Phnom Penh: ritorno in Cambogia e la morte del re

19-23 Ottobre 2012

Dopo altre 12 ore di bus di cui 6 in uno sleeping bus, sono riuscito a partire da Da Lat, arrivare a Saigon, prendere un altro bus, uscire dal Vietnam esattamente il giorno in cui mi scadeva il visto (ovvero oggi) ed arrivare a Phnom Penh.
Oramai mi sono fatto una certa esperienza di bus nel Vietnam e posso assicurare che le due migliori compagnie sono la “Furla” (di colore arancione) e la “The Sinh Tourist” (di colore blu/bianco).
Anche sul tema visti ho acquisito una certa esperienza oramai 🙂
Appena dopo essere salito sul bus che da Saigon mi portera’ a <strong>Phnom Penh</strong>, il tizio della compagnia dei bus mi chiede il passaporto e 25$ per il visto cambogiano. Peccato che io sappia che per gli italiani tale visto costi 20$. Ergo, il resto se lo pappa lui ed i doganieri cambogiani.
Stessa storia insomma vissuta altre volte che avevo passato il confine via terra o mare, tipo quella volta in barca da Chau Doc a Phenom Penh dove il tizio che ci traghettava mi aveva chiesto 23$, oppure dalla Thailandia al Laos dove una signora che gestiva il trasporto tra i due paesi mi aveva chiesto 10$ oltre ai 35$ per il visto Lao.
Questa volta pero’ mi sono rifiutato.
Ogni volta che cercano di venderti o scambiare (soldi) al confine…c’e’ dietro la sola.

Infatti, anziche’ dargli soldi e passaporto e fargli “sbrigare” le pratiche burocratiche a lui, arrivati al confine sono sceso dal bus, ho passato a piedi il confine vietnamita per farmi mettere la stampa di uscita sul passaporto ed ho proseguito fino a quello cambogiano. Qui i doganieri mi hanno chiesto 22$ per il visto (ergo dei 25$ chiesti dal vietnamita, 3$ erano per lui, 2$ per il doganiere…). Gli ho fatto notare che per gli italiani il costo e’ di 20$ e senza neanche troppo discutere mi ha dato il visto al prezzo corretto.
Easy.
Va beh, arrivo comunque a Phnom Penh sano e salvo come sempre.

Con me sull’autobus anche Jennifer e Stephen, lei malesiana lui americano, diretti verso i templi di Angkor Wat. Riusciamo pero’ a visitare un po’ la citta’assieme…ed a berci la birra “Anchor” la sera!!

Noto subito una netta differenza con il Vietnam che prima non avevo colto: pochissime persone usano il clacson e le strade sono incredibilmente silenziose. Piu’ che in Italia!!
Il mio ostello sara’ il “the mad monkey”, molto bello ed in una zona privilegiata. Senz’altro da suggerire.

Qualche giorno prima del mio arrivo, quando ancora ero in Vietnam, avevo appreso la notizia della morte del padre del re cambogiano, il 90-enne Norodom Sihanouk.
Durante la mia visita a Phnom Penh, infatti, ogni giorno un fiume incredibile di gente si radunava davanti al palazzo reale a pregare. Questo flusso di persone avrebbe continuato per 1 settimana, mentre il corpo sarebbe rimasto 3 mesi nel palazzo reale per essere poi cremato nel parco antistante.
L’intera citta’ era piena di foto e fiori in suo omaggio.


Un giorno decido di andare a piedi dal mio ostello al palazzo reale appunto.
Coincidenza vuole che appena svolto l’angolo, sulla strada principale incontro una vera e propria processione di persone di tutte le eta’, che seguivano in maniera piu’ o meno ordinata un’auto nera con le foto del re. Mi mischio alla gente decidendo di andare con loro al Palazzo reale.

Non nascondo che tutti mi guardavano come se fossi un marziano. Un “baran” (nome dato agli stranieri in lingua locale) in mezzo a loro che ci fa? Beh..anche se era la classica scena di un pesce fuori dall’acqua, tutti sorridevano ed erano incuriositi dalla mia presenza ed io mi sentivo a mio agio.
Interi camion pieni di gente arrivavano anche dalle campagne e dai villaggi intorno alla citta’.


Arrivato a Palazzo reale vedo organizzazioni volontarie offrire acqua/pane alle persone (hanno voluto dare anche a me qualcosa!!),

gente che vende incenso o fotografie del re (tutto fa business!!),

una marea incredibile di persone che prega per terra raccolta in gruppi sul prato oppure davanti all’ingresso del Palazzo, il tutto con una tranquillita’ ed umilta’ incredibile.

C’era talmente tanto incenso che bruciava che quasi non si riusciva a respirare o a vedere qualcosa.

