Singapore

16-20 Settembre 2012

Dopo l’Australia….ecco l’Asia, prima tappa Singapore.


Incredibilmente moltissimi europei si confondono e credono che Singapore sia parte della Cina.
Ovviamente no.
E’ una citta-stato, sulla punta della penisola malesiana.
Ex colonia inglese (e come ti sbagli), dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale e’ stata pesantemente conquistata dal Giappone, ha acquisito una semi-indipendenza ed in seguito si e’ unita alla Malesia. Nel 1965 si e’ separata dalla Malesia diventando uno stato indipendente.
E’ dunque uno stato giovanissimo ma in piena espansione.
La stessa loro bandiera ricorda questo: mezza luna crescente ad indicare uno stato giovane in crescita, con 5 stelle che rappresentano i loro valori: rispetto, uguaglianza,…
A parte l’incredibile ed efficientissimo sistema di metropolitana e bus, qui ogni giorno si apre un nuovo cantiere, buttando giu’ edifici e rifacendone nuovi. Tra 10 anni probabilmente dovrei scoprirla di nuovo.
Inoltre e’ super sicura. Tutto cio’ la rende molto interessante e merita di essere visitata anziche’ fermarsi solamente come tappa intermedia di volo tra l’Asia e l’Occidente.

L’arrivo a Singapore corrisponde con un weekend dove tutto accade: il mid-autumn festival a Chinatown, i festeggiamenti del 40-esimo compleanno del simbolo della citta’ “Merlion”, la feste delle lanterne, etc.

Fortuna vuole che abbiamo l’ostello proprio a Chinatown, il 5Footway Inn Project Chinatown 1 (un nome lunghissimo ma e’ cosi’…).
Un delizioso posto nel cuore del quartiere cinese (Pagoda street) con wifi gratis, colazione inclusa e supersicuro!

Singapore deve la sua toponomastica ad un inglese, Mr.Raffles, venuto qui agli inizi dell’800 per instaurare un porto sicuro per i traffici commerciali della conia inglese.
E’ stato lui a dare la impostazione logica dei quartieri e delle strade e la riorganizzazione quindi della citta’, piano che ancora oggi viene seguito!! Qui viene quasi venerato, dedicandogli:
– una statua sulla sponda del fiume Singapore, presso Boat Quay dove e’ attraccato per la prima volta
-un hotel
-strade
-scuole

Singapore ha diversi quartieri etnici: Chinatown, Little India, Quartiere arabo-malesiano, Orchard road (zona dello shoppping), Colonial district & Quays (zona dei bar e locali), etc.

Secondo me Chinatown e’ il piu’ carino e divertente, ogni sera c’e’ qualcosa di interessante che accade, ed e’ pieno di posti buoni dove mangiare. Infine, si trova a pochi passi o fermate metro da tutto.

Comunque, iniziamo a fare il giro della citta’, oggi e’ domenica e ci sono un sacco di cose in atto.
Iniziamo proprio da Chinatown, dove esiste un bellissimo tempio indiano dedicato a Sri Mariamman (ma che ci fa in questo quartiere????), e dove capitiamo durante una ceromonia religiosa.

 


Il senso del business nom manca ed infatti richiedono il pagamento di un ticket per fare foto/video.


Proprio a fianco, il bellissimo tempio Buddha Tooth Relic Temple, dove si dice sia custodito un dente di Buddha. Anche qu siamo nel nezzo della cerimonia, ovviamente in diverso stile. Incredibile passare da una cultura all’altra nel giro di pochi metri.


Ma anche qui non manca il senso degli affari. In cambio di una offerta al tempio, ti assicurano la protezione di uno dei santi a tua scelta.


Seconda tappa il Colonial District & Quays, con il suo Raffles Hotel, il War memorial park, il Boat quay (con bellissima vista del Cbd dal ponte sul fiume Singapore),

la statua di Raffles  ed una scultura di Botero, per finire al complesso teatrale dell’Esplanade accanto a Marina bay.


Costruito sulla falsa riga del teatro di Sydney, vengono localmente chiamati i “durians” per una loro somiglianza con questo frutto tropicle.
A proposito, lo avete mai assaggiato? Puzza da morire ma ad alcuni piace! Puzza talmente tanto che vietano di portarlo con se nella metro…

Oggi all’Esplanade sono in corso una serie di spettacoli organizzati dalla comunita’ malesiana davanti al complesso del teatro dell’opera.

