El Calafate ed El Chalten: i ghiacciai della Patagonia argentina

22-25 Febbraio 2013 e 02-03 Marzo 2013

Con l’aereo da Ushuaia, estremo insediamento umano nel mondo, arrivo dunque ad El Calafate, sulle sponde del lago Argentino, il più grande del paese, ed a pochi chilometri dal parco nazionale dei ghiacciai. Per raggiungere il mio ostello in città prendo uno shuttle bus (più economico che il taxi considerando che l ‘aeroporto è a 20km da El Calafate!) giusto davanti al terminal degli arrivi. Appena metto fuori la testa dall’ aeroporto noto subito una netta differenza nel microclima con Ushuaia: fanno 18 gradi anziché 6, sento odore di lavanda e vedo più alberi in fiore. Eppure è stato un viaggio di appena 50 minuti!

El Calafate (86)

El Calafate (87)

El Calafate è sviluppata su una terra piana attorno al lago Argentina ricca di steppa ed è piu’ grande e turistico che Ushuaia! Ed anche qui ovviamente si può far mettere un timbro ricordo sul passaporto: occorre andare all’ufficio parco nazionale in centro città.

Ma perché sono ad El Calafate? Beh, qui siamo vicinissimi al parco dei ghiacciai della Patagonia argentina, ben 48, dei quali i più famosi sono: Perito Moreno, Upsala, Spegazzini e Viedma. Si possono fare escursioni di vario genere, dalla gita in barca, alla camminata sui ghiacciai ad una passeggiata davanti ai ghiacciai. Come sempre, fate un salto in città e fatevi una idea girando tra le varie agenzie di viaggio. Sappiate però che tutte le escursioni sono supercare!

Il primo giorno non sono molto fortunato visto che al mio risveglio mi aspetta una giornata di pioggia. Ma in realtà lo sapevo e lo avevo pianificato di conseguenza cosa fare. Se deve piovere meglio passare la giornata al riparo in una barca no?!

Consiglio: sebbene il clima in Patagonia sia molto imprevedibile, usate il sito windguru.com, mooolto affidabile!

Ho optato infatti come prima escursione il giro in barca “all glaciers”, ovvero 6 ore di barca per visitare i 3 ghiacciai del parco nel lago Argentina: Upsala (dal nome della università svedese che per prima la studio’ ad inizio del secolo scorso), Spegazzini e Perito Moreno (passando per il “canal de los tempanos” dove si ha il lato più grande del ghiacciaio). Molte ore in barca (si salpa alle 9 e si ritorna alle 16) ma esperienza da fare poiché ci si avvicina veramente tanto sia ai 3 ghiacciai fcendo slalom tra glii iceberg del lago Argentina. Colori blu incredibli!

Curiosità: il colore blu è dovuto al fatto che dei colori che formano la luce il blu è più potente dei fotoni rosso e verde. Più la luce riesce ad entrare in profondità più il colore blu è intenso e questo è facilitato per l’assenza di particelle di aria (ecco perché gli strati inferiori di un muro di ghiaccio sono più blu.. Sono più compresse riducendo la presenza di aria).

 

El Calafate (4)

El Calafate (5)

El Calafate (12)

El Calafate (33)

El Calafate (34) El Calafate (36)

El Calafate (65)

El Calafate (66)

El Calafate (68)

Assolutamente da non perdere la visita al museo “Glaciarium”: è in mezzo al nulla nella steppa e si può raggiungere anche con un servizio di navetta vicino alla pizzeria “la lechuza”. Fatto molto bene, con plastici e video e filmati 3d, nel museo viene spiegato tutto sui ghiacciai ed in particolare quelli del parco. È una tappa obbligatoria prima di qualsiasi escursione. Ho appreso molto di piu’ qui che ascoltando qualsiasi altra guida del parco dei ghiacciai.

El Calafate (84)

E poi al lato per chi vuole c’è un bar di ghiaccio!!

El Calafate (85)

Altro giorno, altra escursione. Questa volta mi aspetta la camminata sul ghiacciaio Viedma, vicino ad El Chalten.

El Chalten (5)

Il ghiacciaio Viedma con i suoi 977 kmq è 4 volte più grande del Perito Moreno. Il viaggio da El Calafate è mooolto lungo (circa 3 ore) e la escursione in se mooolto cara. Merita però il viaggio lungo la ruta 40 con incredibli paesaggi, oltre che il percorso in barca sul lago Viedma per arrivare al ghiacciaio dalla terra ferma. La giornata è solare e si ha una ottima vista del ghiacciaio e degli stupendi iceberg sul lago Viedma!

El Chalten (16)

El Chalten (19)

El Chalten (114)

El Chalten (41)

El Chalten (38)

Curiosità: l’acqua dei laghi della zona, come tutti quelli in contatto con i ghiacciai, sono azzurri perche’ contiene sedimenti fini/polvere di roccia portata via dal ghiaccio dalle rocce.