                                                                                                                                                                           Infine, persone che offrono denaro a monaci buddhisti posizionati in fila.

Sebbene non abbiano denaro, i fedeli buddhisti hanno sempre qualcosa da dare ai loro monaci.

Questa e’ molto bello e rispecchia lo spirito di pacifismo che contraddistingue i popoli di fede buddhista dagli altri che ho incontrato (induisti, cristiani, mussulmani, etc). I paesi buddhisti sono senza dubbio quelli piu’ piacevoli da visitare.
La cosa che mi ha colpito molto in Cambogia e’ sopratutto l’eta’ media delle persone. Vuoi per lo sterminio durante il periodo dei Khmer Rossi, vero esempio pratico del libro di George Orwell “1984” (fatalita’ vuole che fosse proprio il libro che stavo leggendo in questo periodo!!), vuoi per l’elevato tasso di mortalita’, di fatto la stragrande maggioranza delle persone che vive in questo paese ha meno di 25 anni!!!
Ci sono naturalmente molti giornalisti e conosco un tizio, un cambogiano free lance, che stava riprendendo delle immagini per poi girarli all’agenzia….in Australia!!!

La nuova visita a Phnom Penh mi ha permesso di vedere per la terza volta in 2 anni Carlo (record assoluto di visite) e sono riuscito a visitare luoghi che altre volte avevo lasciato fuori.
Con una coppia americana/malesiana (Jennifer e Steven) conosciuta durante il viaggio dal Vietnam, sono andato a visitare <strong>Tuol Sleng</strong> (chiamata anche Security Prison 21, oppure S-21), la prigione costruita dai Khmer Rossi per torturare e far rilasciare false confessioni ai presunti “nemici” della nuova organizzazione: intellettuali, medici, avvocati, chiunque avesse studiato o che portasse gli occhiali. E pensare che prima la struttura era una scuola per bambini!!

Hanno fatto anche confessare a degli adolescenti che erano spie della CIA. Era proibita qualsiasi forma di educazione, religione, cultura. Sono stati bruciati libri e mandate le persone ai lavori forzati in campagna come ritorno alle origini rurali. In realta’ era un vero e proprio sfruttamento della forza lavoro. La citta’ di Phnom Penh era una citta’ fantasma con nessuno, o quasi, che vi ci abitava.
I Khmer Rossi sono andati al potere il 17 Aprile del 1975 con a capo un pazzo visionario, Pol Pot. (ovvero quasi in coincidenza con la fine della guerra nel Vietnam).
Solamente nel 1979 proprio il Vietnam ha invaso la Cambogia liberandola dal regime dei Khmer Rossi i quali si sono rifuggiati nel nord del paese a confine con la Thailandia.
Per assurdo l’ONU fino ai primi anni ’90 riconosceva ancora loro come il partito a capo del paese. Avevano perfino un rappresentante all’ONU e ricevevano sovvenzioni!!!
Non tutti forse sanno che in Cambogia la monarchia e’ stata abolita nel 1970 con un colpo di stato, per poi essere stata reintrodotta con limitati poteri solamente nel 1993.
Oggi qui vige uno strano regime di monarchia ma con il potere politico in mano al partito comunista.
Nei paesi vicini esiste un unico partito al potere…quello comunista (Vietnam, Laos).

Il passo successivo e’ stato visitare <strong>Choeung Ek</strong>, il centro di genocidio a pochi chilometri dalla citta’.


Qui venivano uccisi e sepolti in fosse comuni i prigionieri provenienti da S-21.


Il ritmo era di quasi 300 persone al giorno, uomini, donne ed anche neonati!!!
All’interno del centro si possono ancora vedere in mezzo alla terra degli stracci appartenuti a delle persone. Quando piove, fuoriescono ossa e vestiti dalla terra.


In meno di 4 anni i Khmer Rossi hanno ucciso 1/4 della popolazione cambogiana. Un vero e proprio genocidio. Come nel libro “1984” la popolazione oggi e’ talmente giovane che non ha vissuto od era troppo piccola per ricordare le atrocita’ ed e’ per questo che hanno deciso di costruire dei memoriali e documenti per non dimenticare. Per esempio questa stupa commemorativa con all’interno le ossa delle persone uccise.


Ad oggi, solamente 2 leader dei Khmer rossi son vivi ed e’ ancora in corso il processo contro di loro.

La visita sia alla prigione S-21 che alle fossi comuni di Choeung Ek possono essere fatte in una unica giornata, facendosi portare con un tuk tuk “noleggiato”. Costo onesto sugli 6-8 dollari usd.

Categorie: Cambogia | Tag: , , , | 1 commento

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