Johannesburg e Soweto

18 Luglio 2012

Arriviamo a Johannesburg, o come presto impareremo a sentirla chiamare dai locali “Joburg”, e con un taxi (350rands..pari a 35€, tariffa fissa aeroporto-citta’) raggiungiamo la 7th Avenue, nel quartiere Marville, zona ricca e con alcuni locali vicino.
La citta’ non mi e’ piaciuta moltissimo. E’ una metropoli di affari, inquinata…e con molta criminalita’ (la quarta al mondo!).
Siamo naturalmente andati a vedere il toccante museo dell’Appartheid, dove veramente si vive quello che e’ successo negli ultimi anni e dove c’e’ una sessione dedicata interamente a Nelson Mandela, dalla sua nascita al coinvolgimento politico e quindi l’arresto nella Robben island fino ai giorni nostri.


Coincidenza vuole che il giorno del nostro arrivo corrisponda con il giorno del suo 94esimo compleanno!

 
Mandela viene letteralmente venerato, si vedono ovunque suoi libri, manifesti, icone in ogni angolo della citta’.
Gli sono state dedicate strade e ponti. Esiste a Soweto, quartiere-citta’ dove e’ cresciuto vicino a Joburg, un museo dove prima viveva.
Tutte cose che normalmente vengono fatte quando una persona icona e’ morta…qui invece lo venerano da vivo proprio per quello che ha fatto.

L’Africa del sud e’ veramente un paese enorme che offre moltissime opportunita’. E’ immersa nella natura con tantissimi parchi naturali ( la parte est offre i piu’ belli del mondo, primo fra tutti il Kruger park), e’ bagnata per tutta la costa dal mare (due oceani:atlantico ed indiano), ed e’ ricca di oro e diamanti.

E’ tutto sommato un paese dove il costo della vita e’ basso. Costa molto meno mangiare cibo cucinato (e di ottima qualita’) in un ristorante che comprare e cucinare da soli, ma dall’altro lato le entrate ai parchi, attrazioni, tecnologica sono costose.
Ancora non e’ un paese dove e’ possibile camminare soli e sentirsi sicuri di non essere rapinati o peggio.
La parte sud occidentale e’ pero’ un tema a parte. La citta’ di Cape Town infatti viene considerata dagli stessi sud africani una citta’ europea nello stile e costumi.
Si puo’ tranquillamente viaggiare soli di notte.
Noi per esempio abbiamo fatto in auto da Cape Town fino a Port Elizabeth.

Popolo cordiale e sorridente, ma dove la sensazione e’ che le differenze tra neri e bianchi siano ancora presenti. Tra l’altro si chiamano nella lingua parlata comune tranquillamente “white” e “black people” senza alcun riferimento razzista, cosa che per esempio in america questo non sarebbe possibile.
Nelle strade, nei locali, al lavoro, si vedono pacificamente insieme “white” e “black”.
Spesso pero’ a capo delle attivita’ commerciali si vedono i “white” e tra i lavoratori i “black”.

Bellissimo anche andare a vedere la citta’ dall’alto dell’edificio Carlton Center.

Non poteva infine mancare la visita alla gia’ citata Soweto.

Quartire storico divenuto oramai una citta’ nella citta’ con i suoi 4 milioni di abitanti.
Con una simpatica guida del quartiere, in auto ma scendendo spesso a piedi per mischiarci tra la gente, attraversiamo i punti principali.
Scopriamo che la parte ricca e’ divisa in 3 aree chiamate “fasi” (fase 1-2-3) mentre la zona povera in 6 zone (zone 1-6).
Attraversiamo i mercati locali, le baraccopoli, l’ex centrale idroelettrica ora adibita a zone di svago,

alla famosa via Vilkakazi dove viveva Mandela e dove nel 1976 in uno scontro a fuoco tra polizia bianca e scolari neri che manifestavano contro l’imposizione dell’insegnamento della lingua afrikan, e’ stato ucciso il 13enne Pieterson.
Durante il tour a Soweto incontriamo una scolerasca di una citta’ del nord del paese dove i bianchi non sono molto presenti, per cui….noi eravamo per loro l’attrazione ed hanno voluto fare con noi delle foto!!


Al termine della giornata non poteva mancare il “quarter burger”, tipico piatto in una delle strade del quartiere.

Curiosita’:
In Sud Africa esistono 11 lingue diverse e solamente 2 persone le conoscono tutte, per cui quando devono fare un comunicato tv che coinvolge l’intera nazione, fanno intervenire queste due persone che lo riportano in tutte ed 11 le lingue.
Attualmente la lingua ufficiale e’ comunque l’afrikan e l’inglese, ma nella zona di Joburg si parla il dialetto Zulu. L’afrikan e’ praticamente l’olandese ma con la grammatica inglese.
Tutti i siti internet sudafricani terminano con la sigla “za” invece che “sa” perche’ nella lingua afrikan il nome del paese e’ Zuid Afrika.

Comunque, me ne vado dal Sud Africa con ancora due grosse domande:
1) chi ha deciso lo standard delle prese elettriche???Mai viste cosi’, neanche l’adattatore internazionale che ho lo prevede!
2) chi ha avuto l’idea “geniale” di stabilire come standard nei lavabi il regolatore di acqua con due uscite separate, una per l’acqua calda ed una fredda:cosi’ o e’ gelida o e’ bollente!

Categorie: Sud Africa | Lascia un commento

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