Cuba: la citta’ dell’Habana ed il tabacco di Vinales

13-16 Dicembre

Il volo da Cancun in Messico a citta’ de La Habana a Cuba, dura solo 1 ora. E’ incredibile come il Paese cubano sia cosi’ vicino geograficamente ma cosi’ lontano politicamente e non solo dal mondo moderno e sviluppato.
Saro’ qui solamente una settimana ma cerchero’ di vedere quanto piu’ possibile dal nord al sud, alloggiando in “casas particulares” e spostandomi con “taxi particulares” o bus.
E poi il 14 e’ il mio compleanno. Quale posto migliore per passarlo ballando salsa???  🙂

Habana (66)

Dopo una incredibile fila alla dogana, dove ancora si fa 1 fila per doganiere anziche’ una fila unica, (quindi con tempi di attesa lunghissimi !!),

Habana (1)

prima di arrivare a prendere il proprio bagaglio, ci sono degli infermieri che verificano a campione (=ai turisti stranieri) lo stato di salute con un opuscolo e delle domande…e poi ti chiedono una mancia. Iniziamo bene.

Prima annotazione:

A Cuba esistono due monete: il peso cubano, chiamato “peso nacional”, ed il peso cubano convertito (CUC), chiamato anche “la divisa”. Il primo era (ed e’) la moneta nazionale. La seconda e’ una delle tante geniali idee del regime cubano per complicare la vita dei suoi cittadini. 1 CUC ha il cambio fisso di 1 USD e di 25 Pesos. Ci sono negozi/ristoranti/tours che accettano solamente il CUC e sono tipicamente quelli dove vanno i turisti. Altri posti accettano prevalentemente i pesos cubani e se si paga in CUC te lo accettano con un cambio di 24 pesos. Le banconote delle due divise sono molto simili tra di loro, a parte il fatto che il CUC porta la scritta “peso cubano convertibile”. Quindi attenzione a non sbagliarsi quando danno il cambio!
La vita a Cuba puo’ essere cara oppure economica, sia per i turisti che per i cubani, a seconda del servizio o merce. Uno stipendio medio di un dottore chirurgo o di un ingegnere e’ di 30 CUC/mese. Ma un taxi vi costa almeno 3 CUC per un trasporto di 10 minuti, l’entrata in discoteca sono 3-5 CUC, una birra 2 CUC, indistintamente se siete cubano o no. Ogni cubano riceve, come ai tempi della guerra in Europa, una tessera con la quale puo’ andare a comprare ad un prezzo supereconomico in pesos cubano ed in specifici negozi, una certa quantita’ max di pane, uova, latte, olio, etc. Parlando con molti cubani mi e’ sembrato pero’ di capire che ne le quantita’ ne la qualita’ del cibo sono sufficienti.

Cienfuegos (38)

Ti ritrovi poi che le “casas particulares” ti chiedono un prezzo di 20-30 CUC a notte!! Ovvero quanto guadagna un chirurgo in un mese!!!! Almeno ti preparano una ottima colazione abbondante fatta in casa :-))

Habana (2)

Curiosita’:
A Cuba tutte le attivita’ commerciali appartengono al Governo: bar, hotel, ristoranti, taxi. Quando e’ invece di un privato allora viene identificato come “particular” (il nome la dice lunga…e’ una cosa particolare…): taxi particular, casa particular, etc. La casa particular e’ una specie di bed&breakfast, ovvero la casa di qualcuno che subaffitta una parte di essa. Potete capitare in una casa con una stanza ad ingresso indipendente oppure che e’ parte della casa dove vivono i proprietari, come se fosse uno della famiglia. La maggior parte delle casas particulares sono di persone bianche.

La questione dei bianchi e neri: Sebbene non ci sia un vero e proprio razzismo, esistono pero’ delle innegabili differenze sociali ed economiche. I ruoli piu’ umili oppure meno pagati sono tipicamente svolti da persone nere. La stessa musica denota diverse passioni. La salsa piace ed e’ ballata prevalentemente dalle persone nere/mulatte. Ai bianchi piace piu’ la musica americana (alla faccia di Fidel Castro!) tipo rock ed hip-hop. Alcuni ballano (male!!) la salsa cubana, ma solo perche’ pare brutto che un cubano non la balli. Per il mio 34-esimo compleanno sono stato nel locale “La casa della salsa“, dove ovviamente si balla. Con mia grandissima sorpresa pochi sapevano ballare bene, tanto che alcuni mi chiedevono con insistenza se veramente fossi italiano. In Italia trovi piu’ appassionati e bravi ballerini. Incredibile!!!

