La citta’ rosa di Jaipur, la tigre del Ranthambur, gli uccelli di Bharatpur ed il Taj Mahal

02-06 Novembre 2012

Parto da Delhi con lo stesso autista di ieri. Sara’ il mio Caronte per i prossimi giorni fino ad arrivare ad Agra.
Prima tappa: Jaipur, chiamata anche la citta’ rosa.

Amer (12)
Ex capitale della regione Rajasthan, ospita oggi la residenza del re Indiano.
La monarchia in India e’ stata abolita quando hanno raggiunto l’indipendenza nel 1947, ma la figura del re e’ rimasta, sebbene non abbia alcun potere decisionale.

Curiosita’:
“Raja” significa “re” mentre “sthan” significa “terra”, quindi Rajasthan significa “terra del re”.

Dopo 280km di viaggio, pari a circa 4h di auto che separano Delhi (nello stato di Delhi) da Jaipur (nello stato del Rajasthan) finalmente arriviamo a destinazione.
La strada sembra corta sulla mappa ma l’autostrada e’ trafficatissima di camion ed il manto stradale e’ tale per cui non si riesce comunque ad andare oltre i 60km/h.
Abbiamo attraversato strade disperse in mezzo alla campagna, incrociando persone poverissime,

Jaipur (31) Jaipur (53)

Jaipur (60) Jaipur (59) Keoladeo National Park (10)Jaipur (67)

Keoladeo National Park (12)Keoladeo National Park (18)

Keoladeo National Park (16)

bambini che giocano a cricket,

Jaipur (54) situazioni surreali e mezzi di trasporto di vario genere,

Jaipur (47)

Agra (1)

Ranthambhore National Park (11)

Amer (2)

Keoladeo National Park (15)

oppure mucche in mezzo alla autostrada!!

Jaipur (49)

Jaipur (45)

Il mio autista ha ucciso un cane investendolo in pieno e non ha fatto una grinza. Un cane randagio in meno per strada…mi si e’ spezzato il cuore!!

Curiosita’:
In India tutti suonano il clacson ogni 2 secondi ottenendo l’effetto contario…nessuno ci fa piu’ caso, come la storia “al lupo al lupo”. Ma i camion scrivono di suonare il clacson quando li si supera per “informare” il camionista!!!

Amer (3)
Ad attendermi una guida locale con la sua “bellissima” chioma colorata di rosso fuoco ultima moda che parla pero’ un discreto inglese.
Siamo davanti ad Amber a pochi chilometri da Jaibur. A difesa della cittadina una lunga muraglia simile a quella cinese.

Amer (24) Amer (14)
Amber e’ stata la prima capitale della regione del Rajhastan, ma poi e’ stata considerata poco sicura come posizione e quindi il palazzo reale e’ stato spostato a Jaipur. Una tipica attrazione e’ la camminata con gli elefanti la mattina presto fino in cima alla citta’.

Jaipur (24)

Con l’auto ci spostiamo dunque verso Jaipur, passando prima a vedere il “Water Palace“, una residenza per gli ospiti del re costruita in mezzo ad un lago artificiale. Ad oggi sono in corso opere di restaurazione per farlo diventare un albergo.

Amer (30)
Eccoci dunque infine a Jaipur, oggi chiamata anche “pink city” (“citta’ rosa”). Nel fine ‘800, infatti, il re aveva fatto colorare tutta la citta’ di rosa in onore alla visita del principe del galles (futuro re d’Inghilterra). Il colore rosa e’ per tradizione indiana simbolo di ospitalita’.

Jaipur (18) Jaipur (20)

La struttura piu’ conosciuta e’ il frontespizio del palazzo chiamato “muro del vento”, in quanto il vento spira forte attraverso le sue finestre.

Jaipur (38)Rimango un po’ ad osservarlo…ma poi la mia attenzione viene completamente carpita da un’altra immagine da film: davanti a me un indiano che a colpi di flauto fa uscire fuori un cobra dalla cesta.

Jaipur (44)

Entrando dentro il Palazzo reale, si puo’ andare a visitare anche un curioso centro astronomico…reale, vera passione del sovrano. Qui sono state costruite con dimensioni appunto reali gli strumenti usai dagli stronomi per calcolare l’ora, la posizione delle stelle, etc.

Jaipur (5) Jaipur (8)
All’interno del palazzo vive ancora oggi la famiglia reale ed il suo giovanissimo re (il padre e’ morto da pochissimo tempo), il qule non ha alcuna funzione/potere politico o di rappresentanza ma semplicemente ancora esiste.

