Hanoi: la capitale vietnamita

9-10 Ottobre 2012

Dopo appena 1 ora di volo con la linea aerea Lao Airlines (su di un bellissimo e nuovissimo A-320!!!), atterro all’aeroporto di <strong>Hanoi</strong> e subito noto una “leggera” differenza nel vestirsi rispetto al Laos.

Domani (10 Ottobre) e’ festa in citta’, festeggiano i 58 anni di indipendenza dopo la conferenza di Ginevra del 1954 (che coincidenza!!!) e le strade sono piene di luci e palchi per spettacoli e musica.

Sono arrivato qui un po’ premunito.
Molte persone infatti, anche nel Vietnam del sud (!!), mi avevano raccontato che nel nord del paese tendono a fregarti o a spillarti soldi quanto piu’ possibile, rendendoti la vita difficile.
Esempi sono tassimetri che viaggiano ad una velocita’ anormale, oppure tassisti che ti portano non nel tuo ostello ma in un altro, dicendoti che quello che avevi prenotato e’ chiuso (per poi prendersi lauta commissione dall’ostello truffaldino dove ti portano).
Alcuni giorni fa avevo ricevuto una email dall’ostello che avevo prenotato avvisandomi di diffidare dai tassisti in aeroporto non ufficiali e di fare attenzione che venissi lasciato all’indirizzo giusto. A fianco all’ ostello, aggiungevano, hanno aperto un altro albergo con lo stesso nome per confondere i clienti e fargli pagare una tariffa esorbitante il giorno dopo, quando l’ignaro turista si accorge dell’errore.

Premesso tutto questo, appena uscito dalle porte scorrevoli che separano la raccolta delle valigie con il mondo di Hanoi, vengo letteralmente invaso da una miriade di pseudotassisti che per convicerti ti mostrano una specie di tesserino che hanno al collo.
Per informazione, basta uscire dall’aeroporto e prendere un taxi di colore bianco per una tariffa fissa aeroporto-citta’ di 300.000 dong (circa 11€).
Lasciate perdere anche l’ufficio informazione nell’aeroporto, la tizia che ci lavora non sembra essere molto interessata al lavoro che fa e rilasciano delle guide che sono poche meno di uno schizzo.

Il taxi mi lascia davanti al mio ostello (“Little hanoi hostel”…al numero civico 48…economico, pulito, sicuro e con personale cortese ed affidabile…da consigliare!!) e subito noto che effettivamente al lato (al numero civico 46) esiste il “Little hanoi hotel”. Incredibile.

Poiche’ sono solo le 17, decido di mettermi subito in marcia per la citta’. L’ostello si trova nel quartiere antico, quindi in pieno centro storico e vicino alle principali attrazioni..

Ad Hanoi sorprendentemente esistono diversi laghi, alcuni grandi alcuni piccoli, ed il fiume Red River.
Il lago piu’ conosciuto e’ il “Hoan Klem”, in pieno quartiere antico ed e’ chiamato anche il “Lago della spada restituita” (secondo una leggenda locale tipo la spada di Excalibur). Ospita un piccolo tempio raggiungibile con un piccolo ponte.


Si dice che nel lago vivano anche delle tartarughe giganti, l’ultima dei quali e’ stata vista quasi 10 anni fa e riportava una lunghezza di 7 metri. Mah.

Il lungo lago e’ molto bello e di notte sopratutto offre dei bei scorci.
Gli asiatici, piu’ che noi europei od in generale noi occidentali, tendono a curare molto il corpo, sia mentalmente che fisicamente. Non per niente in ogni angolo delle citta’ asiatiche si trovano centri massaggio o spa. La mattina presto o nel tardo pomeriggio nei parchi si possono incontrare gruppi di persone di tutte le eta’ a fare ginnastica, per riscaldare i muscoli prima di andare a lavorare oppure per distendersi dopo una lunga giornata in ufficio.
Passeggiando infatti ho incontrato un gruppo di uomini in piena attivita’ fisica (addominali e sollevamento pesi), tra i quali anche signori sugli ottanta!!

 

Mi sono sentito molto nerd.

Poco piu’ avanti invece un gruppo di signore che a tempo di musica si fanno un massaggio reciproco disposte in fila indiana.


Ma ve lo immaginate questo da noi!!!??

Sempre sul lungo lago trova posto il piccolo ma famoso teatro <strong>Municipal water puppet theatre</strong>,

dove ogni giorno ad ogni ora a partire dalla 15 si svolge lo spettacolo di 45 minuti con delle marionette sull’acqua. Credete forse che me lo sia fatto scappare?