Habana (55)

Esiste poi naturalmente il turismo sessuale. Ho visto donne (giovani!!) europee diciamo non proprio belle, assieme a dei cubani, come naturalmente uomini non piacevoli con belle ragazze cubane. Il bello e’ che a Cuba, per contrastare questo genere di “business”, hanno pensato bene di fermare ogni donna cubana che parla o passeggia o si trova in un taxi con un turista. Se ha precedenti…dritta in una prigione per alcuni giorni. Nonostante cio’, in un solo giorno passato tra le stradine della capitale ho avuto 3 richieste di prestazioni sessuali da parte di ragazze di 20-25 anni!!

Prima tappa d’obbligo e’ la capitale La Habana.

Habana (8)

Beh, direi che al massimo qui sono da dedicare 2 giorni, non di piu’. Il centro storico La ciudad vieja e’ molto carina, in stile coloniale e con belle piazze (plaza vieja, plaza de la catedral,..).

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La sensazione, anzi una certezza, e’ che fosse mantenuta bene e con uno stile pittoresco unicamente per i turisti. Pieno di bar e ristoranti, ognuno dei quali ha il suo gruppetto che suona musica latinoamericana per i clienti, chiedendo poi la solita mancia.

Habana (28)

Habana (13)

Scordatevi l’immagine “romantica” di cubani che suonano e ballano per le strade per il puro piacere di farlo tra di loro. Questo e’ una pura immagine utopistica del Paese. La realta’ ahime’ e’ ben diversa. Il centro storico e’ solo per i turisti ed i cubani che lavorano nel turismo (inclusi i borseggiatori). E’ vero anche che molto difficilmente ai turisti succede qualcosa di spiacievole in centro in pieno giorno, ma perche’ sfidare la sorte??!
Il modo migliore per godersi il centro, e’ perdersi tra le stradine e scoprire ogni angolo. Da non mancare pero’ una visita al museo del sigaro cubano, dove potete anche fumare in appositi salotti da club.

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Camminate infine verso il mare, attraversate i giardinetti pubblici di fronte il Museo della Rivoluzione (entrata 6 CUC ma la visita potete anche evitarla poiche’ non e’ un gran che) schivando i ragazzi che ogni giorno giocano a pallone,

Habana (52)

ed arriverete sul lungomare con un muretto chiamato il Malecon. Simbolo di questa citta’, e’ una lunghissima passeggiata fronte mare che si estende dal quartiere Miramare fino appunto alla centro storico.

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Qui il mare trova un suo sbocco andando a creare la Bahia de La Habana, che funge da porticciolo dove la gente va a pescare…anche se in 2 giorni che sono stato li’ non ho visto mai un pesce abboccare! L’insenatura e’ controllata dal Castillo de los tres reyes del morro in cima ed ogni giorno alle ore 21 sparano a salve da un cannone, con tanto di una guardia vestita dome ai tempi del colonialismo.

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Se pero’ cercate qualcosa di meno turistico, dirigetevi verso il Campidolio.

Habana (33) Dietro si sviluppa il “Barrio Chino” (quartiere cinese). Scopro infatti che anche qui (!!!), sebbene con poche anime, si sono trasferiti dei cinesi a vivere anni fa. Di fatto pero’ non ne ho visto neanche uno in giro.

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In compenso le sue stradine sono vissute dai cubani veri e di turisti manco l’ombra. Qui riuscite ad avere una iniziale idea di cosa sia la vita di citta’ delle persone del ceto medio-basso. Inoltre potete finalmente comprare del cibo in pesos cubanos a prezzi economici.

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Curiosita’:
A Cuba chi riceve una chiamata al proprio cellulare da un altro cellulare o fisso…paga anche lui, e le tariffe sono salatissime. Per questo i cubani cercano sempre di chiamarsi ad un fisso. Risultato: difficile trovare un telefono pubblico libero. Infine a Cuba ancora e’ permesso fumare nei bar e locali pubblici.

La propaganda di Fidel Castro:
Dal primo minuto in cui sono entrato nel Paese fino a quando sono partito, ho avuto la sensazione di una oppressione psicologica continua del regime dittatoriale. In ogni angolo della citta’, in qualsiasi citta’ o paesino, si vedono cartelli propagandistici che inneggiano la rivoluzione (ma contro chi???!!) o che ringraziano Che Guevara o Cienfuegos come gli eroi del paese. Molto anacronistico.

