Ushuaia: la Fin del Mundo nella Tierra del Fuego

19 – 22 Febbraio 2013

Con un volo diretto di 4 ore vengo catapultato dalla capitale argentina direttamente nell’estremo sud abitato dall’essere uomo: Ushuaia, nella Terra del Fuoco in Patagonia. Dopo c’e’ solo l’Antartico. Non a caso questa cittadina viene anche chiamata la “Fin del Mundo“!

Ushuaia (10)

Ragazzi, qui e’ estate ma nonostante cio’ fanno 3-6 gradi di giorno e si scende sotto lo zero di notte! Ed io che giro per il mondo con solo vestiti estivi dove mi avvio? Ovvio, sono costretto a comprarmi qualcosa altrimento divento un pinguino!

Curiosità: in Argentina molti negozi vi fanno uno sconto del 10 -20% se pagate in contanti.

Nel terminal degli arrivi scovo un ufficio turistico dove mi elargiscono un infinita’ di informazioni utili su escursioni da fare e relativi prezzi, orari bus e mappe città, In effetti in tutta l’Argentina, nell’aeroporto o in un terminal dei bus, trovate un tale ufficio che vi aiutera’ moltissimo!

Inoltre, qui posso mettere gratuitamente un timbro sul passaporto come ricordo!

La prima cosa che mi colpisce è vedere come il sole tramonti alle 22.30 e quindi che i negozi chiudono alle 21!! Si vede che siamo nell’ estremo polo sud quasi. Almeno riesco finalmente a godermi piu’ a lungo la giornata!

Ushuaia (13)

Ushuaia si trova su una curiosa parte dell’isola Terra del Fuoco, schiacciata dai confini con il Cile: a nord da una linea dritta tracciata dall’uomo che taglia longitudinalmente dalle Ande all’oceano Atltantico, ed a sud dal canale di Beagle, confine naturale. Curioso!! In pratica questa zona della Patagonia e’ staccata dal resto dell’ Argentina!

Beh…dovro’ aspettare di arrivare in Cile per scoprire il motivo di questa curiosa divisione territoriale!

Ma perche’ si chiama “Terra del Fuoco“? Quando il portoghese Magellano la attraversò trovando lo sbocco dall ‘Atlantico al Pacifico, dalla costa vide molti focolai, che in realtà erano dei villaggi dei nativi. E sempre a Magellano si deve il nome Patagonia. Perche’? Al suo arrivo incrocio’ la tribu’ dei Tehuelche, alti 1.8 mt contro gli 1.5 degli uomini bianchi del tempo. Vennero pertanto chiamati “Patagon” cioè gigante da cui Patagonia. Interessante no?!

Buttati i borsoni in ostello, giro subito per orientarmi e mi godo una passeggiata sul lungo mare, sfruttando la rara occasione di avere una bella giornata in questa zona del mondo. Bello infatti vedere la catena montuosa delle Ande scorrere lungo il canale di Beagle, come detto confine naturale tra i Cile e l’Argentina.

Ushuaia (41)

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Ushuaia e’ un porto di mare da cui salpono le barche indirizzate al Polo sud. Volendo si possono fare anche crociere fino a li’, e sono mooolto care! Ma se si è interessati ci sono offerte last minute nelle agenzie del paese (circa 3500usd per 10 giorni) quindi basta fare un giro.

Noto anche che attraccano delle navi crociere enormi, sicuramente non quelle che vanno in Antartico..ma che giro faranno?

Proseguo poi fino al museo della fin del mundo, a pochi metri dal porto, per orientarmi sulla storia della isola, dei suoi abitanti nativi (4 tribù: Alacaluf, Yamana, Selk ‘nam e Tehuelche), e dei primi esploratori. Merita veramente.

Curiosità: i nativi cacciavano soprattutto i guanaco, una specie di cammello sudamericano, ma gli europei che arrivarono nei primi dell’800 introdussero altri animali (vacche, pecore) cambiando la loro dieta, così come introdussero il concetto di vestirsi e del pudore. Ad oggi non c’e’ rimasto nessun sopravissuto di quelle tribu’!

