Hobart

31 Luglio 2012

Da quando siamo giunti in Australia non mi e’ mancato di notare come qui la gente si saluta dicendosi “see you later”, ovvero “ci vediamo piu’ tardi”, in netta contrapposizione con altri modi di dire nelle altre lingue, anglosassoni comprese, che puntano piu’ sul “alla prossima volta che ci rivedremo”.
Qui invece nel loro saluto ci tengono a dire che:

“nonostante l’isola sia enorme e la probabilita’ di rivederci e’ pari a zero, sono sicuro che ci vedremo presto.”
Che popolo fantastico.

Da Melbourne con un aereo arriviamo ad Hobart, capitale dello stato della Tasmania.


Da qui con un’auto a nolo decidiamo di fare il giro dell’isola.
Il mezzo proprio e’ l’unico suggerito per girare in maniera decente questa isola, grande 64000kmq (1/4 dell’Italia) ma con pessimi collegamenti pubblici tra un posto e l’altro.

E’ infatti un’isola selvaggia con luoghi dispersi irraggiungibili se non con auto.
A ragione molti vengono qui a vedere il “Wilderness” australiano.

Per arrivare qui ci sono due possibilita’:
1) aereo (con voli low cost di 1,5h tipo il nostro)
2) traghetto con la compagnia “Spirit of Tasmania” (viaggio di 10h in notturna costossissimo)

Ovviamente abbiamo scelto la prima, dovendo quindi lasciare il nostro autocaravan hippy ad aspettarci nel parcheggio dell’aeroporto di Melbourne.

La Tasmania deve il suo nome al navigatore olandese Abel Tasman che per primo la avvisto’ nel 1642.
Questo e’ molto comune in Australia. Molti nomi di citta’ (per esempio Sydney), fiumi, laghi, etc. sono stati dati per ricordare governatori o regine (beh diciamo sopratutto regina Elisabetta e Vittoria) oppure navigatori (Tasman, Flinders, etc.). Spesso i nomi sono anche ripetuti per cui lo stesso nome e’ stato conferito a piu’ cose in piu’ Stati…un po’ come in Italia per Garibaldi.

Chiamata anche “Tassi” ( vizio australiano di abbreviare i nomi; l’Australia per esempio viene indicata come “Aussi” oppure “Down Under”), l’isola e’ conosciuta storicamente per essere stato il carcere piu’ duro tra quelli costruiti in Australia dagli inglesi, in particolare a Port Arthur.
L’Australia era per gli inglesi infatti il luogo dove inviare la feccia della societa’ tra cui i carcerati piu’ pericolosi…comportamento molto signorile direi. E’ come buttare la spazzatura nel giardino del vicino.

Una cosa che mi ha colpito e’ che la Tasmania viene chiamata isola mentre l’Australia viene definita “mainland”. Inoltre la stessa Tasmania ha a sud-est una penisola chiamata “Tasman Peninsula”…mah!!

In Tasmania al tempo di Tasman vivevano 10000 aborigeni. Oggi poche centinaia.
Questa e’ una piaga triste della storia australiana.

Hobart e’ una bellissima citta’ di porto con il monte Wellington alle spalle (oggi con neve a 1200mt !!).

 


Famosa per il suo mercato del sabato, il Salamanca market, dove si possono acquistare bellissimi prodotti artigianali in legno (di diversa natura e tutte “made in Tassi”) e prodotti culinari, sopratutto miele e noi ne abbiamo preso un po’ per le nostre colazioni in caravana.


Scopriamo che la quarantena esiste anche tra gli stessi stati australiani con regole diverse.
Per esempio non si puo’ portare alcun elemento organico in Tasmania da nessun stato australiano, idem per Kangaroo island…e con grande sorpresa anche in Western Australia, in particolare il miele (sembra forse per protezionismo dei prodotti locali…). Per cui il nostro miele dobbiamo terminarlo entro 15gg 🙂

Vicino al porto c’e’ un bellissimo quartiere di case chiamato Battery Point il cui nome deriva dai pezzi d’artiglieria che nei secoli scorsi erano sistemati nel promontorio in difesa sella citta’.


Da Hobart partono molte escursioni in nave in giornata per Bruny Island dove si possono vedere leoni marini e delfini. Purtroppo le attivita’ iniziano dopo il 5 Agosto, quindi siamo riusciti solo a fare una escursione lungo la costa.

PS: anche qui e’ arrivata la mitica porchetta

 

Categorie: Australia Tasmania | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Hobart

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