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Vinales (46)

Addirittura le scuole sono dedicate a Che Guevera. A Cienfuegos ho visto bambini che portavano come divisa un berretto con la stella comunista che usava appunto lui!! E’ un continuo martellamento psicologico. Fanno credere che il paese e’ in continua guerra e che la rivoluzione vincera’. Esistono solamente 4 canali televisivi, tutti cubani e gestiti dal governo. La televisione satellitare non e’ permessa (quindi niente accesso ad altre fonti di informazione). Internet in casa non si puo’ avere. Solamente in alcuni uffici, alcuni alberghi (1usd/10minuti) ed alcuni internet caffe’, ma la linea e’ molto lenta.
I Cubani non possono uscire dal paese se non perche’ qualcuno (lavoro o famigliare) lo sta invitando e comunque per un numero limitato di tempo. Se rimani fuori dal paese per piu’ di 1 anno perdi la cittadinanza cubana e ti vengono confiscati i beni!! Cuba e’ quindi come una prigione, per di piu’ e’ un’isola e quindi si ha veramente la sensazione di essere in un luogo da cui e’ difficile scappare. Come un Alcatraz ma piu’ grande. E questo lo si avverte e si sente dire dagli stessi cubani. Io stesso dopo solo 1 settimana incominciavo ad avere una sensazione di claustrofobia.
Il risultato e’ che non ho incontrato uno, che fosse uno, di qualsiasi ceto sociale, che fosse contento della situazione. La gente vuole viaggiare, vedere il mondo, avere auto nuove, mangiare cibo buono, avere piu’ soldi, poter avere la possibilita’ di scegliere. Tutti, se potessero, scapperebbero e molti lo fanno aggrappandosi a qualche parente che e’ riuscito ad emigrare in USA o Europa. Ma nessuno fa la controrivoluzione….
Mi e’ sembrato di vivere nella pratica quello che George Orwell raccontava nel libro 1984. Un Grande Fratello che controlla tutto e tutti fin dalla giovane eta’ formando dei perfetti cittadini obbedienti al regime ma costretti quasi alla fame, in un continuo clima di guerra contro un nemico (presunto).

Passati 2 giorni nella capitale, e’ ora di muoversi. Con i bus si possono facilmente raggiungere tutte le principali destinazioni dell’isola. Si puo’ eventualmente scegliere di andare con taxi particulares per viaggi fino a 2-3 ore. A Cuba esistono infatti 2 tipi di taxi: quelli del governo (colore bianco) e quelli privati (di colori diversi e con modello anni ’60). Lo sapevate che ogni giorno devono versare una tassa allo stato di 60CUC/giorno indipendentemente dell’incasso fatto??!!
La mia destinazione sara’ Vinales, un delizioso paesino della provincia Pinar del Rio, nel cuore della campagna occidentale e terra del tabacco cubano.

Vinales (1)

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Dal terminale dei bus (chiamati “uahua”) della linea Omnibus per 20CUC arrivate a destinazione. Oppure sempre davanti al terminale prendete un taxi particulares che per 80CUC vi porta a destinazione (se siete in 4 sono sempre 20CUC/persona). Questa e’ una regola d’oro: trovate taxi particulares per lunghe distanze presso il terminale che aspettano i passeggeri che non sono riusciti a salire sul bus.
In realta’ condivido il mio taxi all’andata con altre persone, ma scelgo di pagare un extra e di avere poi l’auto per me per tutta la giornata ed il ritorno all’Habana. Piu’ pratico visto che a Vinales i diversi punti turistici sono un pochino distanti l’uno dall’altro.
Dopo 2 ore di auto eccoci a destinazione. Ma cosa c’e’ qui da vedere? Beh, ci sono delle bellissime piantagioni di tabacco. Da qui proviene la maggior parte del tabacco destinato alla produzione dei famosi sigari cubani. In due occasioni mi sono fermato a visitare l’interno delle capanne dove essiccano le foglie ed ho trovato delle splendide ed umili persone (i proprietari del terreno) con cui ho scambiato quattro chiacchiere. Mi hanno raccontato un po’ di cose sul sigaro e me ne hanno preparato (gratis!!) uno davanti a me…fumandocelo assieme.

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Bene, e sapete quanto paga il governo a questi signori? 10usd per 45 chili di tabacco!!!!
Vinales poi e’ famosa per le sue montagne intorno chiamate “mogotes” che assieme alle piantagioni di banane offrono uno spettacolo unico.

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Si puo’ infine visitare la cava dell’indio con una canoa attraverso una grotta (5CUC),

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con un parcheggio fatto apposta per gli animali!

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ed un mega murales storico dipinto sul lato di una montagna.

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Oltre naturalmente le stradine deliziose del paesino.

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E non dimenticate di ordinare ad un baretto sulla strada la bevanda tipica del posto: miele con succo di frutta e rum (Haban club ovviamente…).

Vinales (16)

Finita la esperienza della capitale e di Vinales, e’ ora tempo di dirigermi verso sud a visitare Cienfuegos e Trinidad.

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