Jaipur (13) Jaipur (14)

Jaipur (18)

A fine giornata, la “simpatica” guida mi porta a visitare un negozio di tessuti.
In effetti Jaipur e’ famosa in India per la produzione di ottime tende, coperte, vestiti lavorati e dipinti a mano con una tecnica chiamata “wooden stamp”, dove le figure ed i colori sono imporessi a mano con l’uso di uno stampo di legno a mano.
Ho dovuto tirare fuori il massimo della mia diplomazia e resistenza psicologica per uscire da quel posto senza comprare nulla. Vi posso pero’ dire che il proprietario e la guida alla fine quasi mi insultavano perche’ non avevo comprato nulla.
Occhio quindi.

Seconda tappa: il safari nella riserva naturale di Ranthambhore, con la speranza di riuscire a vedere la famosa tigre del Bengala (quello de “il libro della giungla” per intenderci).
Ranthambhore National Park (2)
Da Jaipur sono altri 250km pari ad altre 4h di viaggio a causa delle solite strade non ottimali.
In India esistono diversi parchi naturali dove poter vedere la tigre, i piu’ famosi e grandi dei quali sono il Corbett, Bandhavgarh e Kanha.

Il primo si trova al nord dell’India, troppo lontano per me, gli altri due sono chiusi perche’…ci sono troppe poche tigri e sono a rischio estinzione. Da qualche mese a questa parte infatti, il governo ha preso questa drastica decisione. Perche’ le tigri stanno scomparendo in una riserva naturale e protetta? Semplice. Le stesse guardi uccidono questi felini per denaro oppure sotto lauto compenso lasciano i bracconieri entrare nel parco. E’ uno dei tanti esempi in cui una ricchezza del paese non viene mantenuta e rivalutata (leggi le mie considerazioni sul popolo indiano).

Il parco di Ranthambhore, oltre ad essere uno dei pochi ancora aperti, si trova anche lungo la strada da Jaipur ad Agra.
Arrivato a destinazione scopro i prezzi dei safari: jeep circa 900rs, camioncino da 16 persone circa 866rs, camioncino da 20 persone circa 766 rs. Scopro anche che il safari si poteva prenotare online sul sito ufficiale!!!
La agenzia cui mi ero rivolto in Delhi per le mie 4 giornate di viaggio nel Rajasthan mi aveva fatto pagare nettamente di piu’. Ovviamente incavolato li chiamo e mi faro’ restituire la differenza.
Inoltre non avendo fatto la prenotazione online, mi tocca fare una fila di oltre 1 ora all’unico sportello aperto. Gente che spinge, che supera, che urla come delle bestie e la polizia che con un bastone in mano cerca di mantenere una parvenza di ordine.
Quindi, per tutti i safari nei parchi indiani basta andare sul loro sito internet ed effettuare la prenotazione. Questo consente di arrivare pochi minuti prima del safari e presentarsi con il voucher stampato ad un apposito sportello, senza necessita’ di fare alcuna fila.

Dopo il travaglio per riuscire ad avere il biglietto del safari, riesco a salire sul mio furgoncino e parto.

Ranthambhore National Park (5)Con me altri turisti indiani, tra cui un gruppetto di famiglie (molto benestanti) che venivano da Mombay. Beh…una delusione incredibile. A parte non aver visto la tigre, e diciamo che gia’ questo contribuisce a far si che il tuo livello di felicita’ non sia ai massimi considerando il viaggio fatto per arrivare fin qui, il costo del biglietto e la fila come un animale insieme ad altre decine di persone. Ma lo stesso parco non e’ un gran che. Stato di conservazione pessimo, tantissime jeep e camioncini in fila indiana (scusa il gioco di parole 😉 ) che fanno un rumore incredibile con i motori accesi. Flora e fauna scarsa. Giusto qualche daino indiano e scimmie.

E pensare che qui ogni giorno vengono circa 1000 persone, con relativi importanti introiti per lo stato, che sono sicuramenti sufficienti per rendere e mantenere il posto piu’ bello di quanto non lo sia oggi. Veramente uno scandalo.

Deluso, il giorno seguente parto per la mia ultima tappa: il santuario Bharatpur degli uccelli, nel Keoladeo National Park.

Keoladeo National Park (23)
Questo posto e’ conosciuto in India per essere una punto fisso per molti uccelli migratori dove poter venire durante il periodo degli accoppiamenti.
Vedo le solite tariffe discriminatorie indiani/non indiani e salgo a bordo di un riscio’ (60Rs/ora), riuscendo a godere finalmente di un paio di ore di pura immersione nella natura, lontano dal traffico e dal sudiciume. Lasciatevi trasportare dal silenzio e la magia del posto e godetevi lo spettacolo. Effettivamente qui, sopratutto grazie alla giovane guida che ha un occhio allenato, si riescono a scorgere moltissimi uccelli bellissimi. Tra questi anche il “kingfisher”, da cui viene anche il nome della famosa birra locale indiana.