Dall’altro lato della baia, attraversando il ponte Esplanade, si arriva alla statua simbolo della citta’, il Merlion. Oggi e’ l’ultimo giorno dei festeggiamenti dei 40 anni dalla sua creazione, e per la occasione organizzano la sera uno spettacolo di luci e colori.
Una televisione locale mi ha anche intervistato per farmi augurare buon compleanno alla citta! 🙂


Cose ho detto? Che spero abbiano piu’ terra visto che sono in un fazzoletto di paese.

Tornati a Chinatown, ecco il festival cinese che festeggia l’inizio dell’autunno, con tanto di sculture e lanterne colorate per tutta la citta’.

Curiosita’:

Singapore viene anche chiamata Lion’s City ed il simbolo e’ un pesce con la testa da leone. Perche’? Una leggenda malesiana racconta di un principe Sumatran che, visitando questa terra vide un animale che assomigliava ad un leone. Fondo’ quindi la citta’ di Singapura (letteralmente “citta’ del leone”). Il pesce, invece, viene dal simbolo che rappresentava anticamente questa citta’, nata proprio grazie al commercio del pesce.

Singapore e’ una citta moderna, sicura e superpulita. E’ un misto di razze e culture diverse: cinesi, indiani, arabi, malesiani, peranakan (cino/malesiani oppure indo/malesiani)…
Ma se si vuole vedere come era un tempo, allora merita una gita in bici nella isola di Ubin, oppure in malesiano Pulau Ubin, a nord di Singapore.


Mezza giornata passata nella foresta sperduta dove ancora vivono delle persone con i pochi mezzi a disposizione. Con un traghetto

che parte solamente quando sono stati raggiunti 12 passeggeri (altrimenti tocca aspettare…), in 15min si arriva sull’isola e per pochi dollari noleggi una bici tutto il giorno.

Tornati sulla terra ferma, ecco Little India.
Pero’ che delusione. A parte alcune scritte ed edifici, sinceramente nulla farebbe ricordare che qui vive la comunita’ indiana. Almeno il loro mercato e’ pieno di frutta e verdura proveniente dall’India, essendo questo il compleanno di una delle loro divinita’ (perdonatemi…no ricordo il nome).
Mi colpisce sempre piu’ vedere come le comunita’ qui siano mescolate…affianco ad un importante tempio indiano, sono piazzate una infinita’ di ristorantini cinesi, cosi’ come in piena Chinatown hanno piazzato un tempio indiano.
Poco distante da Little India, il quartiere arabo, che si collega con quello indiano tramite la mitica Arab Street,

piena di negozietti di stoffa bellissima. Nel quartiere arabo naturalmente c’e’ anche la moschea…ma visto l’orario di preghiera, l’ingresso ai turisti non era permesso. Sinceramente, quartiere meno divertente ed attraente degli altri.

A Singapore esiste il culto del mangiare. Ai cittadini piace mangiare bene e se un posto non offre buona qualita’, non tarda molto che si sparga la voce e venga desertato.
E’ pieno di hawker centers, ovvero di luoghi dove una infinita’ di bancarelle offrono da mangiare. Hai solo che scegliere.
In una citta’ cosi’ non poteva mancarmi…un corso di cucina!!!
Presso la “Cookery Magic”, gestito da Ruqxana, che a casa sua per piccoli gruppi insegna cucina prevalentemente indiana (date le sue ovvie origini), ma anche cinese e singaporiana.
In un gruppo da 6 eravamo: un italiano, una australiana-irlandese, un australiano-filippino, una americana, una inglese, una giapponese (insegnante in giappone di cucina giapponese).
Mi sembrava uno scherzo!
Comunque, il cibo fatto con le nostre manine e’ venuto bene…ed al termine delle 3 ore di corso ce lo siamo mangiato.

Cosi’ come altrettanto bello e’ stato incontrare Syed, un malesiano di religione mussulmana che avevo contattato su couchsurfing, e che si e’ offerto di accompagnarmi a mangiare malesiano con una sua amica.

   
Esperienza molto interessante e persone molto socievoli!!
Da lui ho anche scoperto che a Singapore, per limitare il numero di auto visto il poco spazio disponibile, il governo richiede che tu compra una specie di certificato, il cui prezzo e’ oscillante (come fosse una azione quotata in borsa). Il prezzo attuale e’ circa….90000$singaporiani, ovvero circa 56000€. Solamente dopo puoi comprarti un’auto!
Incredibile!!

Ciao Singapore…mi sei molto piaciuta.

 

Ah…volete vedere come funziona una catena di taglio di capelli giapponese con sede anche a Singpore?

Beh…vedete questo video. Dopo aver comprato ad una macchinetta il biglietto, l’ho consegnato al parrucchiere il quale in 10 minuti ha completato l’opera…in vero stile giapponese!!

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