiti.

Santiago (67) Santiago del Cile (28) Santiago del Cile (30)

Da non perdere un giro per il quartiere Brazil, con le sue vie simili ad un quartiere europeo, caffe’, parchi, ed il Museo della Memoria con la storia della dittatura di Pinochet (che mancava nel Museo Storico Nazionale)

Santiago (62) Santiago (63)

E come ultima tappa di questo primo giorno nella capitale mi “godo” una protesta dei minatori davanti al “Palacio Moneda“, ovvero il palazzo del governo,

Santiago (61)

Santiago del Cile (15)

ed il Mercato Centrale. Va beh, quest’ultimo lasciamolo perdere che del mercato originale non ha più niente. Ora ci sono solo ristoranti turistici.

Santiago del Cile (36)

Santiago del Cile (37)

Santiago in effetti la si può visitare in 1-2 giorni. Il vantaggio è che vicino alla capitale si possono vedere molte altre cose altrettanto interessanti: la catena montuosa delle Ande (vista attraversando il confine dall’ Argentina), la pittoresca Valparaiso …e la Valle Centrale, zona dei migliori vini cileni!

Sono ospite per il week-end di Beatriz e della sua stupenda ed ospitale famiglia. Una simpaticissima e gentilissima ragazza cilena conosciuta in Panama-Bocas del Toro qualche mese fa insieme a Katarina e Macarena, ed ora eccomi qua nel suo ranch con cavalli e pini tra le colline della Valle Centrale. Un posto fantastico e completamente disconnesso dal mondo (no Internet e no telefono ragazzi!), posto ideale per riposarsi, andare a cavallo ed andare per vigne 🙂

Ed in un ranch con cavalli che si fa? Ovviamente si montano i cavalli approfittando del panorama.. E di un vero tramonto cileno 🙂
Ecco un romano con un poncho cileno in cima della collina davanti al ranch!

Santiago del Cile (38)

Santiago del Cile (60)

Santiago del Cile (56)

Nella Valle Centrale mertano i vitigni della zona di Colchaga, una valle circondata dalle catene montuose della Ande e del Pacifico, rendendola zona ideale per vitigni rossi. Non a caso i migliori vini rossi vengono prodotti qui. E potevo non visitare questa zona.. Un sommelier come me? Ho perso l’occasione di visitare la zona dei vini argentini di Mendoza, ma dopo aver bevuto i vini sud africani  ed australiani , mi mancavano quelli cileni durante questo mio viaggio intorno al mondo. Ed eccomi qui.

Ecco infatti la visita alla cantina Santa Cruz, giusto a pochi chilometri dal ranch. In Cile hanno un solo vitigno autoctono, il carmènére, altrimenti si coltiva shiraz, cabernet sauvignon, malbec, merlot e petit verdot. La vigna è piccola e giovane ed i vini ancora hanno, diciamo, ampi margini di miglioramento.

Santiago del Cile (53) Santiago del Cile (52)

Ma hanno un curioso teleferico che porta in cima della loro collina dove, oltre una bellissima vista dei vigneti e della valle, fanno visitare delle riproduzioni di casa delle tribù cilene Mapuche, Aymara e Rapa Nui e la loro storia. Mooolto curioso 🙂

Santiago del Cile (45) Santiago del Cile (46)

Santiago del Cile (50)

Santiago del Cile (47)

Santiago del Cile (48)

Santiago del Cile (49)
Comunque sono oramai convinto che in Italia abbiamo alti potenziali turistici che non sfruttiamo. Perfino qui, una piccola cantina, ha organizzato un tour fatto bene per permettere di imparare ed apprezzare il loro territorio. Da noi mi sembra ancora tutto troppo poco strutturato, con molte cantine che si concentrano molto sul vino e la sua qualità (giusto!) ma poco sull’ attrazione dei turisti/consumatori per farli avvicinare alla cantina. Peccato!

Curiosità: in Brasile avevo conosciuto il “mate”, un te freddo verde con limone da bere in spiaggia, in Argentina il “mate” come te verde caldo da bere in un suo bicchiere tipico, in Cile scopro il “mote”, un succo alla pesca molto zuccherato. Ma in Sud-America non hanno altri nomi da dare alle bevande 🙂

Tornato a Santiago, decido di andare a visitare la vicina Valparaiso. Con un bus dalla fermata del metro “pajaritos” in 1,5 ore si arriva in questa cittadina sull’ oceano Pacifico. Anche qui, come in Buenos Aires, gli abitanti vengono chiamati “portenos”, visto il loro importante porto. Che dire, non passerei qui più di 1 giorno sinceramente. Mi ha ricordato moltissimo Genova o uno dei paesi sulla costiera ligure, con il mare da un lato ed una serie di colli dall’ altro, costringendo la gente ad abitare principalmente in cima di queste.
Va beh.. In Italia non abbiamo il rischio Tsunami però!

Valparaiso (1)
Per raggiungere una delle tantissime colline, si fa uso delle cabinovie.

Valparaiso (2)

Ed una volta arrivati in cima, di “speciale” ci sono graffiti sui muri in una zona chiamata “museo all’ aperto”. Vicino c’è anche il museo della caso del premio Nobel cileno Pablo Neruda. Peccato che fosse Lunedi e tutti (o quasi) i musei del mondo sono chiusi nel primo giorno feriale!

Valparaiso (8) Valparaiso (7) Valparaiso (9)

Molte case poi sono state dipinte con colori sgargianti creando quartieri pittoreschi. Però.. Non ho trovato qui qualcosa che mi attraesse particolarmente. Molto più bella la Liguria 🙂

Torno in Santiago e saluto le mie amiche Katia e Macarena.

Santiago del Cile (62)

Sono infatti pronto per partire per una delle isole più remote della Terra: Rapa Nui!

Buon viaggio a tutti!

Categorie: Cile | Tag: , , , , , , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.