Keoladeo National Park (38)

Keoladeo National Park (34)

Keoladeo National Park (28)

Dopo questa breve parentesi nel parco, e’ di nuovo ora di mettersi in auto. L’India e’ un paese enorme e le distanze pure!
In serata arriviamo ad Agra, nel distretto di Uttar Pradesh, nel nord-est del paese.
Altra citta’ ma stesse scene, incluso il portiere dell’albergo che si taglia le unghie con un tagliarino.

Agra (2)

Perche’ Agra? Beh, qui vicino si trova uno dei mausolei piu’ belli e famosi al mondo: il Taj Mahal, patrimonio dell’Umanita’.

Agra (39)
Costruito nel 1653 per volonta’ del sovrano mussulmano Shah Jahan e’ un luogo con un profondo significato.
La terza moglie, Mumtaz Mahal, muore alla nascita del 14-esimo figlio ed il sovrano ordina di costruire un mausoleo dove seppellirla. E cosi’ fu fatto.
La parola “Taj Mahal” significa infatti “casa di Corona” (Taj = corona; Mahal = casa) anche se appunto il corretto nome dovrebbe essere “Mumtaz Taj Mahal”.

Anche qui una guida che mi spiega un po’ di storia e che per fortuna parla un discreto inglese.
Ero gia’ venuto 4 anni fa ma il posto e’ talmente suggestivo e particolare che valeva assolutamente la pena tornare a visitarlo. Agra e’ conosciuto in tutto il mondo per la lavorazione del marmo e delle pietre. Il Taj Majal ne e’ l’esempio perfetto.

Agra (21)

Agra (68)
I colori con cui e’ stato decorato il mausoleo, infatti, sono in realta’ delle pietre intarsite nel marmo seguendo una tecnica antichissima. Una di queste pietre si chiama “la stella di Agra”, di colore nero, con cui sono state create le scritte in arabo sulle 4 entrate del mausoleo.

Agra (88) Agra (90)Agra (82)
Durante la luna piena e con un cielo limpido, la intensita’ della luce lunare permette di apprezzare l’effetto bellissimo sulle scritte che riflettono un stella a 4-6 punte.

Curiosita’:
L’ingresso al Taj Mahal durante la luna piena e’ riservato ad un massimo di 1000 persone, non indiane, e naturalmente il costo del biglietto e’ molto maggiore rispetto al regolare prezzo di 750Rs.
Prenotate con anticipo!
E sapete quale e’ il numero fortunato per la religione mussulmana? 786.

Agra (102)

All’interno del mausoleo si trovano anche due moschee. Ogni Venerdi, dalle 12 alle 14 l’ingresso al Taj Mahal e’ riservato unicamente ai mussulmani (gratuitamente) per la preghiera.

Ad oggi le tombe di Mum Taj e del suo marito Shah Jahan sono interrate nel mausoleo e non sono visitabili. Hanno pero’ creato delle copie e le hanno posizionate al piano terra per essere ammirate.

Pensate che Il sovrano Shah Jahan, alcuni anni dopo il termine dei lavori del mausoleo, fece iniziare i lavori per la costruzione del suo mausoleo dall’altro lato del fiume vicinissima al Taj Mahal.
Il figlio, considerandolo pazzo per spendere ancora tanti soldi, lo fece rinchiudere nella fortezza di Agra fino alla sua morte!!!

La fortezza e’ similissima a quella di Delhi ed e’ ancora oggi al 60% occupata dalla milizia indiana…e da qualche scimmia 🙂

Agra (6)

Bene, con Agra termina la mia avventura in auto condotta dal mio Autista-Caronte. Lo saluto e mi appresto a prendere il treno notturno che mi portera’ a Varanasi.
Manco a dirlo, la fermata del treno e’ uno schifo incredibile, anni luce lontano da quelli thailandesi o vietnamiti. Topi ovunque, bambini che giocano prima per terra sulla sporcizia e poi che mangiano con le mani assieme ai genitori, persone che attendono il treno sdraiati ovunque.
Almeno il treno arriva piu’ o meno puntuale e nella mia cabina con me trovo un giapponese ed una giovanissima coppia svedese diretti anche loro a Varanasi.
Buon Viaggio!!

Categorie: India | Tag: , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “La citta’ rosa di Jaipur, la tigre del Ranthambur, gli uccelli di Bharatpur ed il Taj Mahal

  1. Sergio Bedeschi

    bravo! questa sera ho cenato a casa tua, cena a base di pesce fantastica! First quality! Roberto maggiordomo perfetto. Bello anche questo reportage, un abbraccio, Sergio Bedeschi

  2. Ciao Luca! Buon proseguimento e buon viaggio! Sempre grandi foto e bellissimi posts !!!

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