Ad essere sincero, ed anche sentendo i pareri di altre persone, non e’ che sia proprio uno spettacolo indimenticabile. Certo e’ uno spettacolo caratteristico vietnamita, sopratutto questo ad Hanoi. Ma e’ una di quelle cosa da vedere giusto per dire “ok..1 volta nella vita l’ho fatto”.

E poi l’intero quartiere antico e’ superinteressante.
Basta farsi una passeggiata e perdersi tra la gente che si scoprono un sacco di cose. Ogni strada ha ancora il nome della tipologia di merce venduta. Si trovano quindi intere strade con solo venditori di scarpe, di cibo, di cartoleria, etc. Alla faccia della differenziazione o delocalizzazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interessante anche il sistema di raccolta spazzatura. Non esistono bidoni per cui la gente butta le cose per strada mentre i negozianti raccolgono la spazzatura in buste di plastica. Poi passano degli omini o delle donne che con una cariola raccolgono il tutto, e si fermano ogni 20 metri suonando una campanella. E’ il segnale per i negozianti di portare fuori la loro spazzatura.


Sebbene sia stato altre volte in Asia e sia qui da oramai un mese, non mi abituero’ mai al fatto che tutti, uomini/donne, giovani/vecchi, sputino per terra o peggio che si soffino il naso con le mani buttando a terra il risultato di tale operazione, e spesso cio’ accade davanti ai tuoi piedi come se fosse la cosa piu’ normale al mondo. Purtroppo l’Asia e’ cosi’, prendere o lasciare.

Il giorno dopo e’ il momento di vedere la parte istituzionale della citta’.
Ecco quindi il pagoda Tran Quoc,

il pillar pagoda,

il mausoleo del presidente nordvietnamita Ho Chi Minh, letteralmente venerato qui come colui che ha permesso la liberazione della nazione dai francesi e dagli americani e quindi la sua unificazione (sebbene sia morto prima del 1975, anno della fine della guerra con gli USA).

Peccato che non fosse visitabile al momento della mia visita. Inoltre il suo corpo imbalsamato era in restaurazione in Russia.
Il museo di Ho Chi Minh a forma di fiore di loto.

Al suo interno la storia di quest’uomo ed alcune sue citazioni celebri.

Infine il meraviglioso <strong>tempio della letteratura</strong>, vera prima universita’ in Vietnam. Al suo interno un cartello che avvisa di scendere da cavallo prima di entrare…vi giuro che l’ho fatto.

Sapete perche’ all’ingresso dei templi esiste uno scalino alto? Per obbligare chiunque entri ad abbassare la testa in segno di rispetto alla divinita’!!!

E poi il traffico. La situazione non e’ come ad Ho Chi Minh City ma comunque i motorini sono tantissimi. Le regole della strada come al solito non esistono, e’ sufficiente suonare il clacson e farsi avanti, anche contromano. Se volete avere una divertente ma pericolosa esperienza di vita, montate su un motorino e fatevi portare da qualsiasi parte in citta’.
Per il giorno dell’indipendenza di Hanoi hanno montato bandiere ovunque

ed in alcuni punti nevralgici della citta’ dei palchi per degli spettacoli…peccato che gli spettatori sono sui motorini e si piazzano in mezzo alla strada bloccando ancora di piu’ il traffico e creando colli di bottiglia.

Se venite in Vietnam, non perdetevi l’esperienza del “<strong>food street</strong>”. Specialmente qui e’ un pullulare di “trattorie” ad ogni angolo della strada, con un pentola che bolle sulla carbonella e del cibo dentro, un grill con involtini di carne o verdura che arrostisce sopra, ed un numero incredibile di sedie e tavolini adatti a dei nani dove le persone mangiano e bevono. Si vede di tutto: dal poveraccio allo studente alla coppia vestiti eleganti. Il riso (“com” in lingua locale) e’ ovviamente il piatto base, poi c’e’ il “pho” ovvero una ciotola con brodo dentro dove si mettono erbe armatiche e carne (“pho bo” e’ con il manzo, “pho ga” e’ con il pollo).
In Vietnam, cosi’ come in altri paesi dell’Indocina, la gente sta sempre a mangiare. A qualsiasi ora del giorno o della notte, trovi qualcuno seduto a mangiare..e qualcuno pronto a cucinargli da mangiare.

Infine…una ferrovia in mezzo alle antiche strade della citta’!!

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