Il giorno dopo mi aspetta una escursione proprio sul canale Beagle. Ne offrono tantissime e sono principalmente tutte uguali ma forse e’ meglio una con la barca piccola (max 12 persone) invece di un catamarano, sebbene queste siano le uniche che arrivino fino all’isola dei pinguini e  fare una passeggiata tra loro.

Si prenota anche il giorno prima e le agenzie sono tutte vicine e posizionate al porto una attaccata all’altra!

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Salpo dunque andando a fare visita ad una colonia di leoni marini a doppio pelo, al faro simbolo di Ushuaia e fermandoci su una isola a passeggiare e vedere il porto da lontano con le sue montagne dietro.

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L’ultimo giorno in questa terra lontana da tutti e da tutti, lo dedico ad un bel trekking nel Parco Tierra del Fuego. Volendo si puo’ venire qui con un tour, ma perche farlo? Si puo’ tranquillamente farlo per fatti propri.

Esiste infatti un bus che parte ogni ora dalla stazione centrale, oppure, come ho fatto io, si prenota un minivan che vi viene a prendere all’ ostello e che poi vi riportera’ indietro, per lo stesso prezzo del bus. Meglio no?! Arrivo al parco e dopo aver fatto la lunga fila per pagare il biglietto di ingresso, tutti i bus/minivan vi lasceranno insieme ad una marea di gente ad Ensenada Zaratiegui da dove si inizia a piedi una bellissima passeggiata attraverso la selva costeggiando il canale Beagle. In totale sono 8 km da fare in 4 ore fino al “centro de Visitanted Alakush” ai piedi del lago Roca.

Parco Tierra del Fuego (1)

Beh, io ce ne ho messe 8 di ore per fare 8 km e sapete perche? Perche’ mi piace camminare in mezzo alla natura senza sentire rumori che non siano degli animali. Quindi ogni volta che avvertivo la presenza umana, mi fermavo ed aspettavo che mi passassero oltre. Ma perche’ la gente quando si trova in questi fantastici posti sente il bisogno di parlare per ore raccontandosi cose non importanti che potrebbero dirsi dopo?

Facendo cosi’, a parte godermi in pace i fantastici scorci e passaggi in mezzo agli alberi che questo parco offre,

Parco Tierra del Fuego (11)

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Parco Tierra del Fuego (10)

camminando in silenzio ho incrociato…una volpe! Era piu’ sorpresa lei di me. Mi e’ passata timorosa di lato e se ne e’ andata. Non ho fatto in tempo a prendere la macchina fotografica se non quando era gia’ “di spalle”. Bellissima!

Parco Tierra del Fuego (9)

E poco piu’ avanti ricosco l’inconfondibile rumore…di un picchio all’opera con un tronco. Mi addentro nell foresta e lo scovo! Fichissimo.

Parco Tierra del Fuego (16)

La prima meta’ del trekking e’ in effetti stupenda e con ottimi posti dove poter mangiare (portate panini ed acqua!), mentre l’ultima metà è più un percorso ad ostacoli tra fango e radici.

Il ritorno verso Ushuaia con il bus /minivan è dal “centro de Visitanted Alakush”. Oppure si prosegue per altre 2 ore fino a Puerto Arias, da dove parte lo stesso bus/minivan prima di arrivare al centro visitante.

Ma non contento, ritornato in citta’ decido di incamminarmi nel pomeriggio per 2 ore verso il ghiacciaio Martial, da dove si puo’ godere di una bellissima vista dall’ alto di Ushuaia. Merita.

Ushuaia (22)

Ushuaia (27)

Vado via dalla Fin del Mundo infreddolito ma contento. E curiosamente ho incontrato qui molti turisti italiani o almeno più di quanti in media avessi fatto in 7 mesi di viaggio, ovvero 2!! Attrazione per la Patagonia??!!

Mi aspettano ora i ghiacciai dell zona di El Calafate!

Buon viaggio a tutti!

Categorie: Argentina | Tag: , , , , , , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Ushuaia: la Fin del Mundo nella Tierra del Fuego

  1. r.C.

    Ma quanto è grande il mondo…….mom

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