Una volta arrivati sul ghiacciaio, monto degli zamponi e mi incammino per scarse 2 ore con il gruppo cercando giochi di colore, forme di ghiaccio strane e bevendo Baileys con ghiaccio naturale. Peccato che il Viedma sia “sporco” per la presenza di roccie che il ghiaccio scava portando via i sedimenti. Vale la pena? Direi di si, ma non qui bensì sul Perito Moreno, più economico, vicino e con ghiaccio più puro. Next time!

El Chalten (50)

El Chalten (55)

El Chalten (58) El Chalten (63)

El Chalten (79)

El Chalten (84) El Chalten (98)

El Chalten (99) El Chalten (102)

El Chalten (103)

 

Attenzione: la escursione sul ghiacciaio Viedma è organizzato da una sola società, la “Patagonia Aventura”. Pessime guide…lasciatela perdere. Effetto del monopolio?

L’ ultimo giorno ad El Calafate lo dedico al ghiacciaio più famoso del parco e forse del mondo: il Perito Moreno. Esiste una escursione che in minivan percorre l’ antica strada che da El Calafate portava al ghiacciaio, passando per la bellissima steppa della Patagonia e degli scorci della cordigliera andina stupendi.

Perito Moreno (17)

Perito Moreno (18)

Perito Moreno (20)

E qui trovo anche la pianta El Calafate (da cui il nome della città) con i suoi ramoscelli ricchi di gruppi di spine a 3 e con bacche dolci morate.

Perito Moreno (19)

Si arriva giusto nel bosco davanti al ghiacciaio e da li’ ci si muove camminando avvicinandosi sempre di più alla enorme massa di ghiaccio.

Perito Moreno (33)

Una volta arrivato davanti, un lunghissimo percorso su passerelle permette di vedere e godere del ghiacciaio da tutti i punti possibili, sia dal lato “canal de los tempanos” che dal “Brazo Rico”. Come detto il Perito Moreno non è il più grande del parco, ma sicuramente è il più scenografico e “pulito” da sedimenti rocciosi per cui l’ effetto dei giochi di colore si apprezzano ancora di più, soprattutto in una bellissima giornata di sole come questa 🙂

Perito Moreno (43)

Perito Moreno (46)

Perito Moreno (49)

Perito Moreno (64)

Perito Moreno (65)

Perito Moreno (71)

Perito Moreno (76)

Perito Moreno (82)

E poi si riescono a vedere con un po’ di pazienza pezzi di ghiaccio che cadono (fatta la ripresa!!) e sentire i rumori di spaccature ed assestamento del ghiaccio. Una vista incredible, passeresti ore senza annoiarti.

Curiosità: il ghiaccio è nominato in onore di Francisco Moreno, uno scienziato argentino del fine ‘800 che per primo effettuò degli studi e rilevazioni approfondite delle montagne e paesaggi della Patagonia. Nulla si sapeva a parte qualche mappa costiera lasciata da Darwin. Questi studi permisero un vantaggio del governo argentino su quello cileno che furono più abili a definire e concordare il confine dei due stati lasciando gran parte (e forse la migliore) all ‘Argentina, nel trattato del 1903. Il bello è che Moreno mai ha visto il ghiacciaio a lui intestato!! (veniva chiamato “perito” perché era un tecnico).

Bene, adesso è il momento di fare un salto in Cile e camminare un po’. Ho deciso infatti di noleggiare l’ attrezzatura necessaria e viveri per fare 4 giorni di trekking per le montagne del bellissimo Parco Torres del Paine.

Buon viaggio a tutti!

Categorie: Argentina | Tag: , , , , , , , , | 5 commenti

Navigazione articolo

5 pensieri su “El Calafate ed El Chalten: i ghiacciai della Patagonia argentina

  1. r.C.

    Ma che cultura…..viaggiare è davvero formativo….complimenti
    mom

  2. elena sollai

    Grazie del racconto. Mi ha dato un’idea chiara di cosa andare a vedere

  3. Augusto Solari

    Io è mia moglie,71 anni, possiamo fate le Torri del Paine, magari con + calma? L’ultima scarpinata di 8 h mi spaventa un po’. Sono proprio indeciso. Sei a conoscenza di guide che ti accompagnano?
    grazie e complimenti per i tuoi viaggi e per l’aiuto che dai a tutti. augustosolari@yahoo.com

    • Ciao Augusto. L’eta’ non e’ importante per poter fare il percorso “W” che ti portano alle Torri del Paine ed anche se non siete degli atleti, si può’ fare senza problemi con calma. Ho visto molte persone, meno “allenate”, godere del trekking andando al loro ritmo. Inclusa la ultima parte fino alle torri stesse. A maggior ragione ti consiglio di prenotare con anticipo i rifugi dove dormire lungo il percorso (vedi il link sul blog). Per quanto riguarda una guida locale, so che ce ne sono (devi informarti sul sito internet del parco nazionale Torres del Paine) ma a meno di particolari esigenze non credo proprio ne avrete bisogno. Buon viaggio!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.